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| 20 set 2025 | 12:55

Biodanza per farsi del bene liberando il proprio ritmo interiore

A Trento, Vigolo Vattaro e Pergine i corsi promossi da Animando per i quali non serve l'attitudine al ballo ma solo la voglia di mettersi in gioco assieme agli altri. Una disciplina diffusa in tutto il mondo per riscoprirsi tra musica, movimento e soprattutto relazione

di Redazione

TRENTO. Farsi del bene. Fare del bene a sé stessi – “sturando” (nel senso di togliere il tappo) – i propri sentimenti, le proprie sensazioni, le proprie emozioni.

 Fare del bene agli altri, nel senso di condividere il meglio emotivo di ciascuno. Come? Attraverso movimento, musica e interAzione.

 Si chiama “Biodanza” ma non sono richieste particolari attitudini al ballo. Si richiede invece – unica prerogativa – la disponibilità a “lasciarsi andare”, a mettersi in gioco nel rapporto con gli altri e con l’ambiente.

 

 Si potrebbe indugiare a lungo nelle spiegazioni perché la Biodanza – inventata da uno psicologo cileno e diffusa rapidamente in tutto il mondo – ha una storia piuttosto lunga. E indubitabilmente intrigante. Ma in realtà le spiegazioni servono poco perché il miglior modo di scoprire questa esperienza, singola e collettiva, è provarla. E’ utile concedersi, cioè, un’occasione per esprimere – gradualmente, incontro dopo incontro – quel che di sé stessi forse nemmeno si conosce. Un “io” che emerge nel confronto con il “noi”.

Far danzare le emozioni: così, in uno slogan, promette chi anche in Trentino organizza ormai da tempo i corsi di Biodanza che si svolgono a Trento (Villa Sant’Ignazio), a Vigolo Vattaro (Centro giovani Rombo) e a Pergine (Almaluna).

 A proporre anche quest’anno l’iniziativa ormai prossima all’avvio è l’associazione Animando, nata dal desiderio di tre donne di creare una realtà dedicata ad un benessere da 0 a 99 anni, utile ai bambini come agli adulti. Un’associazione dai principii tanto semplici quanto mai indispensabili in quest’epoca di fretta, individualismo all’eccesso, egoismo, presappochismo e valori sempre più flebili.

 Ecco allora che etica, partecipazione sociale, superamento di ogni discriminazione o situazione oppressiva, educazione socio affettiva diventano linee guida di un sodalizio che punta allo sviluppo di risorse individuali e collettive. Anche grazie alla Biodanza.

 

 La Biodanza – una delle attività dell’associazione – diventa uno strumento capace di coinvolgere e, soprattutto, di “far esprimere” un’individualità che vale, che cresce, proprio nel rapporto con l’altro. Un rapporto reso più semplice dalla musica intesa come stimolo portentoso per instaurare relazioni, aiutandosi reciprocamente a percepire i propri ritmi, arricchendo così la propria identità. Riscoprire, o meglio reintrodurre, la “vivencia” attraverso ritmi, canto, movimento ma più di tutto situazioni di gruppo. E di libertà. La “vivencia” – il cuore dell’intuizione del fondatore Rolando Toro – è il “vissuto”. Il “vissuto” di ognuno da mettere a confronto con il vissuto degli altri senza smarrirsi in labirinti psicanalitici e in qualche ginepraio di teorie ma, semplicemente, accettando un gioco collettivo di conoscenza reciproca, abbracci e, appunto, movimento. Ma un movimento gioioso, che nei corsi di biodanza diventa via via più naturale, sempre meno rinunciabile.

 

 I corsi di quest’anno sono in partenza. Il corso di Trento è invece ormai prossimo. L’inizio è previsto per il 23 settembre e si svolgerà ogni martedì dalle 20.30 alle 22.30. Per una prova gratuita chiamare Maria Cristina Mosna 3357779364. A Pergine si terranno dalle 18 alle 20 ogni venerdì a partire dal 17 ottobre. È prevista una serata di prova gratuita (chiamare Sonia Taverna 3396953732 o Tiziana Pizzo 3452301420. A Vigolo Vattaro si incomincerà con il gruppo di approfondimento (dalle 20.30) il 25 settembre mentre il gruppo principianti si ritroverà il 16 ottobre, il giovedì dalle 18 alle 19.45 con una serata di approfondimento il 25 settembre. Per una prova gratuita chiamare Sonia Taverna 3396953732.

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