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Belluno
04 aprile | 17:06

Il Coro polifonico Ctg di Belluno compie 60 anni, ricco calendario di appuntamenti: “Non è solo musica, ma socialità, emozione e attenzione alla gioventù”

In occasione del 60esimo anniversario dalla sua costituzione, il Coro polifonico Ctg di Belluno celebra un anno ricco di eventi tra le province di Belluno e Treviso. “Il Ctg è musica, cultura, socialità, emozione e gioventù: termini che saranno celebrati in otto sedi per tutto il 2025, con la punta di diamante nel Concerto sinfonico-corale di Mendelssohn il 14 giugno nel Duomo della nostra città”, ricorda l’assessore Raffaele Addamiano

BELLUNO. Compie 60 anni il coro polifonico Ctg di Belluno. Fondato nel 1965 da don Sergio Manfroi, si esprime in varie direzioni, dallo studio della musica corale a cappella al canto popolare e ai brani di autori contemporanei. Ha collaborato negli anni con molte istituzioni culturali del territorio e nel 1979 ha ricevuto il premio San Martino, massima onorificenza della città. In occasione di questo anniversario, ha presentato un calendario di eventi che dal 5 aprile al 29 dicembre toccheranno diverse città del territorio, tra cui Belluno, Vittorio Veneto, Conegliano e Feltre.

 

“Quest’anno - afferma Raffaele Addamiano, assessore alla cultura del Comune di Belluno - celebriamo il compleanno di un coro che fa alla città e ai bellunesi grandi regali, a partire dalla musica, ma più in generale anche la cultura, la coralità, l’emozione dei concerti e l’attenzione ai giovani. Tutti questi termini saranno celebrati dal 5 aprile al 29 dicembre, tra cui tre date in particolare che riguardano la nostra città. Innanzitutto il 12 aprile, nella chiesa di San Rocco, ci sarà il concerto per il Giubileo “Per crucem ad lucem”, con musiche polifoniche. Il 17 maggio invece Palazzo Crepadona ospiterà un convegno dedicato a Mons. Manfroi, che ha fondato e diretto il coro fino alla sua morte nel 2013. E per finire, punta di diamante di queste occasioni culturali, il 14 giugno si terrà il Concerto sinfonico-corale di Felix Mendelssohn, che coinvolgerà 100 musicisti, in una composizione che ha raggiunto i vertici della poesia religiosa occidentale".

 

"Voglio però anche ricordare - prosegue Addamiano - il legame con il sociale e la scuola. A Natale il coro terrà infatti dei concerti i cui ricavati saranno devoluti alle associazioni Amici del cuore e Il filo di Simo, a riprova dell’importanza di abbinare la cultura alla solidarietà, mentre in autunno sarà consegnata una borsa di studio a una studentessa o uno studente del liceo musicale Renier di Belluno. È molto bello che un sodalizio così storico guardi con orgoglio al suo passato, ma abbia anche la prospettiva al futuro attraverso i suoi studenti più meritevoli”.

 

Oltre agli appuntamenti bellunesi, ci saranno quindi numerosi incontri tra cui un laboratorio di direzione e interpretazione a Vittorio Veneto, uno scambio culturale con il coro “Melodoi” di Atene e, per finire, una serie di concerti natalizi tra le due province, le cui offerte saranno devolute in beneficenza.

 

“Per me è un onore – sottolinea Alessandro Cesca, presidente Ctg - rappresentare un coro che ha 60 anni. Se da un lato, alcuni ex coristi sono tornati per dargli man forte, dall’altro nell’ultimo anno ne sono entrati di nuovi, tra cui molti musicisti diplomati al conservatorio. Attualmente abbiamo 43 voci e il nostro obiettivo è avvicinare nuovi giovani per far sì che la sua attività prosegua per almeno altrettanti anni”.

 

“L’assessore ha ben messo in luce le parole chiave del coro – conclude Stefano Da Ros, direttore artistico - alcune delle quali mi hanno spinto ad accettare la direzione del Ctg: oltre all’interesse musicale, volevo infatti contribuire a continuare la vita artistica di un coro prestigioso che significa appunto anche socialità e rapporto con il territorio. Oggi infatti posso testimoniare il profondo rapporto umano con i coristi e l’attenzione, grazie ad alcune sponsorizzazioni, al mondo della scuola e della formazione corale.

 

Credo però sia altrettanto importante non dimenticare chi è venuto prima di noi, in particolare una persona come don Manfroi che ha inciso sulla vita di un'associazione e sulle emozioni di chi lo ha conosciuto, cosa che nel coro è molto palpabile. Abbiamo quindi pensato fosse doveroso dedicargli una giornata e il convegno del 17 maggio si intitola “L’uomo, il sacerdote, il musicista, il didatta” perché era un personaggio poliedrico, le cui qualità saranno testimoniate in maniera diretta dai relatori per tracciare ogni lato di questa importante figura”.

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