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Trento
23 marzo | 11:19

"Il mio viaggio in musica tra sogno e realtà", Gloria Abbondi racconta il singolo 'Blu Cobalto': "Invito a superare i confini e ritrovare il sorriso"

La canzone 'Blu Cobalto' segna il ritorno del progetto 'Zelda Mab' e intreccia l'energia di melodie elettro pop a profonde riflessioni sulla vita. Gloria Abbondi: "Senza mai distaccarsi dalla realtà, il brano afferma la consapevolezza che il nostro benessere viene prima di tutto"

TRENTO. È uscito da da poco più di 48 ore, ma il singolo "Blu Cobalto" dell'eclettica cantautrice bolzanina, e trentina d'adozione, Gloria Abbondi sta già facendo vibrare gli ascoltatori. Il brano, che segna il ritorno del suo progetto "Zelda Mab" a tre anni dal suo ep d'esordio "Elettricità", e che anticipa l'uscita del secondo ep, intreccia l'energia di sonorità elettro rock a tematiche profonde quali "il desiderio di inseguire i propri sogni" e "di emanciparsi dalle convenzioni, e la necessità di tornare ad esse".

 

Nell'intervista concessa a il Dolomiti la poliedrica cantautrice e musicista – che prima del "clic" che l'ha spinta alla composizione ha calcato palcoscenici importanti come bassista e cantante dei Sick Tamburo (ex Prozac+, ndr), affiancando grandi nomi come Linking Park, Blink 182 e Sum 41 – si racconta tra passato, presente e futuro, ed entra negli anfratti del suo nuovo lavoro, "frutto di tre anni di ricerca e sperimentazione" e in cui analizza concetti complessi come i salti quantici, con la volontà di "trasmettere all'ascoltatore il tema della continua evoluzione interiore", in quello che lei stessa definisce un "viaggio in equilibrio tra sogno e realtà".

 

Gloria Abbondi, "Blu Cobalto" segna il ritorno del suo progetto "Zelda Mab" a tre anni dall'Ep "Elettricità". Ci racconta la sua genesi?

 

Questo brano nasce da un'esigenza profonda di proporre un’impronta positiva e di dare vita a un’evoluzione, come risposta alla crescente tensione che spesso incontriamo anche senza accorgerci nella nostra vita quotidiana: dalle notizie ai social, dalla musica ai film. Rappresenta un capitolo cruciale del mio percorso artistico: dopo un lungo periodo di riflessione e sperimentazione, il pezzo è nato con l’intento di trasmettere belle energie, voglia di ballare, di sfogarsi e di sorridere. È un viaggio che si muove tra sogno e realtà, un invito a superare i confini conosciuti per evolversi, ritrovando il sorriso. Senza mai distaccarsi dalla realtà, il brano afferma la consapevolezza che il nostro benessere viene prima di tutto. Nella musica si intrecciano temi di ricerca interiore, desiderio di scoperta e di connessione con qualcosa di più grande, come quella tra il tangibile e l'immaginato.

 

Un brano che, da un certo punto di vista, può essere visto come una proiezione del suo lavoro d'esordio.

 

Se in “Elettricità” c’era ancora una ricerca di quello che sarebbe stato il suono di "Zelda Mab", in questa canzone tutto prende forma e arriva alle fondamenta del progetto: un suono diretto, energico, deciso. La formula stilistica è ben definita, più consapevole e più strutturata. Ho cercato di esplorare un equilibrio tra introspezione e sperimentazione sonora, attingendo da tutte le esperienze musicali che mi hanno influenzato: dal rock al punk/garage, fino alla musica classica. Ci sono momenti nel brano che mi ricordano dei crescendo orchestrali. “Blu Cobalto” è una canzone che esprime la mia libertà creativa, non solo come musicista, ma anche come persona, è solo l’inizio di un nuovo capitolo, dove la musica diventa non solo un mezzo di espressione, ma una vera e propria chiave per viaggiare e scoprire mondi diversi, dentro e fuori di me.

 

Le tematiche affrontate dal testo sono indubbiamente complesse, addirittura parla di salti quantici.

 

Ho scelto di esplorare un concetto che rappresenta quei momenti improvvisi e radicali che segnano il nostro percorso, sia personale che creativo. Il salto è un movimento che ci porta da una dimensione all'altra, da una consapevolezza a un’altra, spesso senza preavviso. Ogni salto quantico rappresenta una fase di crescita, un'opportunità per evolverci e superarci.

 

C'è un messaggio di fondo che vuole trasmettere?

 

La volontà è quella di portare all’ascoltatore il tema della continua evoluzione interiore, dove il cambiamento non è mai assoluto o definitivo, ma un processo dinamico di riflessione e crescita. Il brano invita a non temere l'incertezza e la transizione, ma a vederle come fasi necessarie per scoprire nuovi aspetti di sé, in un continuo divenire. La crescita non è lineare e spesso è accompagnata da dubbi e conflitti, ma è proprio nel confronto con questi momenti che troviamo la nostra forza. La musica stessa, con i suoi contrasti e la sua evoluzione, riflette questa filosofia: un cammino che, pur tra alti e bassi, ci spinge sempre verso una versione più autentica di noi stessi.

 

Parlando del titolo "Blu Cobalto", perché ha pensato a questa immagine e cosa rappresenta?

 

Il titolo asce da una connessione spontanea con un'immagine che rappresenta, per me, un contrasto di profondità e luminosità. Il blu cobalto è una tonalità ricca e intensa, che richiama l'infinito, il mistero e la vastità dello spazio. È un colore che, per sua natura, evoca un senso di esplorazione, di viaggi oltre i confini conosciuti. Ho scelto questo titolo perché simboleggia il viaggio interiore che affronto nel brano, ma anche un invito a guardare oltre l'orizzonte, a oltrepassare le proprie limitazioni e a scoprire nuove dimensioni. Cobalto, poi, è anche un elemento che per me ha una forte componente alchemica e trasformativa, quasi come se rappresentasse un processo di mutamento che avviene attraverso la consapevolezza e la ricerca di sé.

 

Ritorna quindi il tema, a lei caro, di quella dimensione "sospesa" che porta però ad un cambiamento.

 

Esattamente. “Blu Cobalto” è un richiamo a quella sensazione di sospensione che si prova quando ci si trova in uno stato di transizione, in un limbo tra il conosciuto e l’ignoto, ma allo stesso tempo con la certezza che l’evoluzione ci stia guidando verso qualcosa di nuovo e sorprendente. Questo titolo, quindi, è un po’ il simbolo di un momento di cambiamento, di liberazione da vecchie convinzioni per abbracciare un futuro fatto di consapevolezza e crescita.

 

Venendo a lei, e alla sua musica, il suo progetto artistico nasce dopo anni in cui hai calcato importanti palcoscenici con i Sick Tamburo. Come l'ha influenzata quell'esperienza?

 

Il progetto "Zelda Mab" è nato da un lungo processo di consapevolezza e crescita personale che si è evoluto a partire dalle esperienze musicali del mio passato. La mia esperienza con i Sick Tamburo è stata cruciale. Tuttavia, il mio desiderio di andare oltre il ruolo di musicista di una band è sempre stato forte, e la ricerca della composizione musicale è sempre stata una mia grande passione. A 12 anni scrissi il mio primo brano al pianoforte e nel tempo ho esplorato vari generi musicali, ma il rock è sempre stato quello che mi ha rappresentato più di ogni altro. Solo nel 2019, però, ho avuto la consapevolezza di poter creare qualcosa che fosse totalmente mio, prendendo in mano non solo la scrittura e la composizione, ma anche l'esecuzione di tutti gli strumenti e la produzione. È stato un momento di grande rivelazione, un "clic" che mi ha aperto gli occhi.

 

Ci parli meglio di questo "clic".

 

Il punto di svolta è arrivato quando ho smesso di ascoltare il mondo esterno per iniziare finalmente ad ascoltare me stessa. È stato in quel momento che ho trovato la leggerezza creativa che spesso viene soffocata dal rumore di fondo. Ho messo "in muto" il mondo, ho osservato la realtà da un'altra prospettiva e, finalmente, ho visto tutto in modo più chiaro e autentico, senza pregiudizi. E così è nata "Zelda Mab". Un percorso fatto di tanti tentativi, fallimenti, lacrime, sorrisi, ma soprattutto di silenzi. Ogni passo è stato fondamentale nel mio processo creativo e nella costruzione di un suono che fosse davvero mio. "Zelda Mab" è una sintesi di tutto ciò che ho vissuto musicalmente, ma anche di tutto ciò che ho scoperto su me stessa.

 

Una sua caratteristica è quella di associare un'accurata ricerca musicale a testi complessi e riflessivi. Come vive, da autrice, il rapporto tra musica e parole?

 

Il rapporto tra il testo e la musica, per me, è molto fluido e variabile, dipende dalla canzone. A volte la profondità del testo si intreccia con la melodia, mentre altre volte mi piace giocare con il contrasto tra la complessità delle parole e la leggerezza della musica. Sia il testo che la melodia arrivano spesso di getto, come se esistessero già, a volte mi capita invece di sentire le melodie che devo suonare mentre ascolto quelle che avevo eseguito poco prima. Talvolta, però, anche quando non le suono immediatamente, quelle stesse melodie si ripresentano anche dopo molto tempo. Lo stesso vale per i testi: alcuni mi vengono di getto, mentre altri richiedono più riflessione e lavoro. Il processo creativo, in generale, per me è davvero divertente e magico: una fusione di intuizioni spontanee e momenti di riflessione, in cui la musica e le parole si uniscono in modo naturale, quasi come se si completassero da sole.

 

Nel suo percorso emerge particolare attenzione, oltre a musica e parole, ai dettagli della sfera grafica e video: tre facce dello stesso prisma?

 

Nel progetto "Zelda Mab" musica, grafiche e video hanno tutti lo stesso peso e importanza, ed ogni aspetto è complementare agli altri: mi piace pensare che siano tutte parti di un’unica entità che prende vita attraverso la mia espressione artistica. Ogni dettaglio, che sia sonoro, visivo o grafico, è curato con la stessa passione, impegno e dedizione. È come se ogni elemento fosse un pezzo di un puzzle che contribuisce a costruire un’immagine completa e coerente del progetto. La musica, le grafiche e i videoclip sono per me strumenti attraverso cui posso esplorare e comunicare tutte le sfaccettature del mio essere. Ogni parte si arricchisce a vicenda, creando un equilibrio che mi permette di esprimere al massimo le mie potenzialità. "Zelda Mab" è, quindi, una grande opera espressiva, che amo profondamente in ogni suo minimo dettaglio, e ogni componente è una manifestazione di ciò che sono e di ciò che desidero essere.

 

Un'ultima domanda, quando potremo ascoltarla live? 

 

Sto lavorando per portare "Zelda Mab" dal vivo e ho avuto la fortuna di unire alla mia squadra alcun musicisti milanesi che mi accompagneranno nei live. In quest'ottica sono alla ricerca di un'agenzia di booking che ci supporti nella pianificazione del tour promozionale: questo perché posso dire che la vera essenza di "Zelda Mab" si esprime sui palchi, e non vedo l’ora di condividere la musica con il pubblico.

 

 

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