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Bolzano
31 agosto | 17:52

Il teatro come strumento di prevenzione: nelle scuole arriva il laboratorio contro la violenza di genere. Un progetto che va oltre la teoria, coinvolgendo attivamente i giovani

Un progetto di Alice Ravagnani che ha coinvolto il Liceo Pascoli di Bolzano e che offre un approccio nuovo ed esperienziale all’educazione alla parità: non solo teoria, ma anche confronto attivo, improvvisazioni teatrali, esercizi di gruppo e produzione multimediale

BOLZANO. Parlare apertamente ai ragazzi e alle ragazze di violenza di genere, coinvolgerli in progetti e renderli partecipi per promuovere una cultura del rispetto e della parità tra i generi.

 

Il laboratorio teatrale “Prevenzione della violenza di genere attraverso il linguaggio teatrale” si pone proprio questi obiettivi: intercettare i giovani studenti e le giovani studentesse per affrontare un tema di fondamentale interesse e importanza offrendo un approccio nuovo ed esperienziale: non solo teoria, ma anche confronto attivo, improvvisazioni teatrali, esercizi di gruppo e produzione multimediale.

 

Il progetto, tutto bolzanino, è stato ideato e portato nelle scuole provinciali da Alice Ravagnani, attrice e operatrice giovanile, studentessa di Sociologia e ricerca sociale presso UniTn.

 

Il laboratorio teatrale è stato un successo al Liceo Pascoli di Bolzano, dove nel corso di due anni scolastici sono state coinvolte quattro classi, tra seconde e terze. Durante il percorso al Pascoli, le ragazze e i ragazzi hanno lavorato su temi centrali come stereotipi di genere, linguaggio sessista, dinamiche relazionali e victim blaming. Attraverso l’uso di articoli di giornale, canzoni e scene tratte da film o create autonomamente, hanno potuto immedesimarsi in ruoli diversi e analizzare in prima persona le molteplici sfaccettature della violenza di genere.

 

“Molti studenti hanno focalizzato la loro attenzione su aspetti intorno ai quali non avevano mai riflettuto così in profondità – racconta la docente Silvia Vergani che ha partecipato al laboratorio– come la sottile linea tra attenzione e controllo, rispetto e manipolazione.”

 

“Mettere in scena gli stereotipi ha aumentato la consapevolezza”, sottolinea Alice Ravagnani che aggiunge - “È stato fondamentale anche il gioco sull’inversione di ruoli, come nel caso del catcalling: quando a subire sono stati i ragazzi, il cambiamento di prospettiva ha generato riflessioni molto interessanti.”

 

Le nuove generazioni non sono estranee a questi temi: al contrario, mostrano un forte interesse, alimentato anche dall’esposizione sui social media. Il rischio, però, è che questa conoscenza resta

superficiale”, osserva la docente Sonia Merlin. “Il laboratorio ha favorito anche il superamento di alcune barriere personali, rivelandosi un contesto sicuro, in cui raccontarsi, ascoltare e costruire fiducia reciproca - commenta un’altra docente, Giulia Bellardini - L’esperienza si è rivelata formativa sia sul piano individuale che collettivo, fornendo strumenti utili a riconoscere e decostruire atteggiamenti discriminatori. Ha contribuito a sviluppare empatia, apertura e maggiore consapevolezza di sé nella relazione con l’altro. Grazie alla guida attenta dell’esperta, il percorso ha gettato basi importanti per proseguire il lavoro educativo sulla parità di genere e rappresenta un modello significativo da valorizzare e, auspicabilmente, replicare”.

 

Il laboratorio, con il suo approccio multidisciplinare, ha voluto stimolare il pensiero critico di studenti e studentesse, soffermandosi anche sull’uso di un linguaggio giornalistico corretto nel raccontare la violenza di genere. Attraverso l’analisi di articoli e casi reali è stato approfondito il tema della vittimizzazione secondaria, mettendo in luce come spesso le vittime vengano indirettamente colpevolizzate dai media.

 

Il laboratorio si è poi concluso con la realizzazione di un cortometraggio, lo scorso anno scolastico, e di un podcast di quattro puntate nel corso dell’anno scolastico appena trascorso (2024-2025).  I due prodotti sono stati ideati e interpretati dalle classi stesse. Visto il successo delle due edizioni precedenti, il laboratorio è ora disponibile per nuovi istituti scolastici a partire dall’anno 2025/2026.

 

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