Le "risate disegnate a mano" dell'avanguardista bellunese Mario "Eronda" De Donà: è uscito il libro "VrumVrum, PotPot"
Raggruppando ben cinquant'anni di "risate disegnate a mano", VrumVrum, PotPot più che una raccolta è la riscoperta di un genio dell'umorismo grafico che, dalle montagne del Cadore, ha conquistato i saloni internazionali rappresentando il tipico caso di “artista per intenditori” che non desiderava diventare d’élite e che merita senz’altro un richiamo presso il grande pubblico

BELLUNO. E' uscito da qualche giorno nelle librerie "VrumVrum, PotPot - comic strip & humour graphic" il libro edito da Graphe.it che indaga Eronda, al secolo Mario De Donà, quale artista bellunese che ha dedicato la sua vita a trasformare l'ironia in arte, regalando all'Italia alcune delle comic strip più brillanti e originali del Novecento.
Raggruppando ben cinquant'anni di "risate disegnate a mano", VrumVrum, PotPot più che una raccolta è la riscoperta di un genio dell'umorismo grafico che, dalle montagne del Cadore, ha conquistato i saloni internazionali rappresentando il tipico caso di “artista per intenditori” che non desiderava diventare d’élite e che merita senz’altro un richiamo presso il grande pubblico.
Quando nel 1969 vinse il Dattero d'Oro a Bordighera con un collage geniale su "Destinazione Luna", Eronda dimostrò che l'intelligenza può far ridere quanto l'assurdo, anticipando linguaggi che oggi si definirebbero moderni con le sue onomatopee motorizzate, i suoi cortocircuiti visivi e le sue strip surrealiste.
Per chi non lo conoscesse, Mario De Donà è stato un illustratore e grafico italiano tra i più originali del Novecento. Nato a Treviso il 6 settembre 1924, e vissuto poi in terra bellunese, si formò all’Accademia di Belle Arti di Venezia e iniziò la sua carriera collaborando con tipografie e studi grafici, dedicandosi in particolare alla visual art. Negli anni Sessanta si orientò verso il graphic design per aziende, continuando a mantenere la sua vena umoristica, espressa in disegni dal tratto essenziale e dal tono surreale e graffiante.
La sua produzione spazia dalla grafica editoriale al disegno satirico, alla scrittura visiva. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Dattero d’Oro e il Grand Prix “Marco Biassoni” nel 2003. Nel 1985 ha pubblicato Encyclopedia grafica, opera che testimonia la sua inesauribile inventiva. Si trasferì a Trieste nel 1997, dove visse fino alla scomparsa, il 21 marzo 2009.
Se si volesse dargli una collocazione nel panorama artistico, lo si potrebbe mettere idealmente fra i futuristi Mimmo Rotella e Bruno Munari, di cui era amico e seguace, o associarlo alle neoavanguardie del Novecento.
Tornando alla nuova pubblicazione, la stessa è stata curata con passione da Erik Balzaretti, esperto e divulgatore di tutto ciò che è narrazione visiva, e arricchita dalla postfazione di Gianni Brunoro, che ne mette in evidenza l’approccio sperimentale e le diverse variazioni sul tema della strip.
La pubblicazione di questo volume è stata possibile grazie al patrimonio artistico custodito dall'Associazione Fondo Eronda di Belluno.
Il suo presidente, e figlio di Eronda, Marco De Donà ha così commentato il progetto: "Questo volume è un tassello importante, perché raccoglie e racconta una parte dell'opera di Eronda che non si è potuta inserire nella mostra del Centenario e nel suo catalogo. Inoltre, con questa uscita si chiudono gli eventi del 100esimo di Eronda, un successo che ci ha dato grandi soddisfazioni. Pubblicare questo libro non è nostalgia ma è la riscoperta di un linguaggio visivo che sa ancora emozionare, perché il vero talento non conosce tempo né confini geografici".












