Presentato al pubblico il dipinto "Apollo consegna Esculapio al centauro Chirone" di Cristoforo Unterperger. L'opera al Palazzo della Magnifica comunità di Fiemme
L'opera raffigura il momento nel quale Apollo affida il figlio Esculapio al centauro Chirone affinché ne curi la formazione nell'arte della medicina. Recentemente acquisito da Giampaolo Bortolotti, il quadro è stato concesso in comodato gratuito alla Magnifica comunità di Fiemme

CAVALESE. Il Salone Clesiano del Palazzo della Magnifica comunità di Fiemme a Cavalese ha ospitato la presentazione al pubblico di "Apollo consegna Esculapio al centauro Chirone", dipinto di Cristoforo Unterperger (Cavalese, 1732 – Roma, 1798) recentemente acquisito da Giampaolo Bortolotti e concesso in comodato gratuito alla Magnifica comunità di Fiemme. L'opera arricchisce il percorso museale dedicato al più importante pittore fiemmese del Settecento attivo a Roma e rappresenta un significativo esempio di collaborazione tra iniziativa privata e valorizzazione pubblica del patrimonio culturale.
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Un incontro aperto dallo scario Mauro Gilmozzi che ha evidenziato il valore dell'iniziativa e l'importanza dell'arrivo dell'opera all'interno del percorso museale del Palazzo. Nel suo intervento ha evidenziato come il patrimonio culturale possa crescere grazie alla sensibilità di chi sceglie di condividere con la comunità beni di straordinario interesse storico e artistico, rimarcando il significato del gesto compiuto da Giampaolo Bortolotti e il ruolo fondamentale della collaborazione tra pubblico e privato nella tutela e valorizzazione della cultura.
"La concessione in comodato gratuito dell'opera 'Apollo consegna Esculapio al centauro Chirone' accentua e rafforza ulteriormente la vocazione del Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme come polo culturale dinamico che continua ad offrire spunti di riflessione e scoperta per residenti e visitatori, confermando come la sinergia tra sensibilità privata e cura pubblica possa fare la differenza nell'ampliare la fruizione della cultura e nell'arricchire il patrimonio comune", il commento dell'assessora Francesca Gerosa. "L'ingresso di questo dipinto rappresenta un'opportunità straordinaria per riscoprire la grandezza di Cristoforo Unterperger. Questa tela, che svela da vicino l'evoluzione del suo processo creativo, arricchisce in modo prezioso il percorso museale a lui dedicato, restituendo alla comunità un ulteriore tassello della propria storia".
La parola è quindi passata a Giampaolo Bortolotti, che ha illustrato le ragioni che lo hanno portato all'acquisto del dipinto e alla successiva decisione di affidarlo al Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme. Una scelta maturata anche alla luce del forte legame personale e familiare che lo unisce da sempre alla Magnifica Comunità, istituzione frequentata fin dall'infanzia e alla quale è profondamente affezionato, anche in virtù del fatto che il padre ricoprì per molti anni l'incarico di Segretario generale dell'ente.
L'incontro è poi entrato nel vivo con l'intervento del conservatore del museo, Roberto Daprà, che ha ripercorso la vicenda umana e artistica di Cristoforo Unterperger, nato a Cavalese nel 1732 e protagonista della scena artistica romana del secondo Settecento. Successivamente l'attenzione si è concentrata sul dipinto, modello della tela realizzata dall'artista per i principi Altieri e oggi conservata a Roma.
L'opera raffigura il momento nel quale Apollo affida il figlio Esculapio al centauro Chirone affinché ne curi la formazione nell'arte della medicina. Nel mito, Chirone è il maestro saggio e benevolo che trasmette conoscenze, esperienza e valori alle nuove generazioni. La scena diventa così una celebrazione del sapere che si tramanda nel tempo, della responsabilità educativa e della continuità tra le generazioni, temi che trovano una particolare consonanza con la storia stessa della Magnifica Comunità di Fiemme.
A concludere la serata è stata la restauratrice Silvia Invernizzi, che ha illustrato brevemente lo stato conservativo del dipinto e ha dedicato particolare attenzione all'elegante cornice, sulla quale ha condotto in prima persona un accurato intervento di restauro, finalizzato a restituirne la piena leggibilità e qualità estetica.













