Grande raduno di Schützen a Bolzano: bandiere austriache e salve d'onore in Piazza Walther (VIDEO). Duro Urzì: "Richiama l'Anschluss nazista"
Duro attacco del coordinatore regionale di Fratelli d'Italia Alessandro Urzì: “O si crede e si difende l'autonomia come un patto di lealtà o se ne mettono in discussione i presupposti fissati nel 1946, rivendicando una condizione diversa rispetto a quella degli accordi tra Italia e Austria”

BOLZANO. Nella giornata di ieri (domenica 25 ottobre) una grande manifestazione è stata organizzata dagli Schützen a Bolzano, in occasione delle cerimonie portate avanti in Austria per la festa nazionale – che si celebra oggi, 26 ottobre.
Moltissimi i partecipanti alla manifestazione, che ha visto in Piazza Walther la presenza di bandiere austriache alla conclusione del corteo portato dagli Schützen per le strade del capoluogo altoatesino.
“La Lega degli Schützen Sudtirolesi – rivendica la Südtiroler Schützenbund sui canali social – ha lanciato in Piazza Walther un significativo segnale di legame con la patria austriaca. Cerimonia solenne con alzabandiera, salve d'onore e commemorazione dei caduti. Il comandante provinciale Christoph Schmid ha rivolto dure critiche all'operato delle autorità statali, chiedendo all'Austria, in quanto potenza tutrice, di intervenire”.
“Piazza Walther – continuano – è stata teatro di una manifestazione all'insegna del legame con il Tirolo e con la patria austriaca. In occasione della Festa nazionale austriaca, la Lega degli Schützen Sudtirolesi ha organizzato, alla vigilia della ricorrenza un 'Grande Zapfenstreich austriaco' (un'importante cerimonia paramilitare e musicale ndr), lanciando così un segnale visibile a favore della storia, della cultura e dell'identità condivise oltre i confini territoriali”.
Nel corso del raduno, che ha visto la presenza anche della vice-presidente provinciale Rosmarie Pamer, sono state sparate tre salve d'onore per la commemorazione dei caduti.
Durissima la reazione del coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzì, che sui social arriva addirittura a parlare di una “manifestazione nostalgica”, sostenendo che sarebbe capace di richiamare alla memoria “la teoria già praticata dell'Anschluss nazista”. “Quando il patetico irrompe sulla scena politica – scrive l'esponente del partito di Giorgia Meloni – e si manifesta nel grottesco grazie a chiare infiltrazioni estere tese a mettere in discussione le migliori relazioni fra Italia ed Austria. Senza riuscirci peraltro perché i nostri anticorpi sono molto più solidi delle provocazioni di pochi nostalgici”.
“O si crede e si difende l'autonomia come un patto di lealtà – continua – o se ne mettono in discussione i presupposti fissati nel 1946 rivendicando una condizione diversa rispetto a quella degli accordi fra Italia ed Austria”. L'invito di Urzì per chi volesse “mettere in discussione l'autonomia” è di andare a farlo “a Vienna o a Innsbruck”, perchè “l'Austria e tutti i governi che l'hanno governata dalla nascita ad oggi, dal 1946 ad oggi non hanno mai messo in discussione quegli accordi. Perché farlo significherebbe mettere in discussione la stabilità europea”.













