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2018: in Trentino un'ottima vendemmia: ''1,34 milioni di quintali di uva e vini profumati''

Grazie alle capacità e all’impegno professionale di agricoltori e tecnici anche la qualità dei vini bianchi e rossi è risultata quindi ottima. Strategico il controllo dell’evoluzione della maturazione per raccogliere nel momento ottimale

Pubblicato il - 06 dicembre 2018 - 20:34

SAN MICHELE. E' stata una vendemmia, molto soddisfacente, quella avvenuta in Trentino quest'anno, superiore nella quantità ma anche nella qualità a quella del 2017. Questo il giudizio che è arrivato durante l'undicesima Giornata tecnica della vite e del vino che ha visto 170 persone riunite a San Michele assieme agli esperti della Fondazione Edmund Mach.

 

La vendemmia si è avvantaggiata di un andamento climatico favorevole che ha permesso di raccogliere al meglio, soprattutto in confronto allo scarso 2017: nel 2018 in Trentino sono stati vendemmiati 1,34 milioni di quintali di uva nella quasi totalità in condizioni di ottima sanità. “Le fermentazioni sono state molto regolari, con ottime rese uva-vino e limitate problematicità”, hanno spiegato Luciano Groff e Mario Malacarne (FEM). “I vini ottenuti sono profumati, soprattutto Pinot grigio, Traminer aromatico, Teroldego e Merlot. Anche in questa annata è stato strategico il controllo dell’evoluzione della maturazione per raccogliere nel momento ottimale, sviluppando un’enologia che valorizzi l’identità varietale e il territorio”.

 

Grazie alle capacità e all’impegno professionale di agricoltori e tecnici anche la qualità dei vini bianchi e rossi è risultata quindi ottima. “Il 2018 sarà ricordato come un’annata molto positiva”, è stata l’analisi di Maurizio Bottura, tecnologo della Fondazione Edmund Mach. “Le produzioni sono state ampiamente sopra la media, grazie a una buona fertilità, un ottimo germogliamento e una buona allegagione. Come è avvenuto negli ultimi anni, le temperature di aprile hanno determinato una fioritura anticipata e la vendemmia è iniziata in anticipo, subito dopo ferragosto. Dal punto di vista fitosanitario, nonostante le prolungate bagnature, non sono stati rilevati danni rilevanti nei vigneti, merito della difesa puntuale e attenta. Va però rilevato che le infezioni di peronospora sono sempre più anticipate, 10 giorni prima di media rispetto a 30 anni fa”.

 

Durante l'appuntamento si è parlato anche delle diverse patologie che colpiscono le piante in Trentino. Si è partiti dalla situazione del mal dell’esca per passare poi ad altre malattie fungine, ricomparse in alcune aree viticole italiane. “In Trentino le infezioni da marciume nero sono state osservate solo su varietà di vite tolleranti a odio e peronospora, in quanto non trattate o con pochi trattamenti fungicidi, principalmente in Valsugana. Inoltre  nel 2018 è stata isolata l’antracnosi, mentre in alcuni vigneti della Vallagarina è stato identificato il marciume radicale lanoso, che era già stato segnalato da tempo sul melo”, hanno riportato Bruno Mattè e Daniele Prodorutti (FEM).

 

È in costante ampliamento l’areale della Flavescenza dorata, anche se l’incidenza delle piante sintomatiche è generalmente molto bassa. Dai controlli effettuati dai tecnici della Fondazione Edmund Mach in 555 vigneti, per un totale di 260 ettari e 20 varietà, è emerso che l’incidenza media generale è costante sullo 0,2% negli ultimi tre anni, ma in alcune zone, come le aree collinari di Trento, la presenza di questa fitoplasmosi è in aumento.

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