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Compenso presidente della Federazione, Ianeselli e Cia attaccano, ma Mattarei si difende: ''Ho rinunciato anche ai gettoni''

La cooperazione interviene per gettare acqua sul fuoco: "Compenso in linea con i predecessori, la presidente ha rinunciato ai gettoni di presenza". Mattarei: "Mi sono anche dimessa dal consiglio d'amministrazione di Sait, mantengo quella in Coop vallate solandre per mantenere legame con il territorio"

Di Luca Andreazza - 18 luglio 2018 - 16:51

TRENTO. "Interpreto positivamente la scelta di aumentare il compenso della presidente della Federazione della Cooperazione", queste le parole di Franco Ianeselli, segretario della Cgil, in merito alle indiscrezioni sull'aumento del compenso della presidente Marina Mattarei

 

Il segretario aggiunge che "se chi è al vertice propone e ottiene di rivedere al rialzo la propria indennità, allora, per me, è il segnale che ci sono ampi spazi per riaprire la discussione seria e concreta anche sulle retribuzioni di tutti i lavoratori e le lavoratrici del mondo della cooperazione. Questi stipendi, soprattutto nelle qualifiche più basse, in alcuni settori in particolare, sono bassi e hanno bisogno di essere aumentati”.

 

Dopo l'intervento della Uil per voce del segretario Walter Alotti (Qui articolo), la Cgil prende in esame la questione di coerenza che non cozza con la rivendicazione di una maggiore sobrietà.

 

"Abbiamo più volte rivendicato - spiega Ianeselli - la necessità di aumentare le retribuzioni dei lavoratori in tutti i settori, dopo questi anni di crisi che hanno visto comprimere il reddito di molte famiglie. Vale per le imprese normali e vale per le cooperative. Aprire il confronto sui tavoli contrattuali a questo punta diventa anche una questione di equità, e mi auguro che i vertici della Federazione diano a breve un segnale in questa direzione".

 

 

Da parte sua la Federazione interviene per gettare acqua sul fuoco. Non ci sarebbe nessun aumento del compenso spettante alla presidenza dell'ente. "Il Consiglio d'amministrazione - precisa la realtà di via Segantini - ha deliberato l’importo di 135 mila euro lordi l’anno per un impegno totalmente dedicato, in linea con i compensi precedenti, già ridotti negli ultimi anni".

 

Non sarebbe tutto. "La presidente - aggiunge la Federazione - ha rinunciato ai gettoni di presidenza spettanti per la partecipazioni alle riunioni. I compensi dei predecessori Fracalossi e Fezzi erano stati decurtati in ragioni di altri incarichi che avevano ridotto la disponibilità in termini di tempo".

 

Il compenso della presidente ammonta così a 135 mila euro lordi l'anno, in linea con quelli "ordinari" degli ultimi anni. L'indennità dell'allora presidente Diego Schelfi era passata nel 2012 da 150 a 135 mila euro. Questa cifra resta invariata anche per Marina Mattarei. 

 

“Nessun aumento – afferma la presidente Marina Mattarei – in caso il contrario. Ho proposto una cifra equa, in linea con i predecessori rispetto a valore del ruolo e tempo che vi si dedica. Ritengo che i compensi vadano deliberati con giudizio e resi noti, ma non annullati o mortificati in nome di una mal posta questione di sobrietà".

 

La presidente Mattarei ha chiesto e ottenuto di considerare il suo compenso omnicomprensivo e rinuncia così ai gettoni di presenza (cento euro) per le riunioni di cda, esecutivo e comitati di settore.

 

"Gettoni di presenza - dice la presidente - che avrebbero rappresentato un'ulteriore integrazione al compenso non quantificabile a priori. Stiamo anche facendo una ricognizione di tutti i compensi e rimborsi degli amministratori e del personale in modo da allinearli, qualora non lo fossero, ad una linea di comportamento aziendale contro gli sprechi. La presidenza della Federazione è un ruolo di responsabilità che voglio interpretare dedicando tutto il tempo e le energie di cui sono capace. Per questo motivo nei giorni scorsi ho rassegnato le dimissioni dal consiglio di amministrazione del Consorzio Sait".

 

Resta invece attivo il ruolo di presidente della Famiglia cooperativa vallate solandre (12 punti vendita, 9 milioni di fatturato e 50 dipendenti). "Mi permette - commenta Mattarei - di mantenere viva la relazione con il territorio e la base sociale, molto utili anche per interpretare il mio ruolo di presidente della Federazione. Per questo incarico percepisco un compenso lordo omnicomprensivo di 4 mila euro l’anno".

 

 

Anche il consigliere Claudio Cia scende in campo. "Non è la cifra in sé a dare sostanza al lavoro svolto - spiega - le variabili sono tante. Non è detto che un numero apparentemente più basso stia a indicare necessariamente una garanzia di sobrietà".

 

Il riferimento va ai 150 mila euro di Diego Schelfi. "Costretto - aggiunge Cia - a ritoccare la cifra al ribasso al quarto mandato, ma anche i 100 mila euro di Mauro Fezzi. Sono situazioni non confrontabili perché bisognerebbe anche ragionare sulle altre cariche eventualmente 'cumulate' dai singoli, altra pessima consuetudine in Trentino".

 

Anche in questo il confronto corre a quelle realtà della cooperazione che hanno lasciato a casa i dipendenti. "Una dispersione di valori, competenza e esperienza, mentre i vertici della Federazione ritoccano i propri compensi".

 

Non manca un commento per il presidente della Provincia, il quale aveva commentato la notizia dell'elezione di Mattarei quale "bene della collettività e coesione sociale". "Non sembra - conclude Cia - che il bene della collettività sia ai primi posti delle priorità del governo, mentre in fatto di coesione sociale la cooperazione per ora sembra andare in senso contrario".

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