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La Marangoni di Rovereto sul tavolo del ministro del lavoro Di Maio: ''I lavoratori meritano dignità''

L'interrogazione sul destino della storica azienda trentina è stata fatta dal vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera Tripiedi. Alex Marini: ''Olivi descrive un quadro bucolico della situazione trentina ma a noi risulta che in quella ditta la proprietà non paghi nemmeno più i contributi previdenziali integrativi"

Pubblicato il - 13 settembre 2018 - 11:20

ROVERETO. Cosa sta succedendo alla Marangoni di Rovereto? Esiste un vero piano di rilancio? L'interrogazione è stata consegnata al ministro del lavoro Luigi Di Maio direttamente dal vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera, Tripiedi. A darne notizia il candidato alle provinciali dell'M5S Alex Marini che spiega: "Purtroppo la situazione della Marangoni non è affatto rosea. Nonostante gli incentivi ricevuti e dopo essersi liberata negli anni recenti di decine di lavoratori occupati nello stabilimento di Rovereto, la proprietà non pagherebbe nemmeno più i contributi previdenziali integrativi mentre l'assessorato e la Provincia si rifiuterebbero persino di comunicare con i rappresentanti sindacali". 

 

Il tutto, spiega Marini, nonostante in questi giorni l'assessore all'industria Olivi dipinga "un quadro bucolico della situazione occupazionale in Trentino. Mentre lui è disperso negli sconfinati territori del suo ego - prosegue il 5 Stelle - nel mondo reale c’è un’azienda in crisi, senza amministratore delegato che lascia i propri lavoratori senza risposte sul loro futuro. L’assessore Olivi può pure continuare a raccontare e a raccontarsi le meraviglie che immagina di aver realizzato. Lontano dalla sua poltrona dorata esiste una realtà che deve fronteggiare quotidianamente l’incertezza e che della sua propaganda autoincensatoria ed autoassolutoria non sa proprio che farsene. A queste persone spetta un trattamento dignitoso e onesto, e se lui non è in grado di garantirlo sappia che il M5S ha a cuore il destino dei lavoratori della Marangoni e la volontà di dare una sterzata ad una situazione che lui sta lasciando colpevolmente andare alla deriva".

 

Ecco il testo integrale dell'interrogazione consegnata al ministro Di Maio

 

 

Segue interrogazione parlamentare 5-00408 del 12 settembre 2018

TRIPIEDI, PALLINI, COSTANZO, DAVIDE AIELLO,  PERCONTI,  INVIDIA, TURRI, SIRAGUSA, SEGNERI e GIANNONE. — 

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   lo stabilimento sito a Rovereto della Marangoni spa produce materiali in gomma e pneumatici ricoperti. Nel 2008, per la prima volta si era paventata l'ipotesi di un consistente ridimensionamento occupazionale e il profilarsi di un esubero di 80 lavoratori con il ricorso alla Cassa integrazione guadagni ordinaria, fino all'esaurimento nel 2010;

   nel 2009, la provincia autonoma di Trento, attraverso la controllata Trentino Sviluppo spa, è intervenuta a sostegno dell'attività produttiva con lo strumento finanziario del lease-back acquistando 109.000 metri quadrati di capannoni per 40,9 milioni di euro. A fronte dell'intervento, a partire dai 324 dipendenti impiegati a fine 2009, la provincia autonoma di Trento ha chiesto il rispetto del vincolo occupazionale per 300 dipendenti fino al 2013;

   nel 2013, attraverso una procedura negoziale, la Pat ha riconosciuto un contributo finanziario di 1,6 milioni di euro a sostegno di un progetto di ricerca e sviluppo con impegno di occupazione per 320 dipendenti sino al 31 dicembre 2016;

   il 18 luglio 2014 si è proceduto con gli «accordi di competitività e rilancio» con condivisione del piano industriale 2014-2017 e garanzia della salvaguardia dei livelli occupazionali;

   ad agosto 2015 è stato siglato un accordo di Cassa integrazione guadagni straordinaria di 12 mesi fino al 23 agosto 2016 per tutto il personale dipendente, con la dichiarazione di 50 esuberi a cui nell'autunno successivo, vista la decisione di delocalizzare in Sri Lanka il reparto «gomme piene», se ne sono poi aggiunti altri 40. A febbraio 2016, la direzione ha comunicato l'aggravarsi ulteriore della crisi e il conseguente probabile aumento del numero di esuberi stimato in 120/130 lavoratori;

   a marzo 2016 il consiglio provinciale ha approvato all'unanimità una mozione di indirizzo a sostegno delle iniziative sindacali messe in campo per tutelare i lavoratori;

   il 4 ottobre 2016, successivamente all'accordo di mobilità che riguardava 46 esuberi, è stato sottoscritto il protocollo con la Pat per altri 30 esuberi;

   il 26 novembre 2016 è stato presentato il nuovo amministratore delegato Maggioni;

   il 13 dicembre 2016 è stata costituita la new.co M.I.T. con Onyx poi ceduta alla multinazionale nel maggio 2017;

   il 26 gennaio 2017, Maggioni ha presentato il business plan articolato su due assi: il primo di tipo commerciale (conquista di nuove fette di mercato); il secondo di natura organizzativa (efficienza e qualità). L'obiettivo principale è stato quello di evitare, per il 2017, esuberi occupazionali;

   il 16 febbraio 2017, si è svolta la prima e unica riunione del «tavolo tecnico» richiesta dalle organizzazioni sindacali rispetto alla situazione produttiva e alle notizie relative alla morosità dell'azienda sul lease-back;

   il 22 giugno 2018 si è svolto l'incontro con Maggioni dove è stata ribadita la gravità della situazione produttiva/finanziaria. Maggioni si è dimesso a sorpresa l'8 agosto 2018;

   i rappresentanti sindacali, nella conferenza stampa del 3 settembre 2018, hanno comunicato la situazione finanziaria critica; la sostituzione dell'amministratore delegato non è ancora avvenuta; il progetto industriale è in situazione di totale incertezza; vi sono gravi ritardi nel pagamento dei fornitori nonostante nel periodo interessato il fatturato sia stato in linea con il budget; risultano due trimestri di quote di previdenza integrativa non versata ai lavoratori. Ad oggi, i lavoratori non hanno ricevuto alcuna spiegazione da parte della proprietà e dall'assessorato competente della provincia –:

   se il Ministro interrogato, per quanto di competenza, non intenda assumere iniziative per la verifica degli accordi siglati e per il rispetto dei vincoli occupazionali nonché degli impegni per il riassorbimento dei lavoratori in esubero e per la loro riqualificazione professionale. 
(5-00408)

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