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Alla Adler 24 esuberi e Spinelli propone la solita ricetta: ''Monitoriamo la situazione''. Olivi: ''Approccio burocratico, la Provincia deve cambiare passo''

La forza lavoro dell'azienda verrebbe dimezzata, attualmente la pianta organica è di 51 unità, e i dipendenti hanno proclamato lo stato di agitazione. Serve liquidità e il nuovo partner finanziario avrebbe chiesto la dismissione di un intero reparto. Olivi: "Ci deve essere la capacità di entrare nei processi, un atteggiamento pro-attivo, in particolare quando ci sono situazioni esposte e vulnerabili. Serve rischiare un po' e assumersi maggiori responsabilità"

Di Luca Andreazza - 25 gennaio 2020 - 20:21

TRENTO. "Chiederò al più presto un incontro alla proprietà per capire se davvero sono messi in discussione gli attuali livelli occupazionali". Così l'assessore Achille Spinelli sul piano di riorganizzazione alla Adler che prevede 24 esuberi. "E eventualmente quali attività possano essere messe in campo dalla Provincia, anche con l'ausilio di eventuali strumenti di supporto".

La forza lavoro verrebbe dimezzata, attualmente la pianta organica è di 51 unità, e i dipendenti hanno proclamato lo stato di agitazione. L'azienda è reduce dal brevetto di un nuovo prodotto, una frizione, che è stato messo sul mercato. Ci sono già diversi contratti firmati per questo componente che viene industrializzato dal 2021, ma mancano le risorse per arrivare a quella data. Una situazione delicata, ma non proprio un fulmine a ciel sereno. Dopo aver superato la crisi di 10 anni fa, Adler nel corso del 2019 ha aperto il contratto di solidarietà per fronteggiare proprio questi problemi legati alla liquidità

 

Un modo per continuare le operazioni era quello di trovare un nuovo partner finanziario. Questo ingresso, che per il momento resta top secret, è stato trovato ma ha chiesto una riorganizzazione piuttosto importante: esternalizzare e dismettere il reparto della gomma meccanica, considerato a questo punto un ramo secco, ma che equivale alla metà della pianta occupazionale. I piani non sono ancora chiari e nei prossimi giorni le parti interessante cercheranno di entrare nel dettaglio, Provincia compresa. 

 

"Andrà in particolare capito - spiega Spinelli - cosa si intenda per esternalizzazione e dove si voglia esternalizzare, considerando che a Rovereto esiste un'unità produttiva avanzata e con personale preparato". Una Lega che nel passato tramite l'attuale presidente Maurizio Fugatti ha sempre aspramente criticato la Giunta Rossi per la gestione delle crisi, ma non sembra la prima volta che la Provincia leghista venga colta di sorpresa da situazioni difficili e la risposta è più o meno sempre "Dispiace, monitoriamo e ascoltiamo".

 

"Propongono un approccio burocratico - commenta l'ex assessore Alessandro Olivi (Partito democratico) - la Provincia non può limitarsi a diventare un punto d'ascolto ma serve un atteggiamento attivo. Nel caso di Adler nel passato abbiamo sviluppato un lungo e difficile percorso per salvaguardare la situazione. Fermo restando che la politica non deve fare economia, ma che l'industria deve mantenere una dimensione propria, eravamo riusciti a riconfigurare la presenza dell'azienda su Rovereto".

 

Una criticità che si innesta sulle problematiche della Marangoni per rimanere nella città della Quercia con il botta e risposta tra i sindacati Cgil, Cisl e Uil e il consigliere provinciale Filippo Degasperi da una parte e l'assessore Spinelli dall'altra parte (Qui articolo), tanto che quest'ultimo è poi ritornato sulla questione e ha annunciato la volontà di fissare un nuovo incontro tra azienda, parti sociali e Provincia per riesaminare gli impegni occupazionali. 

 

"Ci deve essere la capacità di entrare nei processi - conclude Olivi - un atteggiamento pro-attivo, in particolare quando ci sono situazioni esposte e vulnerabili. Serve rischiare un po' e assumersi maggiori responsabilità, abbandonando letture fredde e burocratiche".

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