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L'appello degli imprenditori verso le provinciali: ''Preoccupati, dai tanti candidati sconosciuti. Puntate sulla Valdastico e sulle infrastrutture''

Dall'autonomia al welfare, dalle società pubbliche alla burocrazia, il documento presentato dai presidenti di Zobele (Confindustria), Battaiola (Associazione albergatori e imprese turistiche), Bort (Confcommercio), Mattarei (Federcoop), Segatta (Associazione Artigiani) e Villotti (Confesercenti)

 

Di Luca Andreazza - 24 settembre 2018 - 19:08

TRENTO. "In questo scenario di polverizzazione politica un po' di preoccupazione c'è, ci sono undici potenziali governatori, così come oltre 700 candidati, quasi tutti illustri sconosciuti, speriamo che tra questi ci siano persone preparate e competenti", queste le parole di Enrico Zobele, presidente di Confindustria nell'ambito della presentazione dei "Dieci comandamenti", o meglio temi e suggerimenti (Qui il mini-sito), redatti in seno al Coordinamento provinciale imprenditori che vede in prima linea anche Gianni Battaiola (presidente Associazione albergatori e imprese turistiche), Gianni Bort (presidente di Confcommercio), Marina Mattarei (presidente Federcoop), Marco Segatta (Associazione Artigiani) e Renato Villotti (presidente Confesercenti). 

 

Il possibile cambio dal centrosinistra al centrodestra? "Non ci preoccupa - commenta Zobele - le nostre associazioni sono apolitiche e in caso diventiamo governativi ex-post. Queste misure individuate riguardano tutti e chiediamo alla politica di prendere in considerazione e valutare queste istanze". 

 

Tra i punti salienti il "" deciso alla Valdastico ("In tempi ragionevolmente rapidi, ma anche un progetto sostenibile e poco impattante"), quindi spazio a Not (un piano fermo ormai da dieci anni e già vecchio, ma che deve essere portato avanti al meglio delle potenzialità"), terza corsia dinamica in A22, fibra otticainterramento ferrovia e Tunnel del Brennero ("Lavori di prospettiva vitali per migliorare i collegamenti tra periferie e centro").

 

Un accenno anche alla sicurezza. "Il dato di quella percepita - spiega Bort - è davvero preoccupante, ringraziamo il forte impegno delle forze di polizia e il nuovo slancio del questore Giuseppe Garramone, ma questo tema si innesta su quello della vivibilità. Sicurezza, vivibilità e vivacità imprenditoriale sono elementi che si influenzano e rendono un territorio più o meno attrattivo a tutti i livelli". 

 

Stop alle società pubbliche. "Devono essere - aggiunge Zobele - a sostegno delle imprese, ma non in concorrenza. Necessaria un'azione di razionalizzazione delle controllate, ma anche una riorganizzazione per evitare sovrapposizioni di servizi. Si chiede un maggior coinvolgimenti delle rappresentanze economiche in Trentino sviluppo, mentre alcune società quali Trentino trasporti o Informatica trentina svolgono attività in-house che potrebbero essere affidate al mercato privato con il pieno coinvolgimento del tessuto economico imprenditoriale". 

 

Un passo successivo anche per Trentino Marketing. "Una realtà strategica - dice Battaiola - per la definizione e il coordinamento degli obiettivi, ma anche per la gestione delle risorse. Chiediamo l'istituzione di un Consiglio d'amministrazione in modo da favorire una partecipazione più incisiva di tutti gli attori e promuovere azioni coerenti. 

 

Sono dieci i temi individuati dalle cinque categorie economiche come filoconduttore del sistema per ridare slancio al Trentino nei prossimi cinque anni. Si va da "Autonomia e Unione europea" a "Fiscalità e spesa", da "Credito e incentivi per le imprese" a "Lavoro, formazione e welfare", da "Pubblica amministrazione, semplificazione e appalti" a "Infrastrutture".

 

E ancora "Innovazione, università e ricerca", "Sicurezza", "Società pubbliche" e "Territorio, ambiente e agricoltura". Una specie di programma tra suggerimenti, desiderata e consigli che verranno inviati nei prossimi giorni a tutti i candidati, quindi l'appuntamento clou per martedì 2 ottobre in Cooperazione, un incontro pubblico, nel quale gli undici candidati presidenti sono chiamati a portare le riflessioni in merito a questi "Dieci temi".

 

"Quando cresce l'impresa, cresce il lavoro e cresce la comunità", i sei numeri uno delle diverse categorie riprendono lo slogan di questo piano. 

 

"Proponiamo un lavoro a una sola voce - spiega Zobele - concreto e coeso tra tutti i settori per spiegare la visione di economia e società del Trentino per il benessere delle imprese che si traduce in qualità per tutto il tessuto sociale. Una guida per tutta la classe dirigente. Il Trentino negli ultimi decenni è passato da regione più povera d'Italia a eccellenza, ma i nostri vicini come Alto Adige, Tirolo e Veneto corrono mentre qui annaspiamo".

 

Al primo posto in questa top ten il concetto di "Autonomia e Unione europea". "Ha portato ricchezza e benessere - dice Zobele - ma sappiamo che viene attaccata regolarmente: dobbiamo avere il coraggio di cambiarla in quegli aspetti che non funzionano per mantenerla e proteggerla. Al tempo stesso dobbiamo guardare con maggiore convinzione oltre il confine nazionale".

 

Luci e ombre europee. Da un lato il quadro regolatorio comunitario limita in modo determinante la capacità di Stato e Provincia di approvare leggi, ma dall'altro rappresenta un importante canale di finanziamento. "E' fondamentale - aggiunge Zobele - rafforzare la capacità di dialogo con l'Europa per costruire reti e relazioni stabili. Non possiamo subire decisioni da Bruxelles, ma sfruttare gli uffici provinciali presenti in loco".

 

Un carico eccessivo. In materia "Fiscalità" i dati sono chiari: un'impresa italiana di medie dimensione è soggetto a un carico complessivo del 64,8% dei profitti commerciali. "Questo scoraggia l'attività imprenditoriale - commenta Segatta - necessario contenere l'Imis, ridurre l'Irpef e trovare equilibrio tra tassazioni provinciali e locali". 

 

Si passa alla "Spesa pubblica". "Trovare - dice Bort - le contromisure per contenere e efficientare la spesa di parte corrente che incide eccessivamente sul bilancio della Provincia a scapito degli investimenti, mentre l'apparato burocratico è troppo esteso. La spesa pubblica va qualificata, razionalizzata e orientata a interventi che possano stimolare e sostenere la crescita economica di imprese e tessuto sociale. Istruzione, formazione, ricerca e università le voci da valorizzare". 

 

Nell'ultimo decennio si è verificata una stretta creditizia che mette in difficoltà molte attività imprenditoriali e sono quattro le criticità messe in luce. "E' necessario - evidenzia Villotti - facilitare il dialogo tra imprese e banche, garantire risorse, stimolare il rafforzamento patrimoniale e favorire la diversificazione delle fonti di finanziamento". 

 

Si parla anche di Bcc e Mediocredito. "Auspichiamo - prosegue Villotti - che l'evoluzione in atto non comprometta il radicamento sul territorio, mentre speriamo che Mediocredito possa diventare una banca regionale corporate in grado di aiutare le aziende trentine nei processi di crescita".

 

Gli incentivi dovrebbero essere declinati a una maggiore selettività, ma resta tra gli strumenti di politica economica fondamentali. Risorse che però sono sempre più ridotte e sempre più orientate ai fondi europei. "Chiediamo il mantenimento del doppio canale dei fondi per consentire l'accesso ai finanziamenti alle diverse tipologie di aziende e start up che caratterizzano il nostro tessuto sociale".

 

"Serve una politica integrata di lavoro, formazione e welfare per rendere il sistema più competitivo e coeso", spiega Marina Mattarei. La forte accelerazione del processo di digitalizzazione accentua il gap tra le competenze che le aziende cercano sul mercato e le competenze della nuova forza occupazionale".

 

E qui entra in gioco l'Agenzia del lavoro. "Serve - commenta Mattarei - una forte riorganizzazione dell'ente per rivedere funzionamento, compiti, strumenti e obiettivi. Il mondo del lavoro è cambiato rispetto a quando questa realtà è stata istituita e ora bisogna metterci mano. Attenzione anche al sistema welfare, condizionato dai fenomeni di basso tasso di natalità e graduale invecchiamento della popolazione, servono strumenti normativi nuovi".

 

Inevitabile il mantra della semplificazione burocratica. "Non solo per le aziende - commenta Gianni Bort - ma anche per i cittadini. La burocrazia in Italia rappresenta una spesa annua di 100 miliardi e pesa per il 5% sul Pil. Il prossimo governo provinciale deve sape prendere coscienza di queste dinamiche per trovare contromisure".

 

Capitolo Appalti. "E' necessario - riconosce Segatta - usare gli spazi di autonomia tra le normative nazionali e europee per valorizzare le imprese del territorio. Necessario superare la rotazione degli incarichi e aggiornare, adeguare e sistemare il mercato elettronico Mepat".

 

Si chiude con "Territorio, Ambiente e agricoltura". E' indubbio, la qualità ambientale e paesaggistica di un territorio è un elemento di forza del tessuto economico e sociale, che si traduce in un rilevante fattore attrattivo per persone e imprese.

 

"L'attenzione crescente per la sostenibilità e per il tema della compatibilità ambientale è trasversale a tutti i settori economici - conclude Villotti - oltre che essere strettamente connessa alle produzione di qualità e biologiche, ma anche in direzione del risparmio energetico in edilizia. Il mondo imprenditoriale individua in questa prospettiva di lavoro un'occasione di valorizzazione delle peculiarità del Trentino".

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