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Taglio delle pensioni d'oro, colpito solo il Nord e Roma: in Trentino si recupererebbero circa 3 milioni di euro

Analisi del Sole24Ore che popone anche un focus sulle imminenti elezioni provinciali: tasso di disoccupazione più basso d'Italia, economia in salute, export al top, ma si prospetta una storica débâcle per il centrosinistra

Di Luca Andreazza - 16 ottobre 2018 - 13:25

TRENTO. Il taglio delle pensioni d'oro andrebbe a colpire soprattutto le regioni del Nord Italia. Questo quanto emerge dai dati degli Osservatori statistici dell'Inps

 

Tra le ipotesi delle manovre proposte da Luigi Di Maio, leader dei 5 stelle, il taglio delle pensioni d'oro sulla media dell'8% colpirebbe in particolare le regioni settentrionali e Roma.

 

Le pensioni d'oro oscillano tra lo 0,02% di Vibo Valentia e l'1,61% di Milano, per un risparmio di 53 mila euro e 87 milioni di euro l'anno.

 

La nostra regione si colloca in fascia mediana intorno allo 0,50%. Le pensioni con importo superiore a 4.500 euro rappresentano in Trentino lo 0,48% del totale. Un taglio medio dell'8% significherebbe recuperare circa 3.409.275 euro

 

In Alto Adige le pensioni d'oro sono allo 0,50% per un ipotetico risparmio di 3.350.402 euro. I risparmi maggiori si registrerebbero tra Torino, Milano, Monza/Brianza e Roma, mentre nel meridione sono molte le regioni nelle quali i pensionati non ricevono un assegno mensile così alto.

 

Il risparmio complessivo per le casse dell’istituto guidato da Tito Boeri sarebbe intorno ai 502 milioni di euro, cioè la metà di quel miliardo che Di Maio dice di voler recuperare dal taglio delle pensioni d'oro.

 

Il Sole24Ore popone inoltre anche un focus sulle imminenti elezioni provinciali: il Trentino va al voto, dove si prospetta una storica débâcle per il centrosinistra.

 

Un risultato che il quotidiano economico considera per certi aspetti sorprendente se si considera il tasso di disoccupazione più basso d'Italia (quella giovanile scesa nel 2017 al 14,4%), un'economia in salute per la possibilità di poter contare sull'autonomia e un export che avanza a ritmo più sostenuto rispetto al resto del Paese.

 

A questo aggiunge un pil pro capite a ridosso della Lombardia (36.800 euro): Bolzano in testa con 42.500 euro, quindi Trento a quota 35 mila euro, quando la media nazionale si attesta ai 27.700 euro.   

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