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Cisl Fp: ''Risorse aggiuntive per il cambio di divisa di infermieri, operatori sanitari e tecnici. La sentenza di Macerata è chiara''

Una sentenza che è arrivata a pochi giorni dall'incontro con l'Azienda provinciale per i servizi sanitari in calendario per mercoledì 28 agosto. Pallanch: "Non accetteremo decurtazioni al tavolo della trattativa per la chiusura del contratto. E' necessario considerare i fabbisogni"

Pubblicato il - 27 agosto 2019 - 12:46

TRENTO. "E' una sentenza cardine quella del giudice di Macerata, che ha accolto la richiesta di 300 infermieri e operatori sanitari e tecnici promossa dalla Cisl Fp, che chiedevano il pagamento del tempo impiegato per cambiarsi", così Giuseppe Pallanch, segretario trentino della funzione pubblica del sindacato, che aggiunge: "Il tribunale ha riconosciuto 10 minuti in entrata e 10 minuti in uscita, per ogni turno di lavoro dal 2009 ad oggi come effettivo orario di lavoro e ha disposto il pagamento anche di tutti gli arretrati fino a cinque anni indietro".

 

Una sentenza che è arrivata a pochi giorni dall'incontro con l'Azienda provinciale per i servizi sanitari in calendario per mercoledì 28 agosto. "Esattamente come a  Macerata - commenta il segretario della Cisl Fp - anche noi abbiamo raccolto oltre 300 firme e il tempo usato per indossare e togliere la divisa deve essere riconosciuto come tempo di lavoro e, quindi, va retribuito. Siamo pronti a far riconoscere anche in Trentino quanto dovuto a tutte le lavoratrici e i lavoratori".

 

Una battaglia che, però, non va confusa con il rinnovo di contratto del settore. "Queste risorse - evidenzia Pallanch - devono essere aggiuntive. Non accetteremo decurtazioni al tavolo della trattativa per la chiusura del contratto. E' necessario considerare i fabbisogni. Ribadiamo la necessità di mantenere un contratto unico per il comparto sanità pubblica, ma anche l'urgenza di stanziare più risorse per tutto il personale, nella fattispecie respingiamo l’omogeneizzazione contrattuale con il Contratto Autonomie locali proposta da qualche sigla di maggioranza che produrrebbero sicuramente un danno economico agli operatori socio sanitari e per gli infermieri, oltre a  creare figure di serie A, B e C".

 

"Men che meno - continua il segretario - possiamo accettare l’omogenizzazione per legge del personale amministrativo, vogliamo armonizzare il contratto al tavolo al fine di non subire anche in questo caso la via per legge senza quindi la partecipazione del sindacato nelle tabelle equiparative, come avvenuto nel recente passato in qualche settore".

 

Ma sono diversi i temi in agenda per rilanciare un comparto che altrimenti rischia di restare senza ossigeno. "Un'altra ipotesi - prosegue la Cisl Fp - è quella di costituire un Osservatorio per rafforzare i controlli e evitare gli abusi e le irregolarità contrattuali e contrastare il processo esternalizzazioni dei servizi pubblici".

 

Insomma, un piano che deve guardare a 360 gradi. "E' urgente intervenire. Si deve revisionare un modello - conclude Pallanch - che non è più in linea con i nuovi bisogni di salute delle persone e della nostra comunità - continua il sindacato - alla luce del mutamento demografico che porterà il Trentino ad affrontare nei prossimi anni una fase di emergenza senza pari. Bisogna puntare sugli investimenti, sul riconoscimento e sulla crescita delle competenze delle professioni sanitarie, sulla valorizzazione della figura dell’operatore socio sanitario, senza dimenticare tutte le altre figure presenti nel comparto”.

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