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Dalla fattoria didattica alla macellazione, la giunta lancia il ddl sugli agriturismi, ma sono tante le luci e le ombre tra finanziamenti e regolamenti

Nel nuovo ddl vengono ribadite le finalità peculiari che caratterizzano questa attività: lo sviluppo della diversificazione delle attività delle aziende agricole, in modo da integrare i redditi e migliorare le condizioni di vita degli agricoltori per contribuire alla salvaguardia dei territori montani minacciati dallo spopolamento, alla conservazione e alla promozione delle tradizioni culturali, dei prodotti tipici dell'agricoltura trentina e delle sue tradizioni enogastronomiche

Di Luca Andreazza - 09 settembre 2019 - 21:10

TRENTO. “È la prima volta che viene dedicata una legge apposita all’agriturismo", così l'assessora Giulia Zanotelli, dopo il via libera della giunta provinciale al ddl del settore, che aggiunge: "L'obiettivo è quello di aumentare la qualità dell'offerta semplificando le procedure". Ora si passa alle valutazioni del consiglio provinciale

 

Ognuno segue le strade che ritiene più opportune, un provvedimento legittimo e importante, ma la montagna ha partorito il più classico dei topolini. Un make-up che viene presentato come una novità assoluta. Un disegno di legge, quando sarebbe stato sufficiente modificare qualche regolamento, ma così si riesce a mantenere la scenografia. Qualche modifica non avrebbe il medesimo appeal, questo è indubbio. Mancano ancora le risorse sul Psr per attuare i piani di sviluppo del settore, ma questo è un dettaglio, intanto si distoglie l'attenzione.

 

Un disegno di legge che consente di raggiungere un altro obiettivo. La giunta, che sembra annaspare alla ricerca di risultati, presenta il provvedimento come rivoluzionario, evita magari di scomodare qualche pezzo grosso nella fase preliminare, ma soprattutto non entra nel conflitto tra albergatori e agriturismi, quest' ultimo un settore sempre più in crescita che cerca evidentemente di emanciparsi all'interno dell'associazione di categoria. Non a caso, recentemente gli agriturismi sono stati riconosciuti come interlocutori anche al Tavolo azzurro in Trentino Marketing, lanciato anche in quel caso come una grandissima novità dall'assessore Roberto Failoni, ma che non si è rivelata tale (Qui articolo). 

 

Le norme in materia agriturismo sono poi tanto stringenti, quanto severe dal punto di vista urbanistico e del numero di posti letto che per regolamento sono contingentati: l'attività primaria è e deve restare l'agricoltura, l'agritur è un  integrazione di reddito. E non è un segreto l'irrequietezza degli albergatori che vedono spuntare deroghe ai limiti che quasi diventano regole. 

 

A questo si aggiunge che tra le principali azioni c'è quella dell'implementazione della "Misura diversificazione" sul Psr, misura sulla quale per ora i finanziamenti sembrano mancare. Nell'ultima assemblea i numeri presentati dall'associazione degli agriturismi mostrano che le strutture sono aumentate in funzione dei contributi erogati da piazza Dante: ci si aggira ora fino al massimo di 100 mila euro contro i 200 mila euro degli anni precedenti. Insomma, per partire gli imprenditori aspettano le risorse. Quello è l'incentivo reale, più del disegno di legge.

 

Comunque, le "novità" sono la reintroduzione delle fattorie didattiche che potranno essere attivate solo dagli agriturismi. Sarà poi possibile la macellazione di pollame e lagomorfi in conformità alla normativa europea. Sono quindi previste nuove forme di incentivo per le associazioni di categoria: la prima è volta all'aggiornamento e alla formazione del personale; la seconda ai controlli, per tutelare e aumentare la qualità dell’offerta e rafforzare l’immagine del territorio, dei suoi prodotti alimentari, del suo artigianato, ma anche del paesaggio e dell’ambiente.

 

Nel nuovo ddl vengono ribadite le finalità peculiari che caratterizzano questa attività: lo sviluppo della diversificazione delle attività delle aziende agricole, in modo da integrare i redditi e migliorare le condizioni di vita degli agricoltori per contribuire alla salvaguardia dei territori montani minacciati dallo spopolamento, alla conservazione e alla promozione delle tradizioni culturali, dei prodotti tipici dell'agricoltura trentina e delle sue tradizioni enogastronomiche.

 

"Il disegno di legge provinciale - aggiunge l'assessora - si propone di disciplinare specificatamente l’attività agrituristica. L'intento è quello di riorganizzare la materia per renderla autonoma dall'enoturismo, dalle strade del vino, dei fiori e dei sapori e dal pescaturismo e ittoturismo, così come dall'agricoltura sociale. Si sopprimono alcune previsioni che nel corso degli anni hanno appesantito l’impianto normativo vigente. L'idea è quella di dare spazio alle sempre più sentite esigenze di semplificazione nel settore agricolo".

 

Sono sette i punti principali del provvedimento tra attività agrituristiche e fattoria didattica, procedura di inizio attività semplificata, requisiti soggettivi e oggettivi, il marchio, i contributi per gli operatori e il riordino della disciplina dell'enoturismo.

 

Attività agrituristiche e fattoria didattica
Viene fornita una nuova e più completa definizione di attività agrituristiche. In questo senso viene ricondotta anche l’attività di fattoria didattica, che da ora diventa quindi esercitabile solamente da parte di operatori agrituristici.

Si definiscono attività agrituristiche le attività di ricezione, di ospitalità, di somministrazione di pasti e bevande, di organizzazione di degustazioni di prodotti aziendali e di organizzazione di attività ricreative, culturali, di pratica sportiva, escursionistiche, di ippoturismo, bagni d'erba e ippoterapia, oltre alle attività di fattoria didattica, esercitate mediante l’utilizzazione della propria azienda agricola e in rapporto di connessione rispetto alle attività agricole.

Per attività di fattoria didattica, si intendono le iniziative di carattere educativo e didattico-culturali, volte a favorire la conoscenza del territorio rurale, dell'agricoltura e dei suoi prodotti, della vita e della biodiversità animale e vegetale, la conoscenza dei sistemi agricoli di produzione biologica, integrata ed ecocompatibile, nonché l'educazione al consumo consapevole, a una sana alimentazione e all'adozione di corretti stili di vita.

 

Procedura di inizio attività semplificata
Per esercitare un’attività agrituristica deve essere presentata una Scia al Comune in cui si trovano le strutture e i locali da destinare a questa attività. Nel documento sono dichiarati la collocazione, le caratteristiche e il rispetto dei requisiti delle strutture utilizzate per l’attività, i periodi e gli orari di apertura, oltre al possesso dei requisiti soggettivi necessari per lo svolgimento dell’attività e il rapporto di connessione. Viene così compreso in un unico documento quanto era precedentemente oggetto anche di un nulla osta provinciale, con un’evidente semplificazione dal punto di vista procedurale.

 

Requisiti soggettivi
La proposta normativa conferma i soggetti (imprenditori, società e cooperative) che possono esercitare le attività agrituristiche e specifica i requisiti soggettivi che tali ultimi devono possedere. Inoltre, identifica nell’imprenditore, familiari e dipendenti i soggetti che possono essere addetti allo svolgimento dell’attività agrituristica, prevedendo che il ricorso a soggetti diversi è consentito esclusivamente per lo svolgimento di attività e servizi complementari.

 

Requisiti oggettivi
Quanto alla connessione tra l’attività agricola (che deve rimanere principale) e l’attività agrituristica, la proposta normativa prevede ancora che essa sia valutata in base al tempo dedicato alle varie attività, in base all'estensione delle superfici agricole utilizzate dall'azienda agricola, alla natura e alla varietà delle coltivazioni e degli allevamenti, alla quantità e alla qualità delle produzioni, alle caratteristiche dei locali e delle strutture a disposizione.

 

Quanto alla tipologia di prodotti alimentari utilizzabili, essa dispone che nelle attività di somministrazione di pasti e bevande e di degustazione di prodotti aziendali devono essere impiegati prevalentemente prodotti alimentari della propria azienda agricola e di altre imprese agricole trentine, demandando poi al regolamento di esecuzione la fissazione di alcuni limiti minimi d’impiego.

 

Il marchio
Il nuovo ddl, con l'obiettivo di portare chiarezza nell'utilizzo del marchio, prevede che il termine “agriturismo” e le altre denominazioni attributive relative sono riservate esclusivamente alle aziende che esercitano attività agrituristiche e per evitare confusione con altri esercizi, alle imprese agrituristiche vieta di utilizzare denominazioni ambigue e diverse rispetto all’agriturismo, quali “ristorante”, “bar” o “pizzeria” e denominazioni derivate.

 

Viene demandato al regolamento di esecuzione il compito di definire il sistema di classificazione degli esercizi di agriturismo in relazione alle caratteristiche delle strutture, delle dotazioni e dei servizi offerti; esso definisce inoltre il marchio di qualità agrituristica da assegnare alle aziende agricole che esercitano questa attività.

 

Contributi per gli operatori agrituristici
Con l’intento di garantire la qualità dell’offerta agrituristica, la proposta normativa introduce due nuove tipologie di contributi in favore delle associazioni degli operatori agrituristici, l’una per l’organizzazione di corsi di aggiornamento e di formazione rivolti agli operatori dell’agriturismo, l’altra per l’attivazione di forme di controllo relative alla classificazione e ai servizi offerti.

 

Riordino della disciplina dell'enoturismo
Infine, con il disegno di legge viene interamente riformulato l’articolo 23 bis della Legge provinciale 10/2001 in linea con quanto disposto a livello statale dal Dm 2.779 del 12 marzo scorso, che ha approvato le “Linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l'esercizio dell'attività enoturistica”, in sostituzione della disciplina prevista per la somministrazione nelle cantine vinicole.

 

Sono considerate attività enoturistiche tutte quelle di conoscenza del vino espletate nel luogo di produzione, le visite nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, le iniziative a carattere didattico e ricreativo nell’ambito delle cantine, la degustazione e la commercializzazione delle produzioni vinicole aziendali nell’ambito delle cantine, anche in abbinamento ad alimenti.

 

Per quanto riguarda la somministrazione di alimenti, è esclusa la preparazione di pasti mentre è invece possibile accompagnare la mescita dei vini con prodotti agroalimentari freddi provenienti prevalentemente dalla propria azienda agricola e da altre imprese agricole trentine e viene introdotto l'obbligo di una Scia per l'esercizio dell'attività.

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