Fondi Ue, in Trentino ci sono 219 milioni ancora da spendere, in tutta Italia si arriva a 3 miliardi. Solo Croazia, Spagna e Slovacchia fanno peggio
Questa il quadro delineato al 30 giugno scorso dall’Agenzia per la coesione territoriale e presentata a Roma a metà luglio in occasione di una riunione del Comitato sull’Accordo di partenariato 2021/2027. L'Italia è il secondo Paese dell'Unione europea per risorse nel settennato 2014/2020

TRENTO. L'Italia deve spendere entro fino anno 3 miliardi e 238 milioni di euro dei programmi operativi regionali e nazionali per non perdere la quota di risorse comunitarie (Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo sociale europeo) per un valore di circa 2 miliardi di euro.
Il Trentino è chiamato a utilizzare 219 milioni e certificare una percentuale di spese del 31,20%, mentre l'Alto Adige deve arrivare a 273 milioni e il 65,20%. Questa il quadro delineato al 30 giugno scorso dall’Agenzia per la coesione territoriale e presentata a Roma a metà luglio in occasione di una riunione del Comitato sull’Accordo di partenariato 2021/2027.
L'Italia è il secondo Paese dell'Unione europea per risorse nel settennato 2014/2020. Il Fondo europeo per lo sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo per il periodo mettono a disposizione complessivamente 53,2 miliardi, solo 10,5 miliardi circa, quasi il 20%, è stato speso, mentre il Fondo europeo per lo sviluppo delle aree rurali (Feasr), altri 20 miliardi tra contributi europei e nazionali, è più avanti.
In base ai dati pubblicati sul portale della Commissione Ue ha certificato spese per il 29% delle risorse a disposizione, mentre sono state destinate per il 68%. La media di spesa dei tre fondi principali si colloca al 23%, un punto sopra la Spagna e quattro dietro la Polonia. Oltre al Paese iberico, solo Croazia e Slovacchia fanno peggio dell'Italia.












