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| 23 nov 2019 | 09:31

In attesa dello sblocca-cantieri Salini porta avanti Terzo valico, ponte di Genova e tunnel del Brennero

Sul versante alpino tra Italia e Austria, Salini – che qui è impegnata con altre tre imprese - ha invece completato il 70% degli scavi del lotto più meridionale della galleria di base del Brennero

In attesa dello sblocca-cantieri Salini porta avanti Terzo valico, ponte di Genova e tunnel del Brennero
di Redazione

TRENTO. Eppur si muove. Malgrado la difficile situazione dei grandi lavori in Italia, dove ancora si attendono i provvedimenti “sblocca-cantieri”, il gruppo Salini Impregilo continua a scavare per garantire l’avanzamento di alcune grandi infrastrutture destinate a rimodellare il sistema dei trasporti nel nostro Paese.

 

A metà novembre la società ha reso noto di aver raggiunto il 40% di avanzamento delle opere sotterranee per realizzare la nuova linea ad alta capacità Terzo valico dei Giovi tra Genova e Alessandria con il consorzio Cociv di cui è capofila. Tra diretti e indiretti, sono 5mila gli addetti impegnati in quest’opera che consentirà di raggiungere Milano dal capoluogo ligure in 50 minuti, quasi la metà di oggi.

 

A Genova intanto continuano a ritmo serrato i lavori per la costruzione del nuovo ponte sul fiume Polcevera, dove Salini è affiancata da Fincantieri, e per assicurare l’inaugurazione tra sei mesi di questo collegamento vitale per la città. Su un altro versante, quello alpino tra Italia e Austria, Salini – che qui è impegnata con altre tre imprese - ha invece completato il 70% degli scavi del lotto più meridionale della galleria di base del Brennero, elemento centrale del corridoio Scandinavo-Mediterraneo inserito dall’Unione europea tra i progetti della rete Ten-T (reti di trasporto transeuropee). La galleria, con i suoi 64 chilometri di lunghezza, sarà il collegamento ferroviario sotterraneo più lungo al mondo.

 

Un ventaglio di attività che procedono di pari passo con un’altra opera – industriale, ma anche finanziaria – non meno importante, Progetto Italia, che vede impegnata a fianco di Salini la Cassa Depositi e Prestiti e le tre maggiori banche italiane, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm e che – dopo l’aggregazione di Astaldi – vuole costruire attorno a Salini un polo più ampio e di dimensioni tali da poter affrontare la competizione con i grandi operatori globali. Progetto Italia avrà anche effetti positivi sull’occupazione, creando nuove opportunità per i giovani, spesso costretti portare all’estero le ottime competenze che hanno acquisito nel nostro Paese.

 

 

 

 

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