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In val di Non sbarca l'accoglienza diffusa nelle seconde case: ''Arrivano i primi turisti per scoprire un Trentino autentico''

L'ospitalità diffusa è un segmento di mercato che punta sul patrimonio delle seconde case per riqualificare e vivacizzare soprattutto i borghi. E per implementare ulteriormente il progetto viene lanciato un corso di formazione di 16 ore, gratuito e aperto a tutti per scoprire le opportunità, anche lavorative, dell'ospitalità diffusa

Di Luca Andreazza - 21 agosto 2019 - 13:36

CAVARENO. L'albergo diffuso inizia a diventare sempre più velocemente una realtà anche in Trentino. A Cavareno in val di Non quattro case hanno aderito al progetto di ospitalità per un inizio incoraggiante: sono arrivate le prime prenotazioni online e così anche i turisti. "Questo avvio positivo - commenta Ruggero Zanetti, socio responsabile del progetto Ospitar - ci ha spinto a puntare in modo ancora più deciso sull'iniziativa e sviluppare una maggiore consapevolezza sulle potenzialità di questa tipologia di turismo a tutti gli abitanti del paese noneso".

 

L'ospitalità diffusa è un segmento di mercato che punta sul patrimonio delle seconde case per riqualificare e vivacizzare soprattutto i borghi. Un piano, "Ospitar", lanciato da Cbs-Community building solutions in quel di Calceranica a fine 2017 e che ora prende forma anche in val di Non. A Cavareno in questo senso è un terreno particolarmente fertile, qui ci sono 843 seconde case da valorizzare e 983 proprietari su mille residenti circa.  

 

E per implementare ulteriormente il progetto viene lanciato un corso di formazione di 16 ore, gratuito e aperto a tutti per scoprire le opportunità dell'ospitalità diffusa (le iscrizioni sono aperte fino al 15 settembre all'indirizzo e-mail info@ospitar.it - Qui modulo iscrizione). "L'ambizione - aggiunge il responsabile di Ospitar - è quella di far partecipare i proprietari delle case incontrati durante il progetto, ma soprattutto i giovani di tutta la valle per potergli fornire un’occasione in più per mettersi in gioco nel loro territorio, questa è tra le azioni decise dal tavolo di lavoro".

 

Dal 28 settembre al 19 ottobre per quattro sabato dalle 9 alle 13 vengono affrontati diversi argomenti, dall'accoglienza del turista alla possibilità di creare un toolkit adeguato per approcciarsi al fare impresa nel turismo. "Si parte dalla conoscenza della storia e del territorio di Cavareno per poter offrire al turista tutte le informazioni necessarie al suo arrivo, per poi parlare di come si struttura un business plan, quindi un piano marketing e la comunicazione. Poi si passa alla fase più operativa degli adempimenti burocratici e la messa online delle strutture tramite le online travel agencies, cioè le agenzie di intermediazione online".

 

L'Italia è pioniera nel settore, una tipologia di turismo partita negli anni '80 in Friuli Venezia Giulia. Una formula che presenta diversi vantaggi, come la possibilità di riutilizzare immobili già esistenti o abbandonati. Non è, poi, solo una questione di prezzo, la filosofia dell'accoglienza è simile a quelle delle strutture extralberghiere, cioè la famigliarità di un agriturismo oppure di un bed and breakfast. Questa però è una forma di ospitalità turistica pensata per i centri storici e che ben si adatta all'offerta turistica dei piccoli borghi. Una soluzione che crea un 'senso di vicinato', risparmia l'ambiente e valorizza gli edifici già esistenti.

 

"Siamo molto orgogliosi di essere riusciti a mettere online i primi appartamenti a Cavareno - spiega Tania Giovannini di Community building solutions, azienda di consulenza che accompagna il tavolo del progetto alla realizzazione di quanto finanziato dalla Provincia di Trento - ma il progetto non si limita a questo. L'idea è quella di aggiungere al progetto questo mini-corso di formazione. L'intenzione è quella di offrire ai cittadini del centro abitato l’opportunità di mettersi in gioco, ma anche di capire veramente che il turismo può essere una reale occasione anche in territori meno noti. Il progetto Ospitar Cavareno ha proprio questa mission: coinvolgere tutti gli abitanti, dai commercianti ai proprietari di seconde case, ma anche giovani e associazioni, per aprire le porte delle case e dell’intera comunità, a chiunque voglia scoprire un Trentino autentico".

 

Il progetto targato Cbs mette in rete anche i diversi attori del territorio, oltre alla Provincia, in questo caso ci sono in prima linea il comune di Cavareno, l'Azienda per il turismo val di Non, la comunità di valle, la Pro loco, la Charta della Regola e la Cassa rurale Novella e Alta Anaunia. "Quest’autunno ci sarà inoltre una presentazione pubblica dei risultati del progetto - conclude Giovannini - l'ospitalità diffusa può essere un modo innovativo per rivitalizzare i centri storici e creare opportunità lavorative".

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