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Infermieri e professionisti sanitari: ''Ora basta, fatti concreti dalla Pat o sarà mobilitazione generale. Non si può garantire qualità delle cure''

E' sempre più tesa l'aria tra il comparto della sanità e l'amministrazione provinciale. Cesare Hoffer (Nursing up): "Il personale sottoposto a stress, carichi di lavoro sempre più elevati, precarietà nell'usufruizione di ferie e riposi, continui spostamenti da un reparto all'altro. Non si può garantire la qualità del servizio"

Di Luca Andreazza - 11 agosto 2019 - 21:03

TRENTO. "C'è una grave carenza di personale infermieristico e di professionisti sanitarie", queste le parole di Cesare Hoffer, coordinatore provinciale di Nursing up Trento, che aggiunge: "Se entro breve non avremo risposte adeguate, siamo pronti a organizzare una mobilitazione generale in settembre". 

 

Negli ultimi mesi i sindacati hanno sollecitato l'Azienda provinciale per i servizi sanitari e la Provincia a procedere con nuove assunzioni, senza dimenticare di aver messo più volte in luce la situazione problematica che si sarebbe venuta a creare nel periodo estivo, quando il tasso di assenza del personale sarebbe stato maggiore tra ferie e un numero più elevato di richieste di congedi parentali, presi per seguire i figli vista la chiusura di scuole e asili.

 

E' sempre più tesa l'aria tra il comparto della sanità e l'amministrazione provinciale. Il contratto di settore poi non si sblocca e ora Nursing up alza il livello di guardia, mentre ormai è scontro tra la Cisl medici e la Provincia per il maxi ambulatorio di viale Verona a Trento (Qui articolo), la mobilitazione dei medici di base dopo 40 anni di storia, il primo e unico sciopero era stato quello del 1978 (Qui articolo) e la querelle sul servizio di continuità assistenziale in Tesino e Ledro (Qui articolo).

 

Ora le frizioni aumentano anche per infermieri e professioni sanitarie. "Avevamo chiesto - spiega Hoffer - un piano straordinario di assunzione per poter garantire nel periodo estivo un adeguato livello assistenziale e permettere ai dipendenti di poter usufruire del diritto alle ferie, costituzionalmente garantite e contrattualmente previste. In primavera l'Apss già conosceva il fabbisogno di personale, in quanto i dipendenti devono formalizzare le richieste entro il 30 aprile di ogni anno".

 

Nonostante questo, la situazione si sarebbe presentata sempre più grave: l'Azienda sanitaria e la politica non avrebbero adottato gli opportuni accorgimenti. "Questo - aggiunge il coordinatore di Nursing up - sottopone il personale a stress, carichi di lavoro sempre più elevati, precarietà nell'usufruizione di ferie e riposi, continui spostamenti da un reparto all'altro. Tutto è poco funzionale a garantire la qualità del servizio e la sicurezza delle cure".

 

Il sindacato mette nel mirino diverse situazioni. "A geriatria di Rovereto - evidenzia Hoffer - sono stati chiusi dei posti letto, così come per il reparto Oculistica/otorino dello stesso ospedale. Da numerosi reparti ci arrivano poi segnalazioni relative alla carenza di personale di supporto come l'Oss, l'infermiere è così costretto a svolgere attività improprie e demansionanti, come al pronto soccorso di Tione: gli infermieri di notte hanno dovuto sostituire addirittura il centralinista o portare le provette in laboratorio, trascurando così la propria attività istituzionale".

 

Non solo. "Un'altro esempio è in geriatria al Santa Chiara - continua Nursing up - dove in questi giorni gli infermieri sono chiamati a rientrare in servizio per coprire le carenze del personale di supporto. La situazione poi dei pronti soccorsi degli ospedali provinciali è sempre più grave, vista l'inadeguata dotazione infermieristica strutturalmente prevista, come già ripetutamente segnalata alle direzioni aziendali competenti senza ricevere alcuna risposta. Questo a fronte di un'attività estiva che aumenta in modo esponenziale in alcune realtà turistiche. Problemi anche al postazione 118 di Borgo, dove il personale infermieristico che è andato recentemente in pensione, non è stato sostituito, problemi anche in Pneumologia al S. Chiara".

 

Ci sarebbero problemi anche per le cure domiciliare e palliative. "I carichi di lavoro del personale - dice Hoffer - sono sempre più elevati a fronte di un'assistenza più complessa con pazienti sempre più anziani e affetti da pluripatologie, le ferie sono usufruite con difficoltà, spesso chi resta in servizio viene oberato di attività per permettere al collega di andare in ferie. Se si sono aperti nuovi servizio, come il punto nascite di Cavalese, si incrementino di conseguenza le risorse economiche dedicate alle assunzioni, altrimenti il sistema andrà sempre più in crisi".

 

Una situazione insostenibile per il comparto. "A parità di risorse si incrementano le attività, cosa successo per il personale infermieristico e i professionisti sanitari del polo didattico universitario di Trento, aumentano gli studenti da seguire ma non vengono incrementati gli organici o adeguatamente valorizzate le figure che si occupano di formazione. I nostri professionisti sono sempre più anziani, in costante aumento i problemi di salute, senza dimenticare le limitazioni funzionali all'attività. Questa situazione deve essere affrontata seriamente con un tavolo di confronto aziendale e provinciale, che abbiamo già richiesto. Se entro breve tempo non avremo adeguate risposte, in settembre sarà mobilitazione generale".

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