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Rinnovo contratti pubblici autonomie locali, sanità e ricerca, i sindacati lanciano la mobilitazione di venerdì prossimo: ''Abbiamo aumentato i pullman dalle valli''

Assenza di risorse per il rinnovo contrattuale, ordinamento professionale e sistema di classificazione, stabilizzazione del precariato e piano assunzionale e un assetto istituzionale, risorse per il rinnovo dei contratti Cooperative sociali e Anffas e le relazioni sindacali. Questi i temi affrontati dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl 

Pubblicato il - 19 novembre 2019 - 17:35

TRENTO. Assenza di risorse per il rinnovo contrattuale, ordinamento professionale e sistema di classificazione, stabilizzazione del precariato e piano assunzionale e un assetto istituzionale, risorse per il rinnovo dei contratti Cooperative sociali e Anffas e le relazioni sindacali. Questi i temi caldi affrontati dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl nel lanciare la manifestazione di venerdì 22 novembre alle 9 alla Sala della cooperazione: "Abbiamo aumentato i pullman dalle valli".

 

Un tema è l'assenza di risorse per il triennio 2019/21. "Gli unici stanziamenti sul tavolo - dicono Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Marcella Tomasi (Uil Fpl) - sono l’indennità di vacanza contrattuale, un atto dovuto, e un contributo del 50% (37,50 euro) per l’iscrizione dei familiari dei dipendenti pubblici a Sanifonds".

 

Il confronto va all'Alto Adige, ma anche al resto d'Italia. "Il presidente Fugatti e l’assessore Spinelli - aggiungono i tre segretari - ci dicono che questo è dovuto alla contrazione delle risorse, a partire dal 2020, per circa 250 milioni nel bilancio provinciale e all’incertezza per i contenuti della manovra nazionale che potrebbe avere conseguenze sul Trentino. La riduzione delle risorse nel bilancio provinciale è noto dal patto di Milano del 2009: non si comprende perché debba valere solo oggi e solo per i comparti pubblici. Così come è noto che dal 2019 il Trentino versa allo Stato per risanare il debito 214 milioni in meno rispetto agli anni precedenti. La manovra nazionale prevede però 2,775 miliardi per il pubblico impiego. Il vicino Alto Adige il 4,8% oltre all’adeguamento generalizzato del buono pasto a 7 euro".

 

Nel mirino dei sindacati anche le recenti prese di posizioni del governatore. "Insinua un movente politico nella nostra azione. Il blocco contrattuale di otto anni è stata una misura decisa a livello nazionale cui il Trentino si è adeguato. E non è vero - aggiungono Diaspro, Pallanch e Tomasi - che il sindacato non si sia mosso, ma semplicemente l’ha fatto a Roma. Quindi anche in Trentino: il 18 novembre 2015 c’è stata una grande iniziativa nei confronti della giunta Rossi per l’insufficienza delle risorse sul tavolo, che comunque c’erano. E l’opposizione di allora, compresa la Lega, sostenne quella mobilitazione".

 

Oggi il quadro è completamente opposto: il governo nazionale e l’Alto Adige mettono risorse per i contratti pubblici, il solo Trentino sembra andare in direzione contraria. "Il tema vero è che il presidente - proseguono i sindacati - ritiene che i dipendenti pubblici della provincia di Trento hanno appena rinnovato il contratto e quindi possono attendere. Il fatto che si sia rinnovato un contratto già scaduto (31/12/2018), che da lì sia trascorso quasi un anno, che quel rinnovo non abbia in alcun modo ristorato gli anni di retribuzione perduta, anche ai fini pensionistici, né affrontato il tema fondamentale dell’ordinamento professionale, che i pubblici dipendenti siano stufi di fare da bancomat insieme ai pensionati per tutte le esigenze di cassa e di consenso politico diretto altrove, evidentemente non gli è chiaro. Si tratta di circa 23 mila pubblici dipendenti della Pat, Comuni e Comunità di Valle, Apsp, Sanità e Ricerca, il cui solo rinnovo contrattuale costa circa 40 milioni".

 

Ordinamento professionale e sistema di classificazione. "Vanno riconosciute e valorizzate, dopo oltre vent’anni, le competenze delle lavoratrici e dei lavoratori - evidenziano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl - attraverso un adeguato aggiornamento delle declaratorie con cui riconoscere professionalità ma anche differenze. Per una pubblica amministrazione all’altezza degli accresciuti bisogni del territorio occorrono formazione continua, professionalizzazione e alfabetizzazione digitale, valorizzazione del ruolo e la qualità dei pubblici dipendenti trentini".

 

Stabilizzazione del precariato e piano assunzionale. "Dare continuità al processo di stabilizzazione in corso - spiegano Diaspro, Pallanch e Tomasi - prorogando i termini per il possesso dei requisiti, monitorando quanto ad oggi si è fatto e correggere eventuali errori. Occorrono risposte ai precari storici della pubblica amministrazione trentina che costituiscono in ogni caso un patrimonio di professionalità e competenze già formate da preservare e valorizzare".

 

Piano delle assunzioni. "Procedere speditamente con i bandi in tutti gli Enti, per reintegrare le tante uscite per pensionamenti ed il blocco del turn over degli ultimi anni, che hanno pesantemente ridotto gli organici". Assetto istituzionale: "Apprendiamo - continuano le parti sociali - della cancellazione dell’obbligo delle Gestioni associate, per le quali i lavoratori in questi anni sono stati chiamati a responsabilità e carichi di lavoro straordinari. Vorremmo un confronto aperto e lo abbiamo chiesto da tempo, per comprendere le reali ricadute sui servizi e sui dipendenti di questo andamento altalenante su una riforma così importante per il territorio: si facciano scelte di responsabilità e si valutino adeguatamente, insieme al Sindacato, le conseguenze sui servizi e sui dipendenti, che non possono essere trattati come pacchi postali".

 

Risorse per il rinnovo dei contratti Cooperative sociali e Anffas. "E’ necessario comprendere dove e come sono allocate le risorse - dicono Diaspro, Pallanch e Tomasi - per sostenere i costi dovuti al rinnovo dei contratti nazionali della Cooperazione Sociale e dell’Anffas, come ha annunciato l’Assessore Segnana. L’aumento in media del 5,6% dei rinnovi nazionali, faticosamente sottoscritti a 7 anni dalla scadenza, non può determinare interventi compensativi sugli integrativi provinciali. E’ una questione fondamentale, servono certezze agli enti e associazioni del territorio e agli oltre 6000 dipendenti che vi operano".

 

Relazioni Sindacali. "E’ necessaria - concludono - Diaspro, Pallanch e Tomasi - una nuova stagione di relazioni sindacali che, nel rispetto dei ruoli, sancisca il riconoscimento comune delle parti per un percorso di rinnovamento e valorizzazione della P.A. trentina e, in generale, dei servizi pubblici del territorio. Occorre per questo evitare di parlare astrattamente di blocco del turn over in alcuni settori per l’effetto sostitutivo delle tecnologie sul numero dei dipendenti o di ridimensionamento del pubblico a favore del mercato privato."

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