Contenuto sponsorizzato

Sul rinnovo del contratto per il pubblico impiego, Fenalt diffida Fugatti: "Sblocchi gli stanziamenti o adiremo alle vie legali"

Fenalt ha diffidato il presidente Maurizio Fugatti a convocare un incontro per sbloccare gli stanziamenti da destinare al rinnovo del contratto pubblico, minacciando in caso contrario di adire alle vie legali. Una richiesta di convocare un tavolo sul tema è arrivata anche da Fp Cgil e Cisl Fip

Pubblicato il - 11 marzo 2021 - 16:50

TRENTO. “Per il nodo rinnovo del contratto dei 30mila lavoratori del pubblico impiego trentini abbiamo già perso troppo tempo. Per questo diffidiamo il presidente Maurizio Fugatti a convocare un tavolo per stabilire immediatamente lo stanziamento per il pubblico impiego nell'assestamento di bilancio e ad aprire la contrattazione con tutti i comparti”. Non ci sta, Fenalt del Trentino.

 

Il sindacato, di fronte alla stasi in cui si trova il settore del pubblico impiego, ha deciso di muovere un passo importante, minacciando di adire alle vie legali qualora il presidente della Provincia non smuovesse la situazione. Il nodo da sciogliere è quello del rinnovo del contratto per il pubblico impiego, che in Trentino interessa oltre 30mila persone.

 

L'evoluzione del quadro a livello nazionale ha spinto la sigla sindacale trentina a chiedere a gran voce un'azione da parte della Pat, dopo che nel gennaio 2020 i sindacati – Fenalt esclusa – avevano firmato un protocollo d'intesa con la stessa Provincia. “Come sindacato abbiamo sempre condiviso con gli iscritti l'idea che se questa pandemia lascerà una crisi economica e sociale tale che tutti saremo chiamati a fare sacrifici, non saremo certamente noi a tirarci indietro, ma è altrettanto certo che non accettiamo il fatto di essere nella condizione di dover lamentare che la blasonata autonomia trentina si faccia beffa di 30mila lavoratori proprio nel momento in cui hanno saputo dimostrare, chi in prima linea e chi dietro, che non solo la nostra macchina pubblica funziona, e funziona meglio di tante altre realtà, ma è stata in grado di reggere l'urto dell'emergenza garantendo servizi di qualità, partendo ovviamente da quello sanitario fino a tutte le attività gestite dalla Pat”, scrive il sindacato, non risparmiando critiche nei confronti delle altre sigle.

 

“Che questo sia colpa dell’accordo del 13 gennaio 2020 in cui altre sigle sindacali hanno lasciato al presidente Fugatti la facoltà di non impegnare risorse per il rinnovo del contratto del pubblico impiego, ora è evidente, ma come Fenalt riteniamo di avere il dovere di rivendicare il fatto – non avendo firmato quell’accordo – di essere del tutto estranei a tale clausola e per questo titolati a far valere il diritto di tutti i lavoratori pubblici del Trentino ad avere un rinnovo contrattuale al pari dei colleghi dello Stato – continuano - sappiamo che è inutile guardare alla provincia di Bolzano, dove gli aumenti, già in buona parte incassati dai lavoratori, sono più che doppi di quelli previsti a livello nazionale, ma pretendere di non essere lasciati indietro rispetto a tutti gli altri crediamo sia il minimo! Altrimenti che dobbiamo pensare della nostra Autonomia e che dobbiamo pensare di chi ci governa?

 

La partita del rinnovo del contratto si combatte infatti da molto tempo. “Va anche ribadito che lo sblocco dei contratti del pubblico impiego, nel 2016, è avvenuto grazie all'intervento di una sentenza della Corte Costituzionale che ha ribadito l'illegittimità del protrarsi del blocco contrattuale. Crediamo che quella sentenza valga anche oggi: abbiamo già perso troppo. Forse va anche ricordato che le politiche di contenimento del reddito delle famiglie, anche quello dei 30.000 lavoratori del pubblico impiego trentino, impoveriscono la società trentina con ripercussioni dirette sull’economia reale del territorio, riducendo la domanda aggregata di beni e servizi. Oltretutto molti lavoratori pubblici sostengono il reddito di familiari che dalla pandemia hanno avuto gravi ripercussioni”.

 

Da qui, dunque, la nota firmata dal segretario sindacale Maurizio Valentinotti in cui “si diffida il presidente Maurizio Fugatti a convocare un tavolo per stabilire immediatamente lo stanziamento per il pubblico impiego nell'assestamento di bilancio ed aprire la contrattazione di tutti i comparti”. Fenalt conclude poi con un appello all'unità dell'azione sindacale. “Crediamo che sarà utile recuperare la massima coesione sindacale, visti i frutti deleteri che la divisione ha portato con l'accordo sottoscritto dalle sole confederazioni il 13 gennaio 2020. Da parte nostra c'è la massima disponibilità a collaborare per questo obiettivo o, in alternativa, ad avviare immediatamente una causa per il riconoscimento al diritto di avere lo stesso trattamento di tutti i lavoratori del pubblico impiego d'Italia”.

 

Sulla questione si sono espressi anche Fp Cgil e Cisl Fip. “Il Trentino ha sprecato tempo e opportunità di essere innovativo in tema di lavoro pubblico – hanno dichiarato in una nota congiunta i referenti per Cgil e Cisl Luigi Diaspro e Giuseppe Pallanch – la firma del 'Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale' è un segnale d'apertura a una stagione di concertazione e condivisione. Un accordo storico. Ma in questa fase delicata spiace dover riconoscere che la nostra Provincia abbia rinunciato alle proprie prerogative, tra cui sperimentare soluzioni tanto efficaci quanto all'avanguardia e abbia preferito sospendere l'applicazione del protocollo del 13 gennaio 2020 con l'alibi dell'incertezza delle risorse nazionali”.

 

“Adesso la Provincia guidata da Fugatti non ha più scuse – concludono – è ora di convocare un tavolo per delineare il cronoprogramma di quelle azioni che da mesi e in tempi non sospetti avevamo già chiesto. È stato perso abbastanza tempo, adesso bisogna rimettersi in marcia”.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 6 dicembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
06 dicembre - 19:58
Trovati 73 positivi, 1 decesso nelle ultime 24 ore. Registrate 79 guarigioni. Sono 73 i pazienti in ospedale. Sono 892.851 le dosi di [...]
Società
06 dicembre - 19:02
La città di Belluno dedica una piazza in memoria di Angelina Zampieri, vittima di femminicidio nel 1913. La ragazza, che si era trasferita a Povo [...]
Cronaca
06 dicembre - 20:45
Nell'aggiornamento delle autorità sanitarie risultano effettuate 36.514 vaccinazioni con prenotazione, oltre a 7.531 somministrazioni a [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato