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Coronavirus e crisi nel turismo, attivato il Fondo di solidarietà. Battaiola: ''Settore strategico per il Trentino''. Si muove anche Cassa centrale per sostenere le imprese

Al Fondo di solidarietà del Trentino aderiscono circa 8.700 aziende trentine per circa 54 mila tra lavoratrici e lavoratori. Sono diverse le misure messe a disposizione fin da subito anche dal Gruppo Cassa centrale per aiutare l'economia, Fraccalossi: "Oltre ai Comuni della ‘zona rossa’, vogliamo dare un contributo alle situazioni di possibili difficoltà che vedono coinvolti i soci e i clienti dei territori dove siamo presenti"

Di Luca Andreazza - 02 marzo 2020 - 19:31

TRENTO. Via libera al Fondo si solidarietà per far fronte al calo di attività, servizi e prenotazioni del mercato a causa degli effetti del coronavirus. Dopo il semaforo verde arrivato a fine della settimana scorsa per procedere in questo senso (Qui articolo), la Provincia rappresentata in questa occasione dagli assessori Achille Spinelli e Roberto Failoni ha convocato un tavolo operativo con i rappresentanti del turismo per definire nel dettaglio la procedura da seguire per accedere all'assegno ordinario di integrazione e tutelare così, in questa prima fase, i dipendenti del ricettivo, dei bar e ristoranti, della agenzie viaggi, degli impianti a fune, del commercio, dei servizi e del trasporto.

 

Un maxi vertice tra il presidente del Fondo di solidarietà, le associazioni degli albergatori (Unat e Asat), le Aziende per il turismo, l’associazione degli impianti funiviari, i sindacati, l’ente bilaterale del turismo, Confesercenti, Confcommercio, Inps e Trentino Marketing.

 

"E’ importante - ha commentato Gianni Battaiola, presidente Asat - fornire alle aziende delle informazioni certe sull'accesso immediato al fondo, così da garantire l’operatività ad un settore strategico dell’economia trentina”. Sul versante occupazionale, la riunione di lunedì 2 marzo ha dato una risposta anche al sindacato: "La situazione - ha ribadito Paola Bassetti, segretaria di Filcams Cgil - richiede interventi immediati e, soprattutto, coordinati tra loro, così da evitare situazione differenziate sul territorio provinciale".

 

Al Fondo di solidarietà del Trentino aderiscono circa 8.700 aziende trentine per circa 54 mila tra lavoratrici e lavoratori. Il Fondo permette l’accesso alla cassa integrazione ai dipendenti di datori di lavoro privati, a prescindere dalla consistenza dell’organico, che occupano almeno il 75% dei propri dipendenti in unità produttive insediate sul territorio della provincia di Trento, per lo più di settori quali il commercio, il turismo ed i servizi. Sono destinatari i lavoratori di tali settori oltre a quelli degli impianti a fune.

 

"Abbiamo concordato - confermano Bassetti (Filcams Cgil), Lamberto Avanzo (Fisascat Cisl) e Walter Largher (Uiltucs Uil) - sulla necessità di attivare subito le misure previste dal Fondo di solidarietà trentino che permetteranno di estendere la copertura della cassa integrazione a tutti i lavoratori e le lavoratrici del comparto, anche quelli che hanno un contratto stagionale, così come a tutte le imprese trentine con almeno un dipendente. Questo garantirà continuità di reddito agli addetti, ma rassicurerà anche le imprese che stanno affrontando un momento complesso, mitigando gli effetti di questa crisi. Verranno messe a disposizione risorse che sono delle imprese e dei lavoratori e che sono pensate non esclusivamente, ma anche, per dare risposte a situazioni come quella che stiamo affrontando. Non si può pensare, come sembrava volesse fare la giunta provinciale in un primo momento, di affrontare queste criticità tenendo fuori il mondo del lavoro". 

 

Il Fondo garantisce un assegno ordinario di integrazione salariale nei limiti stabiliti dal decreto istitutivo (massimo 13 settimane) per i dipendenti di aziende che sospendono l’attività "in relazione a causali previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria, ad esclusione delle intemperie stagionali". 

 

In questo caso di emergenza sanitaria, l'attivazione di questo strumento può avvenire per due ragioni. La prima è la sospensione o la riduzione di attività in forza di un’ordinanza della Pubblica autorità e la seconda il calo di lavoro o di commesse e la crisi di mercato.

 

Nel caso del coronavirus, il settore turistico, come hanno confermato gli stessi rappresentanti del tavolo, ha subito il calo degli arrivi e fatturato o la disdetta di prenotazioni nelle aree del turismo invernale. Questo potrebbe indurre alcune aziende del settore ricettivo, della ristorazione, degli impianti a fune a sospendere dal lavoro tutti o in parte i propri addetti.

 

La procedura da seguire. Le aziende che decidono di ridurre l’orario di lavoro o rinunciare alle prestazioni di alcuni dipendenti per di calo commesse, procedono subito a tale riduzione, avviano una procedura di comunicazione ai sindacati e attivano entro 15 giorni per via telematica la domanda all’Inps, allegando la relazione che attesta la situazione di “Mancanza di lavoro/commesse”. Il datore di lavoro anticipa l’assegno ordinario di integrazione salariale fino all’80% della retribuzione (la quota sarà poi a carico del Fondo), andando poi, una volta ottenuta l’autorizzazione dal Fondo, in compensazione sui futuri versamenti Inps. 

 

I beneficiari. La domanda di integrazione salariale può riguardare i lavoratori assunti a termine e stagionali che abbiano maturato almeno 30 giorni di contributi nel settore nell’ultimo anno. 

 

Nel frattempo si muove anche il gruppo Cassa centrale che accoglie e condivide l'appello lanciato dai sindacati per "lavorare insieme per consentire al nostro Paese di superare questa fase” per trovare e valutare "con equilibrio la situazione per procedere ad una rapida normalizzazione".

 

In questo senso Il gruppo Cassa Centrale vuole testimoniare attraverso le Casse rurali, le Banche di credito cooperativo e le Raiffeisenkassen la vicinanza ai territori di riferimento, così come a tutti quelli che quotidianamente lavorano. "Questa iniziativa – ha detto Giorgio Fracalossi, presidente del Consiglio di amministrazione – è coerente con la nostra storia e con la missione di sostegno alle comunità, alle famiglie e alle imprese. Oltre ai Comuni della ‘zona rossa’, vogliamo dare un contributo alle situazioni di possibili difficoltà che vedono coinvolti i soci e i clienti dei territori dove siamo presenti".

 

Sono diverse le misure messe a disposizione fin da subito. La moratoria integrale (capitale e interessi) sulle rate dei mutui per i 6 mesi successivi alla richiesta, con pari allungamento del piano di ammortamento, per tutte le famiglie residenti e le imprese aventi sede legale nei Comuni oggetto di ordinanza (la cosiddetta “zona rossa”); la moratoria sarà prorogabile di ulteriori 6 mesi in funzione dell’effettiva durata dell’emergenza.

 

La moratoria integrale (capitale e interessi) sulle rate dei mutui per i 12 mesi successivi alla richiesta, con pari allungamento del piano di ammortamento, per i privati che, in ragione delle limitazioni subite nell’attività lavorativa autonoma svolta o delle limitazioni patite dal datore di lavoro a causa dell’emergenza, incorrano in una riduzione transitoria dei flussi reddituali disponibili.

 

Spazio poi alla moratoria sulla quota capitale delle rate dei mutui per i 6 mesi successivi alla richiesta, con pari allungamento del piano di ammortamento, per tutte le imprese socie che dimostrino di aver subito un temporaneo sacrificio della loro normale attività per effetto delle limitazioni degli scambi commerciali e dei rapporti di fornitura. La proroga fino a 120 giorni degli anticipi import in essere, in caso di mancata ricezione della merce per motivazioni direttamente correlate al coronavirus.

 

E ancora la concessione di apposite linee di credito di liquidità per le imprese socie operanti nel settore turistico, o connesse, che abbiano subito un rilevante numero di disdette delle prenotazioni o degli ordinativi. Questi interventi di supporto saranno modulati o eventualmente integrati dalle singole Casse rurali, Bcc e Raiffeisenkassen aderenti al gruppo Cassa centrale, in base alle specifiche esigenze e ricercando la soluzione più adeguata.

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