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Coronavirus, la Cisl Fp: ''Nuove disposizioni e materiali non regolari. Assicurare la sicurezza di autisti soccorritori, infermieri e personale sanitario''

Le altre regioni, come Toscana, Emilia Romagna e Lazio si sono mosse per premiare il grande lavoro di questa emergenza Covid-19. Pallanch: "Qui ancora non vediamo risorse per valorizzare la grande professionalità dimostrata in questa situazione e lamentiamo ancora una volta la carenza dei Dispositivi di protezione individuale. Dopo un mese ci troviamo ancora una volta a dover chiedere rispetto e attenzione"

Pubblicato il - 11 aprile 2020 - 16:23

TRENTO. "E' inaccettabile che i nostri professionisti impegnati in prima linea siano costretti a lavorare in queste condizioni". Così Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, che aggiunge: "Questa è la considerazione verso i nostri operatori, che vengono elogiati in continuazione ma ci si ferma agli annunci e alle parole".

 

Le altre regioni, come Toscana, Emilia Romagna e Lazio si sono mosse per premiare il grande lavoro di questa emergenza Covid-19. "Qui ancora non vediamo risorse per valorizzare la grande professionalità dimostrata in questa situazione e lamentiamo ancora una volta la carenza dei Dispositivi di protezione individuale - aggiunge Pallanch - gli autisti soccorritori, gli infermieri e il personale sanitario sono tra le figure più esposte e dopo un mese ci troviamo ancora una volta a dover chiedere rispetto e attenzione".

 

Nel mirino il cambio delle disposizioni e delle regole d'ingaggio per raggiungere le abitazioni di pazienti che chiamano il Numero unico per le emergenze al fine di chiedere un intervento (Qui articolo). "Nulla cambia per il codice rosso - evidenzia il segretario della Cisl Fp - mentre il codice giallo, verde bianco e programmato, i nostri professionisti devono intervenire con un camice per la mensa oppure con una ventina per gli agenti atmosferici: la sicurezza deve essere una priorità". 

 

Questi Dispositivi di protezione individuale non sembrano conformi per affrontare l'emergenza e trattare un possibile paziente Covid-19. "E' davvero inaccettabile e qualcuno deve rispondere di questi materiali che vengono messi a disposizione del personale sanitario. La Provincia e l'Azienda provinciale per i servizi sanitari - conclude Pallanch - devono rimediare quanto prima a questa situazione. E' veramente deprimente dover chiedere Dpi a norma dopo un mese di emergenza".

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