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Mense e bar universitari, riassunti da Risto3 i 47 lavoratori. Ora però rischiano di rimanere senza stipendio: sta finendo la cassa integrazione

Le 47 persone che lavorano nel mondo della ristorazione universitaria manterranno il medesimo inquadramento e la stessa retribuzione della precedente gestione. A preoccupare ora è la cassa integrazione Covid 19 ormai agli sgoccioli e pur se assunti da Risto 3 questi lavoratori rischiano di trovarsi senza stipendio fino alla riapertura delle mense

Pubblicato il - 15 luglio 2020 - 16:38

TRENTO. Da ieri i 47 lavoratori delle mense e dei bar universitari di Trento sono alla dipendenza della Risto 3. E' terminata con un accordo firmato nei giorni scorsi, infatti, il confronto tra la cooperativa, che ha vinto la gestione dei punti ristoro dell’Opera Universitaria, e i sindacati Filcams, Fisascat e Uiltucs del Trentino.

 

Una vicenda che ha avuto dei momenti di tensione terminati, fortunatamente, grazie all'impegno di entrambe le parti quella sindacale e quella della cooperativa, per il bene dei lavoratori. Le 47 persone che lavorano nel mondo della ristorazione universitaria manterranno il medesimo inquadramento e la stessa retribuzione della precedente gestione.

 

“E’ un passo avanti importante per la tutela di questi posti di lavoro – ammettono con soddisfazione Francesca Delai (Filcams), Lamberto Avanzo e Gabriele Goller (Fisascat) e Dino D’Onofrio (Uiltucs) -. Diamo atto che, in assenza di tutele statali e provinciali, Risto 3 ha onorato l'impegno alle assunzioni, nonostante la situazione, purtroppo, resti preoccupante per questi addetti”.

 

Se l'accordo è stato chiuso con l'assunzione di tutti i lavoratori, infatti, a preoccupare ora è la cassa integrazione Covid 19 ormai agli sgoccioli e pur se assunti da Risto 3 questi lavoratori rischiano di trovarsi senza stipendio fino alla riapertura delle mense.

Questi lavoratori, infatti, sono in cassa integrazione Covid 19 da marzo, cioè da inizio lockdown e nel giro di due settimane avranno esaurito tutto l’ammortizzatore disponibile. “Ci uniamo all’appello delle nostre confederazioni perché la Provincia di Trento stanzi subito delle risorse per allungare la durata della cassa integrazione legata all’emergenza coronavirus, in attesa che anche il Governo faccia altrettanto”, insistono i sindacalisti.

 

Le preoccupazioni per il futuro sono legate anche alle decisioni che assumerà l’Università di Trento per la ripartenza delle lezioni. “Per noi è fondamentale che si riparta in presenza a settembre, se no per questi lavoratori si prospetta un autunno molto difficile: senza studenti o con pochi studenti i bar e le mense non lavorano. Chiediamo un segnale dall’Ateneo”.

 

Infine resta il nodo dei lavoratori dell’Unibar presso lo studentato di San Bartolomeo. Per questa struttura l’Opera Universitaria non ha ancora concluso l’affidamento e dunque per due lavoratori non c’è ancora nessuna certezza. “La gara è ancora in fase di aggiudicazione. Ci auguriamo che tutte le procedure si concludano in tempi rapidi per consentire anche il passaggio di questi ultimi dipendenti al nuovo gestore”, concludono i sindacalisti.

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