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Nel 2021 sul mercato le prime sport car “made in Trentino”: prezzo base 150mila euro. Bertezzolo: “Le nostre auto interamente personalizzabili”

Fra i prototipi anche una sport car da strada con motore elettrico. Bertezzolo, fondatore della Bermat: “È la risposta al sogno di creare la propria vettura decidendo i componenti nei minimi dettagli, dal telaio alla meccanica, dalla trazione all’alimentazione” GUARDA LE ALTRE FOTO

Di Tiziano Grottolo - 27 gennaio 2020 - 13:20

ROVERETO. Innovazione, design futuristico e personalizzazione estrema sono le caratteristiche dei veicoli da competizione e da strada realizzati da Bermat al Polo Meccatronica di Rovereto. La novità sta nel fatto che l’obiettivo per il 2021 sarà quello di far uscire sul mercato le prime dieci automobili “made in Trentino”. Questa almeno l’idea portata avanti da Matteo Bertezzolo, quarantenne ex giurista di origine veronese con la passione per la meccanica e i motori, nonché Ceo e fondatore della Bermat la prima casa automobilistica con sede e produzione in territorio trentino.

 

La passione per i motori di Matteo Bertezzolo è nata da bambino nel garage del nonno di un amico, dove ha iniziato a mettere le mani su alcune auto d’epoca, fino a costruire la squadra che ruota attorno alla Bermat, completata da Jacopo Franchin, Cto, Renzo Rizzo e Monica Rigoni che seguono il marketing. Nel frattempo è in corso anche il potenziamento del team tecnico: un perito meccanico specializzato è in arrivo dalla Dallara ed è aperta la selezione per un ingegnere meccatronico che dovrà seguire lo sviluppo del powertrain full electric.

 

“Dream, design e drive” sono le parole d’ordine di Bermat che si è posta l’obiettivo di far uscire dal piccolo ma attrezzatissimo stabilimento-officina di Rovereto le prime vetture entro il 2021 che saranno una sintesi fra artigianato sartoriale e ingegneria automobilistica.

 

 

“Il prototipo, grazie anche alla collaborazione con ProM Facility, il laboratorio di prototipazione meccatronica, sarà pronto per la seconda metà del 2020 e a fine anno verranno aperti gli ordini”, spiega Bertezzolo che poi aggiunge: “Il primo modello sarà una sport car con motore endotermico da GT4, veicoli a uso pista ma omologati anche per la circolazione stradale, con un prezzo di partenza di circa 150 mila euro”. L’impresa si rivolge in particolare agli appassionati di auto sportive biposto, il secondo modello da lanciare sul mercato sarà una sport car da strada con motore full electric: “Un modo – spiegano – per trarne il massimo divertimento di guida”.

 

Questa sarà la risposta al sogno di creare la propria vettura decidendo i componenti nei minimi dettagli, dal telaio alla meccanica, dalla trazione all’alimentazione: “I nostri clienti, appassionati di motori – prosegue Bertezzolo – potranno scegliere su misura telaio, motori, trasmissione, cambio, sospensioni, freni, alettoni, prese d’aria, interni, passo, carreggiata, tipo di ruote”. Perfino lo stile della carrozzeria sarà personalizzabile con un sistema micromodulare, scomponibile come le carene delle moto, “in modo da permettere la ricerca della migliore armonia e coerenza stilistica da parte di chi sceglie le nostre macchine”, precisa il fondatore di Bermat.

 

 

La startup, insediata in Polo Meccatronica, ha lanciato una campagna di equity crowdfunding che in pochi giorni ha già superato la soglia minima richiesta e che vede la partecipazione come investitore istituzionale della stessa società di sistema della Provincia autonoma di Trento che investirà il 5% del capitale raccolto.

 

Ad oggi sono già entrati in Bermat Trentino Sviluppo, Industrio Ventures e cinquanta soci che hanno investito in diversa misura per più di 300 mila euro. Sono stati ottenuti importanti contributi e agevolazioni da Provincia di Trento e Invitalia, agenzia che fa capo al Ministero dello Sviluppo Economico, per più di 1 milione e 200.000 euro.

 

In queste settimane Bermat sta procedendo alla capitalizzazione della società per un importo di 400mila euro, aprendo le porte a nuovi investitori (che potranno detrarre dalle proprie tasse il 30% dell’investimento effettuato), attraverso la campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma Backtowork24.

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