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Aquafil, ufficiale la chiusura di Borgolon. Uil: "Comportamento antisindacale della società del presidente di Confindustria Trento"

L'azienda di Arco ha ufficializzato la chiusura del polo in provincia di Novara, ritenuto troppo piccolo per fronteggiare la concorrenza. Un ramo viene esternalizzato, mentre la produzione principale viene delocalizzata in Slovenia

Di Luca Andreazza - 12 marzo 2017 - 16:16

TRENTO. Arriva la conferma: nei prossimi mesi Aquafil chiude lo stabilimento Borgolon in provincia di Novara. Resta in piedi, in forma esternalizzata, soltanto il ramo del filato di alto pregio che assorbe però al massimo dieci dei 47 addetti attuali. 

 

Dopo le indiscrezioni trapelate sulla stampa nei giorni scorsi, l'azienda ha comunicato che la decisione di abbassare la serranda è definitiva. Il polo nella provincia di Novara, acquisito da Aquafil nel 2007, è ritenuto ormai troppo piccolo per fronteggiare la competizione lanciata dai concorrenti stranieri e per questo motivo la produzione di fili tessili poliammidici, la parte principale di questo stabilimento, viene delocalizzato in Slovenia. "Una decisione unilaterale - dice Marialuisa Mauceri della Uiltec Uil di Novara -. Si tratta inoltre di un comportamento profondamente antisindacale: è inaccettabile questa condotta dell'azienda che fa capo a Giulio Bonazzi, presidente di Confindustria Trento".

 

E' l'ultima ferita per Borgolon, che già nel 2013 è stata ridimensionata, quando il reparto di testurizzo è stato chiuso, provocando la perdita del lavoro per 35 addetti (circa la metà dei dipendenti): allora i costi dell'energia erano sul banco dell'imputato. Aquafil ha proposto la ricollocazione dei dipendenti allo stabilimento di Arco, ma questa ipotesi appare irrealistica, in quanto la maggior parte dei lavoratori ha famiglia e la distanza con il Trentino impedirebbe un trasferimento così impegnativo. "E' inconcepibile - conclude Alan Tancredi della Uiltec Uil del Trentino - che l'azienda proceda con questo atteggiamento nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori in questa fase di discussione e prima di aver aperto ufficialmente le procedure. L'unica strada è la solidarietà di tutti gli stabilimenti e la protesta".

 

 

 

 

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