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Caffetteria del Mart, la Uil chiede un incontro formale a Olivi e Mellarini

Il sindacato scrive al Vicepresidente e all'assessore per trovare una soluzione e salvaguardare i lavoratori della caffetteria del Mart. Chiesto inoltre un incontro al presidente del Unione e Commercio di Rovereto per cercare un "traghettatore" trentino

Pubblicato il - 31 ottobre 2016 - 19:10

ROVERETO. Un incontro formale con il Vicepresidente Olivi e l'assessore Mellarini. Questo chiede il sindacato Uil-Tucs per sbrogliare la matassa legata ai dipendenti della caffetteria del Mart di Rovereto. Intanto il tempo è scaduto e lunedì 31 ottobre scatta la procedura di licenziamento per i nove dipendenti della Cosmar, la cooperativa bolzanina che si era aggiudicata l'appalto per la gestione della caffetteria "Le Arti".

 

La Cosmar, unica partecipante alla gara, è in liquidazione coatta e i lavoratori non possono contare sulla cassa integrazione in quanto è in atto una sospensione. Tutto è infatti bloccato fino alla chiusura della procedura di liquidazione: "Un bando congegnato male fin dall'inizio - afferma Stefano Picchetti del sindacato Uil-TuCS -. Si chiede ora un affidamento diretto dell'appalto ad una nuova gestione che traghetti la caffetteria verso un nuovo bando migliore e sostenibile".

 

Dopo lo sciopero del personale di venerdì 28 ottobre, l'amministrazione provinciale sembra uscita dal torpore, mostrando timidi segnali di ripresa: "Condividiamo l'apertura dell'assessore - prosegue - ma i lavoratori, che hanno dimostrato responsabilità e professionalità, rischiano di perdere il posto, la paga di ottobre e il Tfr".

 

Si naviga a vista in cerca di una soluzione momentanea "Che permetta di mantenere il servizio e i posti di lavoro - continua - chiediamo inoltre al presidente Fontanari dell’Unione e Commercio di Rovereto di cercare fra gli imprenditori trentini qualcuno capace di sostenere l’attività e di gestirla al meglio

 

Un ragionamento del sindacato che però non si limita al caso della caffetteria del Mart: "Stiamo riscontrando - conclude Picchetti - su numerosi appalti come le biblioteche di Ateneo, la biblioteca “Tartarotti” di Rovereto, la biblioteca comunale di Trento, le mense e le portinerie universitarie che non è sufficiente avere clausole di salvaguardia inserite nel bando o in protocolli di intesa per garantire il lavoro, la qualità e la continuità del servizio. Sono necessari bandi in grado di premiare i progetti e non le offerte economiche più basse. Bandi capaci di guardare alla qualità e non al risparmio, che siano capaci di affidare a imprenditori competenti i servizi che l'amministrazione pubblica non sa o non vuole più fare".

 

 

 

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