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Cassa Centrale Banca, utile, bilancio e solidità in crescita. Fracalossi: "Dati molto incoraggianti"

Presentato il bilancio 2016 del gruppo trentino che fa da capocordata ad oltre 100 banche e istituti di credito verso la creazione del grande Gruppo di credito cooperativo. Tutti gli indici sono in crescita con un utile netto che si attesta a 18,4 milioni di euro (erano 14,8 nel 2015), l'indice di solidità (CET1 Ratio) al 24,7% (era al 20,68% nel 2015)

Pubblicato il - 23 maggio 2017 - 17:04

TRENTO. Tutti gli indici in crescita con un utile netto che si attesta a 18,4 milioni di euro (erano 14,8 nel 2015), l'indice di solidità (CET1 Ratio) al 24,7% (era al 20,68% nel 2015) e il valore aggiunto globale (valore che descrive la ricchezza che la Banca, attraverso la propria attività, è in grado di generare e ripartire) pari a 80,8 milioni euro (era di 71,5 nel 2015). Insomma Cassa Centrale Banca viaggia, eccome. Oggi l’Assemblea dei soci, riunitasi sotto la Presidenza di Giorgio Fracalossi, ha approvato il bilancio d’esercizio 2016. E i risultati sono parsi davvero incoraggianti.

 

"Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti nel 2016 – ha commentato Giorgio Fracalossi Presidente di Cassa Centrale Banca – che confermano la nostra solidità e capacità di produrre reddito. Il 2017 è indubbiamente un anno importante per il nostro Gruppo che sta coordinando oltre 100 banche di credito cooperativo - casse rurali italiane verso la costituzione di una realtà nuova e unica nella tradizione bancaria del nostro Paese. Anche grazie ai numeri di questo bilancio possiamo confermare che siamo pronti a portare a termine la sfida. Solidità patrimoniale, efficienza e attento governo dei costi sono caratteristiche che contraddistinguono il nostro modo di fare e rimarranno come direttrici operative anche all'interno del nuovo assetto che andremo a darci. Ricordo che la Capogruppo, post aumento del capitale sociale – che si realizzerà in autunno – oltre a raggiungere e superare la soglia del miliardo di euro, potrà contare su free capital di oltre 700 milioni di euro a garanzia della solvibilità e della stabilità dell’intero Gruppo. L’indicatore di solidità patrimoniale raggiungerà un livello che pochissime banche europee possono vantare”.

 

Tutti i principali indici, infatti, si confermano in crescita: l’utile netto si attesta a 18,4 milioni di euro, in aumento rispetto ai 14,8 dell’anno precedente; l’indice di solidità (CET1 Ratio) si colloca al 24,7% rispetto al 20,68% del 2015 a conferma di un livello di solidità di primario standing, che rappresenta una valida base di partenza per la costruzione del Gruppo Bancario Cooperativo. Il valore aggiunto globale (valore che descrive la ricchezza che la Banca, attraverso la propria attività, è in grado di generare e ripartire) pari a 80,8 milioni euro, in crescita rispetto ai 71,5 del 2015 e suddiviso tra il sistema credito cooperativo (31,7 milioni), collaboratori (16,1 milioni) collettività, stato e comunità (14,8 milioni).

 

 

"Sappiamo che il tema dei crediti deteriorati rappresenta una questione di estrema delicatezza e attualità all’interno del sistema bancario nazionale. Anche in questo, Cassa Centrale Banca – continua il Presidente Fracalossi – esprime dei numeri di tutto rispetto. Il tasso di copertura del totale dei deteriorati è del 74,1%,quello delle sofferenze del 90%. Sono percentuali che si pongono ben al di sopra della media nazionale ed anche delle aspettative della vigilanza. È un fattore che trasmette un messaggio di tranquillità per i soci attuali ed anche per coloro che hanno deciso di far parte del costituendo Gruppo Bancario Cooperativo. Quanto alla redditività aziendale, nel quadriennio passato, Cassa Centrale Banca ha prodotto utili

per quasi 70 milioni di euro e i soci hanno beneficiato di un dividendo compreso fra il 4% ed il 6,5%, questo nonostante si sia dovuto contribuire con oltre 26 milioni di euro al fondo di risoluzione unico per il salvataggio delle quattro banche del centro Italia. Nonostante questo esborso certamente rilevante, il cost income, altro indice dell’efficienza operativa aziendale, – ha concluso il presidente Fracalossi – si è attestato al 65% che però scende al 47% al netto dei costi straordinari rappresentati dei versamenti dovuti al fondo di risoluzione. Il Roe per il 2016 è stato del 7,7% a fronte del 6,2% del 2015".

 

Il bilancio in numeri:

 

* Totale Attivo: 4.028 milioni di euro

* Utile netto pari a 18,4 milioni di euro rispetto ai 14,8 milioni del 2015, dopo aver pagato 11,4 milioni di Euro al fondo risoluzione crisi banche

* Total capital ratio: 24,7%

* Rapporto cost income 47%

* ROE: 7,7% (6,2% nel 2015)

* Valore aggiunto globale 2016 pari a 80,8 milioni, rispetto ai 71.454 del 2015 (valore che descrive la ricchezza che la Società, attraverso la propria attività, è in grado di generare e ripartire)

* Gestioni Patrimoniali: 4,3 miliardi di euro

* Volumi titoli negoziati: 37 miliardi di euro

 

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