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Circonvallazione di Cles, c'è il "sorteggione" per decidere le ditte per l'appalto da 41 milioni. Scuolabus, il nuovo bando apre all'idea di partnership Trentino Trasporti - Cta

Sono due gare saltate in passato entrambe dal valore milionario. Per la variante di Cles il bando prevede il sorteggio (addirittura in seduta riservata) delle tre ditte che parteciperanno alla procedura negoziata. Una modalità molto discutibile, ecco perché. Sullo scuolabus appalto da 80 milioni con formula 1+3 anni

Di Luca Pianesi - 14 gennaio 2017 - 07:33

TRENTO. Circonvallazione di Cles secondo tentativo, con sorteggione delle imprese stile Champions League (ma senza il beneficio del pubblico); scuolabus terzo atto. La Provincia ci riprova con due appalti diversi ma entrambi discussi e a loro modo problematici (e milionari). Nel primo caso parliamo di un'opera pubblica da 43 milioni di euro. La Provincia riparte da zero per assegnare i lavori di costruzione della circonvallazione visto che nel 2012 l’appalto saltò perché i due concorrenti Oberosler (aggiudicataria in via provvisoria all'apertura delle buste) e Adige Bitumi, furono entrambe escluse per cause riconducibili ai requisiti. Entrambe le ditte avevano provato a fare ricorso ma a chiudere ogni discorso c'aveva pensato il Consiglio di Stato rigettando tutte e due le istanze e facendo, di fatto, risultare "deserta" la gara. Ecco perché si è scelto di procedere con il dialogo competitivo e poi con la procedura negoziata.  Il nuovo avviso rimarrà aperto fino al 30 gennaio e ha al suo interno la clausola che qualora a presentarsi fossero più di tre imprese "l'individuazione dei concorrenti da invitare (alla gara ndr) avverrà mediante sorteggio - si legge nel bando - in seduta riservata (...)".

 

Una procedura molto curiosa, legittima, ma spesso sconsigliata all'ente pubblico perché, come è intuitivo capire, rischia di ridurre la possibilità di fare l'interesse della collettività. Se, per esempio, ci fossero 4 partecipanti e venisse scartato proprio il migliore, quello più economico e più capace degli altri tre? Limitare la partecipazione affidandosi al caso rischia, quindi, di andare contro il principio di buona amministrazione. Solitamente, poi, il sorteggio viene adottato in quegli appalti dove si prevede parteciperanno decine di aziende. Si adotta, quindi, il sorteggio per "sfoltire" un po' la rosa ma lasciandosi comunque la possibilità di scegliere fra un numero piuttosto alto di partecipanti (8? 10?) proprio per non precludersi la possibilità di perdere offerte vantaggiose e utili per la collettività. Qui, invece, si è scelto di fissare il numero massimo dei partecipanti a 3, che è anche il numero minimo previsto per legge per la procedura negoziata.  

 

E il sorteggio, così com'è descritto nel bando, è davvero roba da coppa europea: "Il dirigente generale - si legge nell'appalto - del dipartimento infrastrutture e mobilità provvederà, presso la sede di Apac, a compiere le suddette operazioni assistito da due funzionari del servizio appalti di Apac:

 

- verificare che il nominativo di tutti i concorrenti ammessi al sorteggio sia scritto su un identico biglietto, procedendo a siglare ciascun biglietto;

- chiudere ciascun biglietto in un'unica busta privo di qualsiasi segno distintivo;

inserire tutte le buste in un'apposita urna che verrà opportunamente agitata in modo da assicurare la casualità del sorteggio e comunque dopo ogni estrazione;

- estrarre tre buste;

- provvedere alla loro apertura nonché alla lettura del nominativo dei concorrenti estratti ed ammessi alla seconda fase".

 

E poi? Poi c'è il colpo di scena. Il bando prosegue recitando che "Tutte le operazioni relative al sorteggio saranno videoriprese e rese accessibili ai partecipanti a conclusione della procedura di gara". Un passaggio, questo, quasi misterioso. Non si capisce perché non si proceda al sorteggio alla presenza dei partecipanti o in seduta pubblica (e ci si affidi, invece, a delle registrazioni video e solo se richieste). L'opera, comunque, prevede una rotatoria in località Campazzi, una galleria che aggiri Cles, una rotatoria in località Cassina, una bretella di collegamento tra la rotatoria Cassina e la statale 43, un viadotto di attraversamento alla valle del rio Dres, un'altra galleria artificiale per la nuova variante di Dres e la strada per il Castellaz. L’obiettivo dell'amministrazione è quello di aggiudicare e partire con i lavori, entro fine settembre.

 

Dopo l'annullamento del 2015 e quello del 2016 la Provincia, invece, lancia il terzo bando in tre anni per la gestione del servizio scuolabus in Trentino. Valore dell'appalto stimato, tra gli 80 e gli 85 milioni di euro "da eseguirsi - si legge nell'avviso di preinformazione europeo pubblicato in questi giorni - con un impiego minimo di 450 mezzi, 400 autisti per percorrenze di circa 12 milioni di chilometri annui per corrispettivo stimato annuo di 20 milioni di euro circa". Per il terzo anno consecutivo, il tentativo della Provincia è quello di assegnare il servizio per la durata di quattro anni ma con un grosso cambiamento rispetto agli scorsi appalti. Si parla di "anni 1 (+ 3 anni scolastici opzionali)", non più 4 secchi. Cosa vuol dire? Vuol dire che la Provincia da un lato pare fidarsi poco del servizio che verrà effettuato e vuole tenersi le "mani libere" per eventuali rinnovi successivi. Dall'altro che potrebbe essere sempre più forte l'ipotesi di partnership con alcune aziende, si spera le migliori, del Consorzio trentino autonoleggiatori (Cta).

 

Da tempo, infatti, si ventila di questa ipotesi di partenariato tra Trentino trasporti e il Consorzio, per la gestione proprio del mega appalto per gli scuolabus. Un servizio cruciale senza il quale rischierebbe di paralizzarsi il sistema di istruzione della provincia e che negli ultimi anni è stato affidato in "emergenza" al Cta: nel 2015 perché il Tar ha ritenuto "anticoncorrenziali" i paletti posti dalla Provincia nel bando, costruito evidentemente troppo su misura del Consorzio trentino autonoleggiatori; nel 2016 perché due consorziati del Cta avevano dei precedenti penali non "denunciati" nella domanda di partecipazione al bando. In entrambe le situazioni, pur di garantire il servizio si è dato provvisoriamente l'appalto al Consorzio salvo, poi, ogni gennaio, rimettersi al lavoro per confezionare uno nuovo. Chissà che questa volta non vada tutto per il meglio.  

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