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Fusione Dolomiti Energia - Agsm, Bolzano e Alperia: "Operazione interessante"

Mentre l'assessore provinciale Gilmozzi dà il suo benestare al progetto ("la nostra intenzione è di lanciare nel mercato la holding trentina") Wohlfarter di Alperia commenta l'idea di Tosi di lavorare a un grande gruppo extra regionale: "Noi ancora pensiamo a chiudere la fusione tra Sel e Aew"

Johann Wohlfarter direttore generale di Alperia
Di Luca Pianesi - 20 settembre 2016 - 11:33

TRENTO. “Le logiche di corridoio del Brennero valgono anche per l'energia. Per questo siamo interessati al progetto di fusione con Verona valutando anche la possibilità di rinunciare all'in house”. L'assessore provinciale con delega all'energia Mauro Gilmozzi è più che possibilista rispetto al progetto di accorpamento tra Dolomiti Energia e Agsm Verona (due gruppi che mettendo loro fatturato insieme arrivano a superare i 2 miliardi di euro l'anno e 3000 dipendenti). Negli scorsi giorni il sindaco di Verona Tosi a “il Dolomiti.it” spiegava che per la società scaligera il progetto di fusione con Trento è strategico per diventare, assieme, un gruppo capace di “aggredire” il mercato e di non essere scalato da altri soggetti.

 

Di più, Tosi rilanciava verso un possibile futuro di alleanze anche con Bolzano, Mantova e Vicenza. “Una visione che ci sentiamo di condividere – prosegue Gilmozzi – soprattutto l'asse del Brennero è quello che per noi ha più significato ed è quello sul quale stiamo puntando anche in termini di aeroporto, di ferrovia e trasporti, di autostrada. Insomma quando è stata costituita Dolomiti Energia la visione, sin dall'inizio, era quella di renderla poi un gruppo capace di restare sul mercato non di tenerla legata a logiche di in house. Il tutto, ovviamente, mantenendo la territorialità e preservando l'identità del gruppo”.

 

Un concetto, quello della territorialità, tra i più usati da quanti si oppongono al progetto di fusione. La paura, infatti, è che vengano a mancare introiti importanti alle amministrazioni locali (oltre a Trento e Rovereto, infatti, sono diversi i comuni trentini che sono soci della holding). Abbiamo provato a chiedere al sindaco di Rovereto Valduga cosa ne pensa, visto che parte delle critiche al progetto di fusione arriverebbero proprio dalla sua amministrazione ma si è limitato a dirci che stanno attendendo la conclusione di un percorso di acquisizione dati con Provincia e Comune che permetterà di capire la bontà o meno del progetto.

 

Ma l'opinione della Provincia sembra già abbastanza chiara: “Oggi giorno per restare sul mercato si deve pensare a creare massa critica – prosegue Gilmozzi – per questo guardiamo a Verona ma siamo aperti anche ad altre prospettive. L'idea di Tosi, poi, di arrivare alla quotazione in Borsa è un'altra ipotesi alla quale stiamo pensando. Unendosi si potrebbe creare un grande gruppo. Poi, una volta scelta la strada da seguire, quella del mercato o dell'in house, quotarsi sarebbe senza dubbio un'ipotesi da valutare per recuperare capitale e fare quindi nuovi investimenti”.

 

“Noi al momento dobbiamo pensare alla nostra fusione – spiega il direttore generale di Alperia (la multiservizi di Bolzano), Johann Wohlfarter – visto che la nostra società è nata dall'unione di Sel e Aew solo a inizio 2016. Entro fine anno dovremmo aver concluso questa lungo e faticoso processo di fusione e poi, da quel momento, saremo ovviamente attenti a tutto ciò che ci circonda. Il mercato è in grande evoluzione e la strada, oggi, da seguire a livello internazionale è sicuramente quella di fare massa critica. Però – conclude sorridendo Wohlfarter – prima di arrivare al mega gruppo e alla quotazione in Borsa Tosi e Trento vedranno quanto impegno ci vuole a fare bene una fusione. Un passo alla volta ma l'interesse di tutti è ovviamente quello di crescere".

 

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