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Girotondo Apiae, la Provincia prima revoca il concorso da direttore e poi apre un nuovo ufficio e lo affida a un tecnico senza laurea

A novembre l'amministrazione ha pubblicato il concorso per trovare un direttore, ma quattro mesi dopo l'inversione a 'U': via il bando e spunta un nuovo ufficio ad interim con direttore diplomato. Stefano Galvagni (Cgil): "Non si capisce la direzione. La Provincia predica bene, ma razzola male" 

Di Luca Andreazza - 01 marzo 2017 - 17:01

TRENTO. "I fatti parlano chiaro e l'inversione di tendenza dell'amministrazione provinciale effettuata in appena quattro mesi appare evidente: una scelta poco comprensibile e che merita la massima attenzione. E'inutile nascondere che dentro la struttura tanti sono arrabbiati, si sentono in qualche modo presi in giro, ritenendo la scelta poco coerente con le reali necessità di Apiae ma anche con gli indirizzi della giunta degli ultimi anni, secondo cui bisogna avere centri di specializzazione e questi ultimi sono al servizio delle altre strutture", dice Stefano Galvagni, responsabile per la Cgil per la Provincia e gli enti strumentali. 

 

Il riferimento è alla vicenda che interessa l'Apiae, l'agenzia provinciale per l'incentivazione delle attività economiche: attraverso una recente delibera firmata dal presidente Ugo Rossi, la Provincia ha infatti deciso di sopprimere un incarico e di creare un nuovo ufficio: "Si tratta - prosegue - solo dell'ultimo tassello di questa altalena di incarichi, bandi e cambi di direzione all'interno dell'Agenzia".  

 

Al dipartimento di sviluppo economico opera un ufficio tecnico guidato da un sostituto direttore, questo fino allo scorso novembre, quando la giunta provinciale stabilisce che quel posto deve essere occupato stabilmente e l'amministrazione bandisce appositamente un concorso. A febbraio 2017 cambia però tutto: "Si decide - continua il sindacalista - che quell'ufficio non serve più e viene soppresso". A questo punto cessa l'incarico del sostituto direttore e viene annullato il concorso. Tutto questo decorre da mercoledì 1 marzo, "ma nello stesso giorno - commenta Galvagni - nasce un altro ufficio tecnico all'interno del dipartimento sviluppo economico, ma 'sotto' all'Apiae. In questa occasione si individua direttamente anche il sostituto direttore che lo guiderà: un geometra già in forza al dipartimento".

 

L'incarico assegnato al collaboratore interno durerà un anno, poi dovrebbe essere bandito un concorso per trovare un sostituto: "È sempre antipatico - continua la Cgil - entrare nello specifico, ma solo rimanendo ai fatti risulta questo: solo dopo quattro mesi, dopo che si è detto che il direttore del vecchio ufficio era indispensabile e andava scelto per concorso, ecco l'inversione a 'U'. Non serve più quell'ufficio, via il sostituto e annullamento del concorso. Il tutto per creare un altro posto qualche corridoio più in là. Una scelta che ha generato parecchio malumore nell'Apiae". 

 

Una vicenda secondo il sindacato confederato poco chiara e rispettosa verso la cinquantina di dipendenti, in quanto "già in passato sono accaduti episodi sospetti - dice - ci sono persone che avevano bisogno di qualche mese per conseguire i titoli di studio necessari per partecipare a un determinato bando: non sarà certo questo il caso, ma serve vigilare".

 

A preoccupare è però un altro fattore: "L'Apiae deve dare l'indirizzo e lo stimolo all'economia trentina, puntando soprattutto su ricerca e sviluppo - conclude Galvagni - la vocazione dell'ente è ben definito. È proprio necessario un ufficio tecnico? Per quelle funzioni ci sono altri settori ben strutturati. Ma se ammettiamo che serve, allora perché non attingere a professionalità interne che avrebbero avuto i requisiti per ricoprire da subito il ruolo di direttore? Si tratta di una scelta poco comprensibile e ci chiediamo se sia stata pienamente condivisa in giunta dato che la competenza sul personale è del governatore Ugo Rossi, mentre il referente per Apiae è l'assessore Alessandro Olivi. L'amministrazione predica bene, parla di razionalizzare, ma poi razzola male e zoppica".

 

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