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| 05 mag 2017 | 18:57

Grandi aree commerciali come Ikea, stop dalla Provincia. Olivi: "Puntiamo sulle piccole e medie imprese trentine e sui centri storici"

La Giunta provinciale ha deciso oggi lo stop alle grandi superfici di vendita sopra i 10 mila metri quadrati. Sarà impossibile l'insediamento di ampie dimensioni. Olivi: "una scelta di posizionamento strategico del nostro commercio che vorremmo assomigliasse di più a quello di nuova generazione che si può trovare nel nord Europa"

TRENTO. Stop alle grandi superfici di vendita sopra ai 10 mila metri quadratri. E' una scelta importante quella adottata oggi alla Giunta provinciale che ha voluto lanciare un chiaro messaggio sulla visione economica che si ha intenzione di portare avanti nei prossimi anni.

 

Stop quindi a nuovi mega centri commerciali e con essi anche all'ipotesi di un'Ikea in Trentino visto che gli spazi di solito sui quali l'azienda svedese ragiona sono a partire almeno dai 20 mila metri quadrati.

 

La decisione è l'ultimo tassello assunto dalla Giunta provinciale per l'attuazione del progetto di riforma della legge sul commercio che risale al 2010. Una legge che al tempo aveva portato una forte innovazione introducendo un nuovo metodo di sviluppo della rete distributiva sul territorio legato all'approfondimento dei fenomeni sugli stili di vita e di consumo, alla centralità del paesaggio e all'urbanistica.

 

“La Giunta provinciale – ha spiegato l'assessore allo sviluppo economico e lavoro, Alessandro Olivi – poteva individuare, in una localizzazione specifica, delle aree destinate ad insediamenti di ampie dimensioni. La scelta è stata però quella di non procedere all'individuazione di nessuna di queste superfici e quindi una scelta di posizionamento strategico del nostro commercio che vorremmo assomigliasse di più a quello di nuova generazione che si può trovare nel nord Europa”.

 

Il Trentino non segue la strada dell'omologazione tout court ai grandi formati ma la decisione presa oggi vuole salvaguardare e valorizzare il sistema esistente , un sistema diffuso su tutto il territorio. Si punta a mantenere e rafforzare la presenza degli esercizi commerciali insediati in zone e località montane e porre la massima attenzione alla salvaguardia del territorio. In Trentino l’87% del territorio è interessato da rocce, boschi o pascoli e solo il rimanente 13% è potenzialmente disponibile per gli insediamenti e l’agricoltura: suolo quindi come risorsa molto limitata da preservare con la massima attenzione.

 

“Ponendo lo stop alle grandi superfici sopra i 10 mila metri quadrati – ha affermato l'assessore allo sviluppo economico e lavoro, Alessandro Olivi - abbiamo tolto dal tavolo un'impostazione delle dinamiche commerciali trascinata dalle pressioni immobiliari. Non è una rinuncia sulla modernità ma bensì una nuova scelta di modernità”.

 

Con questa decisione, sostenuta da uno studio del politecnico di Torino che ha assunto a modelli di riferimento le normative introdotte in Danimarca, a Vienna e nel Regno Unito, l'assessore Alessandro Olivi ha voluto, però, lanciare un altro messaggio, questa volta rivolto al tessuto economico trentino.

 

“Spero che questa delibera – ha affermato Olivi – sia anche da stimolo per gli operatori locali che spesso ci dicono di fare attenzione di mantenere il commercio vicino al territorio. Ora bisogna che questa scelta stimoli comportamenti virtuosi, che porti ad investire su quello che c'è e rafforzi le opportunità nei centri storici e le scelte fatte dai comuni in tema di ricomposizione urbana”.

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