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I lavoratori ex Whirlpool, Martinelli e Arcese bloccano il consiglio provinciale: "Olivi dimettiti"

L'aula stava discutendo sul caso Baratter quando alcuni licenziati hanno occupato le tribune ed esposto striscioni contro le politiche provinciali. La seduta è stata sospesa. Civettini: "In tema di occupazione giovanile la politica di governo, dovrebbe almeno vergognarsi"

Pubblicato il - 24 febbraio 2017 - 10:46

TRENTO. "Ex Whirlpool: basta promesse, vogliamo lavoro e dignità", "Olivi dimettiti", "12 milioni per Martinelli: tutti licenziati". Queste le frasi riportate sugli striscioni e questi gli slogan ripetuti dagli stessi lavoratori che questa mattina hanno invaso il consiglio provinciale "costringendolo" alla sospensione della seduta. A manifestare alcuni lavoratori licenziati dell'ex Whirlpool, della Martinelli Trasporti e dell'Arcese Trasporti appoggiati dal Sindacato di base Multicategoriale. 

 

L'aula era impegnata in una discussione chiesta dai consiglieri di minoranza Cia e Fugatti sul caso Baratter. Discussione interrotta dalle proteste sulle tribune dei lavoratori che hanno mostrato gli striscioni di protesta contro le politiche provinciali e per richiedere a gran voce le dimissioni dell'Assessore allo sviluppo economico Alessandro Olivi e consegnargli una simbolica lettera di licenziamento.

 

E' stato anche distribuito un volantino dall'eloquente titolo Olivi dimettiti, nel quale viene espressamente accusato di aver finanziato con soldi pubblici troppe grandi imprese che hanno poi trasferito la loro attività in paesi dell'est Europa o nell'est Asiatico.

 

Sulla questione il primo a prendere posizione è stato il consigliere di Civica Trentina Civettini: "Riteniamo sia serio ed opportuno che venga fatta una convocazione urgente del consiglio sul tema. Quello dei lavoratori Whirlpool che sono rimasti a casa, è un problema che si va a sommare a molte altre situazioni – dalla Adler di Rovereto alla ex Marsilli, dalla Malgara alla Gallox, dalla Premetal, alla Marangoni fino alla Martinelli di Ala – le quali stanno creando il panico in Trentino proprio perché sono delle famiglie che non solo non riescono ad arrivare a fine mese ma, ormai, non sanno neppure più come iniziarlo. Va fatta, quindi, una convocazione urgente del Consiglio provinciale perché sul tema del lavoro vengano date delle risposte da parte dell'Amministrazione provinciale anche perché i consiglieri di minoranza non possono operare laddove manca informazione, e l'informazione è determinante anche per poter definire scelte ma soprattutto strategie in ordine a quelle che, appunto, sono le priorità sul versante occupazionale, che interessano ormai migliaia di lavoratori e famiglie trentine. Scelte delle quali, in tema di occupazione giovanile, la politica di governo, dovrebbe almeno vergognarsi, non solo per certe dichiarazioni di un ottimismo esasperato, ma per i risultati che, nei fatti, vedono una fuga generalizzata di giovani verso soluzioni evanescenti e che mettono in dubbio il loro futuro e, insieme, i futuri delle economie di tante famiglie".

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