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La disoccupazione sale, colpite soprattutto le donne

Il terzo trimestre ha visto un aumento del tasso di disoccupazione rispetto allo stesso periodo del 2015. Le persone senza lavoro sono il 5,9%, peggio dell'Alto Adige, ma meglio del Veneto

Pubblicato il - 08 dicembre 2016 - 13:10

TRENTO. Il mercato del lavoro frena in Trentino. Dopo diversi trimestri con segno positivo, il tasso di disoccupazione in provincia torna a crescere attestandosi intorno al 5,9 per cento, +1,1% rispetto all'anno scorso quando l'indicatore si fermò a quota 4,8%.

 

Il terzo trimestre del 2016, certificato dal servizio Istat nell'indagine trimestrale sulle forze lavoro, le persone senza lavoro in Trentino sono cresciute di 3 mila unità, attestandosi a quota 15 mila.

 

“Segnale preoccupante. Fondamentale accelerare su politiche attive e investimenti in conoscenza. I nuovi dati su occupazione e disoccupazione, con l'aumento dei senza lavoro e il calo degli occupati dopo diversi trimestri positivi, desta certamente preoccupazione", commenta il segretario generale della Cgil del Trentino Franco Ianeselli.

 

Rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, l'aumento del tasso di disoccupazione è più significativo tra le donne: le disoccupate a settembre di quest'anno sono 7 mila contro le 5 mila del settembre 2015 per un tasso di 6,5% pari a +2% rispetto a 12 mesi fa. Per quanto riguarda la componente maschile il calo si attesa introno alle mille unità. Il tasso di disoccupazione maschile passa invece dal 4,9% del settembre 2015 al 5,5% a settembre 2016.

 

"In Trentino - prosegue Ianeselli - il ridimensionamento è trasversale, ma comunque più marcato nella componente femminile e questo ci deve far riflettere sulla necessità di adottare misure per aumentare l'inserimento e la permanenza delle donne sul mercato del lavoro. E' significativo l'aumento del tasso di inattività della componente femminile”.

 

Assume un particolare significato il paragone con l'Alto Adige: in provincia di Bolzano il tasso di disoccupazione si attesta infatti a livelli pre-crisi, pari al 2,5% e in lieve miglioramento nei 12 mesi, mentre la performance in Provincia di Trento è migliore rispetto al vicino Veneto, dove il tasso di disoccupazione è del 6,5% (dato in miglioramento rispetto ai 12 mesi precedenti, ndr).

 

Sul fronte dell'occupazione l'Istituto nazionale di statistica segnala una riduzione del numero di occupati in provincia: nell'ultimo settembre sono 234 mila (131 mila uomini e 103 mila donne) contro i 240 mila a settembre 2015 (132 mila maschi e 109 mila femmine).

 

In calo anche il tasso di occupazione che passa dal 68,1% del terzo trimestre 2015 al 66,7% odierno, così come è negativo il trend sul tasso di attività, che misura la percentuale di cittadini che lavorano o cercano lavoro: si passa dal 71,6% al 70,9%, mentre cresce il tasso di inattività dal 28,4% al 29,1%.

 

 

"E' necessario comprendere - conclude il segretario - se la tendenza evidenziata nell'ultimo trimestre sarà confermata anche nei prossimi mesi. Davanti ai dati positivi abbiamo sempre parlato della necessità di politiche attive e investimenti in conoscenza per consolidare i fragili segnali di risalita. Questi strumenti diventano ancora più fondamentali se il mercato del lavoro si ferma nuovamente. Servono politiche attive che accompagnino i lavoratori e le lavoratrici nelle fasi di transizione, investendo nella loro formazione e riqualificazione. E diventa urgente creare un osservatorio unico sui fabbisogni occupazionali. Questo strumento sarà utile per rendere più efficace i percorsi di orientamento scolastico e le stesse politiche attive del lavoro".

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