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"La salute dei migranti", oltre alla bufale sul contagio, sulla scabbia e sul peso che porterebbero al Sistema sanitario c'è il diritto alla salute

Il tema trattato al Festival dell'Economia dai rappresentanti delle più importanti Ong che si occupano di migrazioni, Emergency e Medici Senza Frontiere

Di Donatello Baldo - 02 giugno 2017 - 18:26

TRENTO. “La salute dei migranti”, questo uno dei temi proposti al Festiva dell'Economia in un incontro con i rappresentanti delle due più grandi Ong, Emergency e Medici Senza Frontiere, Emilio Alari e Loris De Filippo. Quindi come stanno i migranti che giungono in Italia: “Bene, sono persone che attraversano gli Stati, che affrontano il mare, giovani, forti, sani, altrimenti non riuscirebbero nell'impresa”.

 

Un'affermazione che si scontra con la vulgata che spesso grida allarmata al rischio contagio che porterebbero gli sbarchi di profughi sulle coste italiane: “E' una leggenda quella che i migranti portano le malattie – ha affermato Alari – né tropicali, né infettive né parassitarie. E anche sulla scabbia si è fatto un gran polverone per nulla. Non è nulla di tragico e di drammatico, si cura con una pomata ad uso topico, e non c'è evidenza che il contagio arrivi dai migranti”.

 

La malattia su cui si sta osservando in questi giorni una recrudescenza è il morbillo – afferma – e i migranti non c'entrano. C'entrano i genitori di classe sociale medio-alta che decidono di non vaccinare i propri figli”. Malattie specifiche dei migranti non ce ne sono, “ci sono quelle da super-affaticamento in cui incorrono i raccoglitori di pomodori a Rosarno, tenuti in condizioni lavorative sub umane”.
 

Oppure quelle causate dalla malnutrizione, anche successivamente all'arrivo in Italia. “I poveri mangiano molto peggio di chi ha una disponibilità economica maggiore. Il cibo spazzatura fa male a tutti, soprattutto ch per cultura, fino a poco tempo prima, sosteneva una dieta a basa soprattutto di vegetali e non è abituato al cambio repentino”.
 

Comunque, dati alla mano, nessun contagio, nessuna infezione, niente di quello che a volte si legge su Facebook da chi strumentalizza questi argomenti per finalità politiche. “I sindaci della costiera ligure avevano proibito l'avvicinamento dei profughi alla spiaggia per il pericolo scabbia. Con tanto di cartello – spiega De Filippi – e se vedete un cartello così siete legittimati a sentirvi presi in giro, a dire che questo è terrorismo, che questa è una bufala”.
 

Il problema per i migranti è l'accesso ai servizi.Spesso, dicono i relatori, ci sono barriere che impediscono il riconoscimento del diritto alla salute anche a loro. C'è la lingua differente, la stessa cultura differente. “Per questo servirebbe implementare la presenza mediatori culturali”. Ma spesso le barriere sono anche fisiche. “Nei Centri di detenzione per migranti, nelle baraccopoli, nei rifugi di fortuna è difficile arrivare”.

 

“Anni fa – spiega De Filippi – entravamo nei Cpt con tanti parlamentari davano la loro disponibnilità per garantirci il diritto di accesso. Ora non c'è più nessuno della classe politica che ci aiuta. Due, tre persone” – spiega, e fa i nomi: “Emma Bonino, che nonostante non stia bene è sempre disponibile, e Luigi Manconi. Ora – nessun partito di massa si prende a cuore questa situazone, non si vede più nessuno”.

 

Come non si è visto nessuno quando è scoppiato il caso Ong. “Dal 2015 ad oggi abbiamo recuperato in mare 65.000 persone – afferma De Filippi - e quindi di queste accuse contro le Ong siamo rimasti sbalorditi, sia per la veemenza che per la strumentalizzazione politica. Tutti i soccorsi sono coordinati dalla guardia costiera e ci chiediamo perché è nata questa fiammata mediatica".

 

"Una fiammata nata proprio nel periodo in cui si sceglie il contributo del 5 x 1000. Per ora la procura di Trapani ha aperto una indagine contro ignoti, noi siamo sereni e il 7 giugno paleremo con la procura ma, nel frattempo, è caduta l'attenzione mediatica e questo ci lascia perplessi".

 

Alari torna al tema dell'incontro. “La prevenzione è molto meglio del ricorso alle successive cure specifiche, e questo è un principio generale. Per questo – spiega il responsabile di Emergency – anche i migranti vanno accompagnati ai servizi medici, dovono essere informati sul loro diritto ala salute”. Un peso sulla salute irrisorio. “Non sono certo i migranti a togliere soldi alla sanità – afferma – e non è nemmeno colpa loro se la sanità non funziona come dovrebbe”. 

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