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Lavoratori Whirlpool in aula, seduta del Consiglio sospesa

Gli ex dipendenti del colosso americano si sono resi protagonisti di un altro blitz. Sono entrati in Consiglio provinciale sospendendo la seduta in due occasioni. Il sindacato di base multicategoriale chiede un "emendamento Whirlpool" in finanziaria per ricollocare i lavoratori ancora a casa

Di Luca Andreazza - 19 dicembre 2016 - 16:57

TRENTO. Altro blitz di circa 20 ex lavoratori della Whirlpool che hanno costretto il presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti a sospendere in due occasioni la seduta odierna. La prima volta gli operai hanno esposto uno striscione "Ex Whirlpool: dov'è il lavoro che ci avete promesso?" e numerosi cartelli con la scritta “300 famiglie senza reddito”. La seconda volta invece oltre all'esposizione dello striscione, sono state lanciate le banconote finte con l'immagine dell'assessore Olivi. 

 

I lavoratori hanno chiesto al consiglio di approvare un "emendamento Whirlpool" in finanziaria per prevedere la loro ricollocazione al termine della mobilità. I capigruppo sono riuniti e hanno incontrato i lavoratori per vedere se ci sono i presupposti per continuare e concludere la seduta, mentre l'assessore Olivi ha dichiarato che "la Provincia si attiverà per proporre ulteriori corsi di riqualificazione nel breve periodo, ma per i posti di lavoro servirà più tempo".

 

Al termine della riunione fra il Consiglio, il sindacato e un gruppo di lavoratori, alla ripresa dei lavori ha preso la parola il presidente Bruno Dorigatti: "L'ansietà del tema del lavoro coinvolge tutto il Consiglio. Le prospettive e il futuro dell'occupazione è nel complesso di interesse per l'amministrazione. Non ci sono lavoratori di Serie A e B, il lavoro garantisce dignità e coesione sociale. Il Consiglio si fa carico di questa tematica e procederà all'incontro formale con questa rappresentanza" 

 

Si tratta della terza azione nel giro di un mese dopo l'incontro in Consiglio di fine novembre e il faccia a faccia in via Romagnosi del 13 dicembre scorso.

 

In quella sede Fulvio Flammini, segretario del sindacato di base multicategoriale, aveva espresso la preoccupazione a nome di circa 75 persone: "Ancora senza lavoro e in scadenza di mobilità. Queste solo solo una piccola parte, ci risultano altre 200 unità in questa situazione". In quell'occasione il sindacalista aveva inoltre consegnato un elenco riportante gli ex dipendenti del colosso americano dei frigoriferi ancora in cerca di occupazione e aveva denunciato l'inutilità dei corsi di formazione proposti dalla Provincia per ricollocare questo personale: "Alcuni mangiano al Punto d'Incontro".

 

La vicenda è nota: la multinazionale ha chiuso i battenti nel febbraio del 2014 lasciando a casa 454 addetti 154 lavoratori dell'indotto. Una crisi occupazionale solo in parte riempita dal provvidenziale avvento di Vetri Speciali. La fabbrica di contenitori in vetro per alimenti ha infatti assorbito 118 addetti ex Whirlpool, ma gli altri sono rimasti in mobilità, per molti già scaduta o in scadenza.

 

L'assessore Olivi in quell'occasione aveva rassicurato tutti i lavoratori, mostrandosi disponibile per "per incontrare i vostri rappresentanti e spiegare la vicenda nel dettaglio. Terrò conto della lista e cercheremo di capire cosa si può fare di più". Il vicepresidente provinciale aveva però ricordato il quadro complicato e le grandi difficoltà di quelle ore: "abbiamo cercato di mettere in campo gli ammortizzatori, convincere l'azienda ad aggiungere sul tavolo un budget per creare una nuova prospettiva di lavoro e attivato una serie di azioni. Sapevamo che non tutti i lavoratori sarebbero potuti rientrare nella nuova attività produttiva e in accordo con i sindacati sono stati previsti anche degli incentivi all'esodo. Ci siamo preoccupati di ricercare un'attività industriale per riempire un enorme vuoto: un intenso lavoro che ci ha visto trovare una realtà capace di investire 45 milioni di euro senza ricevere nulla in cambio dell'amministrazione".

 

L'attenzione e la tensione rimangono alte e il sindacato di base multicategoriale non esclude ulteriori azioni per tenere viva la problematica dei lavoratori ancora a casa. 

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