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Progettone, mesi di lotta, ma nessuna novità. Gualazzi: "Le istituzioni si rimpallano la questione"

Mercoledì 30 novembre il Coordinamento dei Lavoratori Progettone si è riunito in assemblea per fare il punto sul rinnovo del contratto del comparto

Di Luca Andreazza - 01 dicembre 2016 - 12:46

TRENTO. Non si placa la tempesta che interessa i lavoratori del Progettone, comparto che si è riunito in assemblea mercoledì 30 novembre per fare il punto della situazione. "Una situazione sempre più complicata - esordisce Daniela Gualazzi, presidente del Coordinamento Lavoratori Progettone - I sindacati Cgil, Cisl e Uil, la Provincia e il Consorzio Lavoro Ambiente, tutti a modo loro, tirano l'acqua al proprio mulino. La verità però è un'altra - prosegue - i sindacati, in pieno accordo con l'amministrazione provinciale, hanno dato mandato ad un mago Silvan, illuminato, di preparare un rinnovo del contratto dei lavoratori Progettone. Questo personaggio ha confezionato un contratto, infarcito di tecnicismi, che al primo impatto sembrerebbe, come hanno avuto il coraggio di dichiarare i rappresentanti sindacali di Faggioni di Cgil, Bastiani di Cisl e Meneghelli di Uil, migliorativo per i lavoratori".

 

Alla base della differenza di vedute sarebbe il verbale di accordo per il rinnovo del contratto collettivo fra i vertici delle tre sigle sindacali e la Federazione della Cooperazione sottoscritto, dopo due anni di trattativa, il 18 maggio scorso e entrato in vigore l'1 luglio. Uno stralcio che sarebbe stato fin da subito oggetto di critiche e che avrebbe costretto le parti allo stop and go per elaborare una norma transitoria in attesa di correggere definitivamente il tiro per attendere che il cielo all'orizzonte si rischiarasse.  

 

"Se si presta però un po' di attenzione - prosegue Gualazzi - ci si accorge però che i vari 'spostamenti', 'sostituzioni' e 'congelamenti' hanno partorito un contratto peggiorativo che fa perdere, a persone che già percepiscono uno stipendio appena sufficiente a vivere, importanti cifre mensili, oltre a generare una perdita sul Tfr e sulla futura pensione, riducendo notevolmente la capienza fiscale abbassando o addirittura annullando il recupero Irpef".

 

Il 23 novembre Gualazzi e Scarpari in rappresentanza del Coordinamento Lavoratori Progettone hanno incontrato presso la Federazione Trentina delle Cooperative Paolo Pettinella (responsabile delle relazioni sindacali presso la Federazione, ndr) e Maurizio Perini (responsabile ufficio lavoro sindacale e paghe della Federazione, ndr). Il vertice sarebbe durato circa 2 ore e mezza e "si è rivelato - dice Gualazzi -  una banalissima perdita di tempo. Il dottor Pettinella ha esordito freddamente e irremovibilmente che non vi è nessuna possibilità di modificare un contratto già firmato. Nonostante all'accordo sono stati apportati, in meno di sei mesi, ben tre 'aggiustamenti' tutti atti ad aggiustare i pressapochismi racchiusi nel contratto".

 

I sindacati da parte loro hanno confermato la bontà del loro lavoro al tavolo della trattativa: "Ci preme ricordare - diceva Ianeselli, segretario di Cgil - che i contenuti del contratto riferito a questo comparto sono stati discussi e approvati nelle assemblee. I sindacati hanno condotto una trattativa difficile, dove sono stati comunque raggiunti importanti risultati e scopi: il potere d'acquisto dei lavoratori è rimasto invariato, le indennità sono state mantenute e ci saranno 80 nuove assunzioni. E' vero, la quattordicesima è venuta meno, ma è stato introdotto un 'premio di produzione' equivalente e che beneficia di una minore tassazione. Senza dimenticare che è stato introdotto il fondo sanitario. Inoltre abbiamo organizzato una nuova tornata di assemblee nelle sedi di lavoro per spiegare i dettagli tecnici del nuovo accordo in piena trasparenza".

 

"Ci si chiede - continua la presidente del Coordinamento - perché questa solidarietà debba essere sostenuta dai soli lavoratori del Progettone, già indigenti, e non anche dall'intera società beneficiaria dei servizi svolti dai lavoratori del comparto. C’era inoltre una fievole speranza che da parte della Federazione ci fosse la volontà di adoperarsi a migliorare un contratto che, come dimostrato con obiezioni documentate e conti alla mano, danneggia pesantemente lavoratori già penalizzati e tutto questo al solo scopo, così è citato nelle premesse del contratto, di fare entrare nel settore altre 80 persone. Si tratta però di una una favola creata ad hoc, in quanto le risorse potevano essere recuperate in numerosi altri settori. Non si è mai visto un contratto così farraginoso, un coacervo di cifre e di voci prive di sostanza atte solamente a ingannare il lavoratore pronunciando la fatidica frase: 'il potere d'acquisto non varia'. Il potere d'acquisto però cambia, se il netto in busta paga è più basso, saranno meno le risorse per pagare l'affitto, la rata del mutuo, fare benzina, acquistare medicine e tanto altro".

 

Un'accusa mossa in questi mesi dai lavoratori del Progettone è che si sentono un contenitore dal quale attingere personale con esperienza e professionalità a basso costo e alto rendimento: "Le soluzioni che stiamo illustrando sono state votate dai lavoratori e individuate come obiettivo primario nelle assemblee sindacali fin dal 2015 - spiegava su il Dolomiti Manuela Faggioni Sellasegretario di Cgil Flai - dove è stato accettato un 'contratto di solidarietà' che si traduce in un minimo sacrificio in termini pensionistici a fronte dell'assunzione di 80 nuove persone nel Progettone. Capiamo la tensione, ma i lavoratori possono stare tranquilli, il potere d'acquisto non diminuisce rispetto all'accordo scaduto nel giugno scorso, anzi a partire dal nuovo anno questo aumenta

 

"Come Coordinamento - continua Gualazzi - a suo tempo avevamo suggerito un contratto di solidarietà in forma espansiva riducendo l'orario di dieci ore mensili: questa riduzione penalizza il lavoratore, ma in maniera meno pesante, trovando una logica giustificazione nel rapporto fra 'meno lavoro = meno guadagno'. Questa proposta avrebbe permesso alla Provincia di assumere 85 nuove persone, invece di 80 come programmato con il nuovo contratto. La Federazione, per tramite del dottor Pettinella, afferma che questa riduzione d'orario era stata in passato prospettata dall'amministrazione provinciale, ma che i sindacati la rifiutarono. A suo tempo, invece Ianeselli, segretario di Cgil, disse che era stata la Federazione Cooperative a respingere fermamente la riduzione d'orario".

 

"I lavoratori del Progettone - conclude Gualazzi - non sono più giovani e in questi ultimi anni sono stati penalizzati perdendo il lavoro a poco dalla pensione. Ora a queste stesse persone viene imposto un ulteriore sacrificio spacciandolo per contratto di solidarietà. Ci si chiede come mai non venga accettata questa proposta che apporterebbe un maggior risparmio alla Provincia e favorirebbe l'assunzione di ben cinque persone in più? Ora la domanda sorge spontanea: cos'è questo rimpallarsi di rifiuti e questioni?".

 

 

 

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