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Saldi al via ma con pochi soldi da spendere. Ecco i consigli per evitare le truffe

Dopo un Natale sottotono per i commercianti la situazione "è di stallo completo". Prevista una spesa media per famiglia di circa 180 euro. C'è molta cautela e preoccupazione visti gli aumenti tariffari già annunciati per il 2017

Di gf - 03 gennaio 2017 - 19:15

TRENTO. Dopo l’andamento sottotono registrato per i consumi natalizi, ora l'attesa da parte dei negozianti è quella dei saldi. Già da alcuni giorni a Trento diversi negozi hanno esposto percentuali elevate di sconto a partire dal 50% al 70%.

Secondo Federconsumatori, però, si prospetta un “galleggiamento” rispetto allo scorso anno.

 

A livello nazionale la data scelta per l'inizio dei saldi è giovedì 5 gennaio. Dall’analisi dei dati raccolti dai Consumatori interrogando un campione emerge che solo il 39% delle famiglie si prepara ad effettuare acquisti approfittando dei saldi.

A confermare la situazione pressoché di stallo è Massimo Gallo, presidente di Confesercenti del Trentino. “Sono già in tanti i commercianti – ci spiega – che sono partiti con percentuali di saldo elevate trasformando questo momento in un'occasione di concorrenza. Rispetto gli anni scorsi sono aumentate le attività che hanno deciso anticipare”.

 

Mediamente, secondo di dati di Federconsumatori, ognuna delle famiglie che acquisteranno a saldo, spenderà poco meno di 180 euro. Tali dati lasciano trasparire, spiegano “la situazione di forte disagio che molte famiglie stanno vivendo”, a cui si aggiunge un atteggiamento di cautela e preoccupazione visti gli aumenti tariffari già annunciati per il 2017.

 

“L'andamento degli acquisti di Natale – afferma Gallo – è stato un po' sottotono e per i saldi, comunque, ci aspettiamo che rispecchino purtroppo questo andamento”. A confermare la situazione è anche Giovanni Gravante di Federmoda che spera nell'inizio dei saldi a livello nazionale il 5 gennaio per rilanciare gli acquisti anche nella nostra provincia. “Le premesse purtroppo – spiega - sono quelle di uno stallo e non ci fanno sperare moltissimo. Dall'altro lato abbiamo le attese dei commercianti che sono alte e ci sono ottimi assortimenti. Speriamo che l'andamento non bello di Natale possa essere recuperato un po'”. A pesare, secondo Gravante, è ancora “l'effetto euro”. “Non l'abbiamo ancora scontato – afferma – e si trascina da ormai diversi anni portandoci nella situazione in cui ci troviamo. L'Euro ci ha penalizzato e per recuperare ci vorrà almeno una generazione”.

 

Nell'attesa di capire come sarà l'andamento dei saldi nelle prossime settimane, intanto, per chi si appresta ad effettuare acquisti, ecco alcuni consigli utili per ridurre il rischio di essere raggirati e di incorrere in truffe e finte promozioni che, purtroppo, sono sempre dietro l'angolo.

 

1. Prima dell'avvio dei saldi verificare il prezzo dei prodotti che si vogliono acquistare e, se possibile, fotografare la cifra con il telefono cellulare. In questo modo si avrà una prova certa del prezzo di partenza e sarà quindi possibile valutare la reale convenienza dello sconto;

 

2. Non fermarsi al primo negozio che si incontra ma confrontare i prezzi applicati in diversi punti vendita, cercando di orientarsi verso prodotti di cui si ha reale necessità;

 

3. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non consentono di vedere la merce e di negozi che applicano sconti eccessivi, pari o superiori al 60% (un buon prezzo a saldo dovrebbe aggirarsi attorno al 40% di sconto);

 

4. Controllare accuratamente il cartellino, su cui devono essere obbligatoriamente riportati, in modo leggibile, sia il vecchio prezzo che quello nuovo, oltre alla percentuale dello sconto;

 

5. Anche se il cambio del prodotto non è obbligatorio ma a discrezione del negoziante, conservare lo scontrino quale prova di acquisto. Lo scontrino è infatti essenziale in caso di merce fallata o non conforme, poiché vincola il commerciante alle norme di legge relative alla garanzia di sostituzione o al rimborso della somma pagata;

 

6. I commercianti non sono obbligati a far provare i capi di abbigliamento, tuttavia il nostro consiglio è di diffidare dei negozi in cui non sia appunto possibile provare tali capi;

 

7. Per problemi o "bufale" rivolgersi ai vigili urbani, all'ufficio comunale per il commercio o ad un'Associazione di consumatori.

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