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Si avvicina l'incontro per il rinnovo del contratto pubblico. Cisl: "Retribuzioni bloccate da 7 anni. La Provincia dà i numeri sugli stipendi, strano presagio"

La Cisl Fp Trentino chiede di anticipare fin da subito le risorse previste per l'anno 2018 per un contratto dignitoso, degno dei servizi che hanno portato il Trentino fra i primi posti in Europa e al primo posto in Italia. Il sindacato: "Cifre ottenute mettendo tutto assieme"

Cisl Fp Trentino, spazio autogestito
Di Cisl Fp Trentino, spazio autogestito - 01 novembre 2016 - 14:54

TRENTO. La trattativa sul rinnovo del contratto nel pubblico impiego è in stallo. Dopo le fumate nere delle settimane scorse e la presa di tempo da parte del governatore Rossi, le parti sociali e la Provincia si incontreranno nuovamente al tavolo della trattativa nei prossimi giorni. La Cisl Fp Trentino chiede di anticipare le risorse del 2018 per formulare un contratto dignitoso, reputando la proposta avanzata dall'amministrazione ricca di trappole e insidie, considerando la circolare "Comper" sulla pausa caffè e la valutazione dei diversivi per confondere le acque.

 

"Strano presagio - sostiene la Cisl Fp del Trentino - la Provincia dà i numeri sugli stipendi dei dirigenti e del personale proprio a ridosso del secondo incontro sul rinnovo del contratto; cifre ottenute mettendo tutto assieme: sistema delle voci fisse e continuative, quelle legate all'attività e al sistema d'indennità, considerando profili professionali differenti che implicano rischi differenti. Tenendo indistinto il salario legato all'anzianità, altre forme di retribuzione legate alla prestazione diurna e notturna".

 

"Un coacervo di numeri - continua il sindacato - in un panorama dove da sette anni si dimostra, e si evince facilmente, che la stragrande maggioranza di lavoratori, che si occupano di una miriade di competenze che sono assegnate alla nostra autonomia, sono concentrati in una forbice di stipendi lordi medi (da non dimenticare) dai 22.000 ai 29.000 euro lordi annui dei funzionari, il che si traduce in stipendi netti che vanno da 1.150 a 1.600 netti al mese, retribuzioni bloccate da 7 anni".

"Sappiamo per certo, aspetto che spesso si tende a dimenticare, che il pubblico impiego, in Trentino, ha garantito, anche negli anni della crisi, un sistema di qualità dei servizi sul territorio ed alla comunità che ci ha visto arrivare ai primi posti in Europa e al primo posto in Italia. I tabellari del contratti non si sono modificati in sette anni, sono quelli previsti  nei vecchi contratti, la Provincia di Trento deve partire da quel dettato contrattuale rimasto immutato".

"Dai dati forniti - prosegue l'analisi la Cisl Fp Trentino - risulta un calcolo che ricorda molto il pollo di trilussa: la stragrande maggioranza, risulta dalla statistica, ha mangiato un pollo, anche se, per la verità, c’è chi ne ha mangiati due o tre, e chi nemmeno uno: vedasi sistema della politica, dirigenti generali e giornalisti".

"Speriamo che la comunicazione della Provincia di Trento sia solo una coincidenza, uno strano presagio che comunque ci preoccupa: l’attuazione di  meccanismi politici direzionali che hanno preso il posto della coesione sociale, del riconoscimento del servizio pubblico e del lavoro pubblico, aspetti questi che qualcuno, a partire dai sistemi di reclutamento (per l'accesso ci vuole il concorso) vuole da tempo liquidare".

"La Cisl FP Trentino - conclude il sindacato - riafferma con forza, aldilà della demagogia, la necessità di riconoscere ai dipendenti pubblici un contratto dignitoso".

 

 

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