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Trasporti, i sindacati contro Gilmozzi: "Autisti per vendere biglietti? Non esiste nessun accordo"

Mentre il Tar ha spostato al 28 ottobre la decisione sulla cauzione (da 1 milione e 675 mila euro) che il Cta dovrebbe alla Provincia i sindacati insorgono contro l'assessore: "In consiglio ha fatto una fuga in avanti. Con noi nessun accordo". L'Usb: "Il referendum in Trentino trasporti è comunque una farsa"

Di Luca Pianesi - 15 settembre 2016 - 19:59

TRENTO. Trasporti nel caos. Mentre ieri il Tar di Trento ha rimandato al 27 ottobre ogni decisione sulla cauzione versata dal Cta (Consorzio trentino autonoleggiatori) da 1.675.456 euro alla Provincia, cauzione corrispondente al 2% dell’importo a base di gara per il servizio scuolabus (soldi che dovrebbero da bando dovrebbero spettare alla Provincia perché la gara è saltata per colpa dello stesso consorzio visto che non aveva segnalato che un suo consorziato aveva dei precedenti penali), le anticipazioni dell'assessore ai trasporti Mauro Gilmozzi fatte in questi giorni in consiglio provinciale rischiano di far saltare la trattativa tra i sindacati e Trentino trasporti.

 

“Le misure annunciate dall'assessore Mauro Gilmozzi su sicurezza e contrasto all'evasione tariffaria sui bus sono solo un'ipotesi – comunica Stefano Montani della Cgil -. Ad oggi il sindacato non ha firmato nessun accordo con Trentino Trasporti. Abbiamo, semplicemente, elaborato un piano di misure che tra venerdì 16 e lunedì 19 saranno sottoposte a tutti i lavoratori”. Non è piaciuta, infatti, ai sindacati la fuga in avanti dell'assessore, che per rispondere ad un'interrogazione a risposta immediata ha spiegato che è già in programma per ottobre l'utilizzo di alcuni autisti (quelli sulle linee 14 e 17) come, anche, venditori dei biglietti. “Gilmozzi è andato oltre quanto effettivamente concordato – spiegano i sindacati unitari in una nota congiunta riferendosi all'ipotesi d'intesa raggiunta con la Provincia il 7 settembre - con le organizzazioni dei lavoratori. I sindacati ribadiscono inoltre che l'ipotesi di accordo prevede soprattutto la stabilizzazione dell'organico degli autisti del servizio urbano di Trento che permetterà di migliorare l'attuale turnistica”.

 

Per questa ragione le sigle sindacali non condividono le modalità dell'assessore. “L'ipotesi che abbiamo condiviso con la Provincia e Trentino Trasporti – chiariscono i segretari provinciali Stefano Montani, Massimo Mazzurana (Fit Cisl), Nicola Petrolli (Uiltrasporti), Michele Givoli (Faisa Cisal) e Roberto Pedrotti (Orsa) – prevede, così è scritto, 'la verifica della disponibilità del personale viaggiante del servizio urbano a procedere ad una fase di sperimentazione della vendita e del controllo dei titoli di viaggio a bordo dei mezzi con modalità che saranno successivamente individuate'. Affermare pubblicamente che da ottobre gli autisti venderanno i biglietti, su quali linee e in che modalità, è mettere il carro davanti ai buoi. Per noi resta un mistero con chi l'assessore Gilmozzi abbia concordato queste misure così dettagliate”.

 

Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa chiariscono, dunque, che nessuna delle nuove misure antievasione è stata discussa nel dettaglio con i rappresentanti dei lavoratori, né si è ancora avviata una riflessione congiunta su come calarle nella realtà. Chi è comunque contrario alla proposta di accordo è l'Usb: “Venerdì 16 e lunedì 19 avrà luogo il referendum con cui i lavoratori di Trentino Trasporti Esercizio dovranno esprimersi per il no o per il si sull'ipotesi di accordo sottoscritta dagli altri sindacati con l'azienda. Noi lo reputiamo  peggiorativo per i lavoratori e per le loro condizioni di vita; infatti  nello stesso sono contenuti l'aumento dell'orario lavorativo,  l'introduzione della bigliettazione a bordo, l'eliminazione del tempo di post, oltre a dei paletti per la formazione turni che se applicati con le percentuali massime permesse, faranno registrare turnazioni peggiori  di quelle ad oggi in vigore. Tutto questo per avere in cambio 10 posti a tempo determinato come  verificatori, 3 turni di servizio in più e un adeguamento della pianta organica”.

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