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Voucher, Boeri: "Con quelli nuovi introduciamo il salario minimo garantito". Ianeselli: "Sono simili ai vecchi e non c'è stato confronto"

Il presidente dell'Inps promuove il nuovo strumento mentre la Cgil, anche quella del Trentino, lo boccia categoricamente. In realtà i cambiamenti ci sono. Eccone alcuni

Di Luca Pianesi - 03 giugno 2017 - 18:08

TRENTO.  "Con i nuovi voucher viene introdotto per la prima volta in Italia il salario minimo garantito", questa la frase detta da Tito Boeri giovedì al Festival dell'Economia di Trento. Una promozione a pieni voti, quella del presidente dell'Inps, per quanto il Governo vorrebbe approvare in tempi il più rapidi possibile. Una bocciatura piena invece arriva dalla Cgil anche del Trentino. "I nuovi voucher assomigliano molto ai vecchi - spiega il segretario Franco Ianeselli - e stanno arrivando in assenza del minimo confronto con le parti sociali, e dunque nella completa indifferenza a quel dialogo sociale cui pure dovrebbero ispirarsi tutti i paesi europei. L’emendamento votato con la manovra di bilancio non fa altro che resuscitare i voucher, che il governo aveva abolito per decreto al solo scopo, a questo punto, di evitare un referendum per la quale si erano mobilitati tre milioni di cittadini e cittadine".

 

Per questa ragione il prossimo 17 giugno la Cgil organizza una grande manifestazione nazionale a Roma, per dire no ai voucher e per chiedere il rispetto del diritto dei cittadini di esprimersi. Anche da Trento e Rovereto partiranno dei pullman. E intanto la Cgil trentina come tutte le camere del lavoro in Italia sta raccogliendo le firme per un appello al presidente della Repubblica, "per chiedere - comunicano - di non firmare un provvedimento che non rispetta la consultazione referendaria, prendendosi gioco della volontà di moltissimi italiani".

 

In realtà i cambiamenti rispetto al passato ci sono (molto interessante il fact checking fatto su ilFoglio.it dal trentino Lorenzo Borga). Uno dei problemi dei vecchi voucher, infatti, era che per il datore di lavoro non era previsto alcun limite economico all'utilizzo di questo strumento. Erano, infatti, i lavoratori che non potevano superare i 7000 euro di retribuzione per lavoro occasionale in un anno. Le nuove norme prevedono, invece, limiti di 5000 euro l’anno per i datori di lavoro e per i lavoratori, i quali non potranno però riceverne più della metà dallo stesso committente. Inoltre è fissato un tetto massimo di ore (280) all’anno per ogni lavoratore occasionale e di 4 ore giornaliere per i lavoratori retribuiti dalle imprese tramite PrestO (acronimo di Prestazione Occasionale). 

 

voucher di prima, inoltre, non prevedevano alcun tipo di garanzia per il lavoratore se non la copertura Inail per infortuni e quella previdenziale e quindi il voucher valeva 7,50 euro netti (10 a lordo delle tasse). I nuovi voucher, invece, hanno un valore lordo di 12 euro e netto di 10 (9 per le Prestazioni Occasionali) e all'interno dovrebbero prevedere anche una disciplina su riposi e pause lavorative. Se poi prima i vecchi voucher potevano essere acquistati un po' ovunque (online, dal tabacchino, negli uffici postali) e venivano utilizzati dopo che erano attivati con un sms un’ora prima dell’inizio della prestazione, i nuovi avranno un diverso funzionamento e tutto passerà sotto la "lente" dell'Inps.

 

Le famiglie avranno una carta prepagata, ricaricabile sul sito Inps, con cui poter retribuire i prestatori di lavoro occasionali. E si procederà alla comunicazione telematica dei dettagli della prestazione entro il terzo giorno del mese successivo allo svolgimento della prestazione. Le imprese, invece, dovranno trasmettere almeno un’ora prima dell'inizio della prestazione i dettagli della stessa e le ore lavorate, che non potranno superare le 4 a giornata. Insomma, i cambiamenti ci sono. E va detto che praticamente ovunque esistono strumenti simili o equivalenti, strumenti che servono ai datori di lavoro a pagare, non in nero, prestazioni di lavoro occasionali (si pensi ai "mini-job" tedeschi o ai "titres de service" belgi). Sul metodo, invece, non si discute: i nuovi voucher verrebbero (ancora nulla è fatto, si deve passare al Senato) introdotti senza il necessario coinvolgimento delle parti sociali

 

"Il festival dell’economia è un momento straordinario di confronto - conclude Ianeselli, critico con le dichiarazioni di Boeri - ma sul lavoro occasionale avremmo voluto che il confronto fosse aperto prima di tutto con le parti sociali. Questo provvedimento è sbagliato nel metodo e nel merito. È una questione di democrazia". 

 

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