Covid, l’allarme di Coldiretti: “Con la zona gialla a rischio il lavoro di 53mila locali, i cenoni di Natale e Capodanno potrebbero essere cancellati”
Bertolaso preoccupato per le piste da sci punta il dito contro Trentino e Alto Adige. Coldiretti: “L’impatto negativo della reintroduzione della zona gialla si trasferisce a cascata sull’intera filiera con effetti negativi sull’intero indotto delle vacanze in montagna”

TRENTO. A causa dell’aumento dei contagi i tradizionali cenoni di Natale e di Capodanno rischiano di saltare. A lanciare l’allarme Coldiretti che stima in circa 53mila i locali, fra ristoranti, trattorie, pizzerie e agriturismi, che si trovano in quei territori che rischiano di passare in zona gialla e cioè Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto e Valle d’Aosta.
Questo almeno è quanto emerge da un’analisi di Coldiretti sugli effetti dell’eventuale cambio di colore di una vasta area dell’Italia con il limite massimo dei 4 posti a sedere per tavolo tra non conviventi, proprio alla vigilia delle feste di fine anno. Con il passaggio in zona gialla, evidenzia Coldiretti, tornerebbe obbligatorio l’uso di mascherine all’aperto a eccezione dei bambini sotto i sei anni e di chi fa sport, ma anche il limite di 4 persone per tavolo al chiuso in bar e ristoranti, anche per le feste e i ricevimenti.
“Il limite dei posti a tavola – continua la Coldiretti – è una misura di sicurezza che ha ripercussioni sul bisogno di convivialità degli italiani ma pesa anche sugli incassi della ristorazione dopo le pesante perdite subite a causa della pandemia Covid”.
Una misura dunque, che rischia di gravare sulle decisioni dei 10 milioni di italiani che lo scorso anno hanno rinunciato a viaggiare nel periodo delle feste di fine anno per raggiungere parenti, amici o fare vacanze. Come fanno notare da Coldiretti, inoltre gran parte di queste regioni sono anche importanti destinazioni del turismo invernale.
Sul tema è intervenuto anche il responsabile della campagna vaccinale in Lombardia, Guido Bertolaso che, intervenendo ai microfoni di Zapping la trasmissione di Rai Radio1, ha invocato misure straordinarie per salvare la stagione invernale. “La situazione delle coperture vaccinali nelle provincia di Bolzano e di Trento è ampiamente inferiore al 10% della media nazionale, non vorrei che venisse impedito di andare a sciare sulle Dolomiti da colorazioni particolari”, ha affermato. “Se io fossi a ragionare come responsabile del governo per quei territori – ha aggiunto Bertolaso – cercherei di mettere in piedi tutte le misure possibili per evitare questo rischio. Noi non andremmo a sciare ma per loro sarebbe una rovina, il secondo anno di piste chiuse forse sarebbe insostenibile. E mi stupisco che non si stiano cercando di adottare tutte le misure, anche le più drastiche per consentire a tutti di frequentare quei luoghi splendidi”.
Come ricorda Coldiretti invece tra le destinazioni turistiche a pagare il prezzo più alto lo scorso anno era stata proprio la montagna con 3,8 milioni di italiani che non avevano potuto raggiungere le piste da sci “con effetti – precisa la Coldiretti – sull’intero indotto delle vacanze in montagna, dall’attività dei rifugi alle malghe con la produzione dei pregiati formaggi”. Proprio dal lavoro di fine anno dipende buona parte della sopravvivenza delle strutture agricole.
“L’impatto negativo della reintroduzione della zona gialla si trasferisce a cascata sull’intera filiera un terzo della spesa turistica in Italia è destinato all’alimentazione con il cibo che rappresenta per molti turisti la principale motivazione del viaggio”.












