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Covid, sindacati preoccupati sul Pnrr: ''In Alto Adige c'è un confronto. In Trentino un muro di gomma e si aspetta Roma: in ballo c’è lo sviluppo futuro della nostra comunità''

I sindacati Cgil, Cisl e Uil preoccupati sul silenzio di piazza Dante in materia Pnrr. Grosselli, Bezzi e Alotti: "I progetti e risorse vanno oltre questa legislatura. Siamo davanti a un’occasione storica e irripetibile per spingere uno sviluppo sostenibile, sociale e ambientale della nostra terra"

Pubblicato il - 18 ottobre 2021 - 13:44

TRENTO. "In Alto Adige è stato aperto il confronto, in Trentino c'è invece un muro di gomma". Così Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil). "C'è in ballo lo sviluppo futuro della nostra comunità: i progetti e le risorse vanno oltre questa legislatura".

 

Non è la prima volta che le parti sociali intervengono per chiedere trasparenza e coinvolgimento sulle risorse e sulle priorità per il Trentino. "Oggi - spiegano Grosselli, Bezzi e Alotti - Arno Kompatscher incontra i sindacati altoatesini per discutere di Pnrr. Da due mesi chiediamo un analogo confronto al presidente Maurizio Fugatti per condividere le priorità del piano di rilancio e resilienza e per individuare insieme meccanismi di monitoraggio sull’attuazione di progetti e di interventi, purtroppo senza ricevere alcuna risposta ufficiale se non vaghe disponibilità".

 

A preoccupare i sindacati sono le modalità di ripartizione delle risorse e l'assenza di indicazioni sui progetti e le innovazioni che si intendono perseguire per uscire dalla crisi. "Così - aggiungono - mentre in Alto Adige si valorizzano le prerogative dell’Autonomia e si anticipa quanto avverrà a livello nazionale, in Trentino tutto resta incomprensibilmente immobile. Eppure le ricadute sul mondo del lavoro e in termini di investimenti pubblici saranno importanti".

 

Non nascondono il loro disappunto Cgil, Cisl e Uil per il silenzio di piazza Dante sulla gestione delle ricadute locali del Pnrr: "Il punto è che non si tratta di una normale operazione di attribuzione di fondi nazionali ed europei ai territori. Siamo davanti a un’occasione storica e irripetibile per spingere uno sviluppo sostenibile, sociale e ambientale della nostra terra. Un’opportunità che non appartiene a nessuno se non all’intera collettività e che non si esaurirà nell’arco di questa legislatura. Si sta discutendo di porre le basi di progetti per definire il Trentino in una prospettiva almeno decennale”.

 

Per i confederali, il piano nazionale di ripresa e resilienza da una parte, la necessità di lasciarsi alle spalle l’emergenza Covid dall’altra, rendono inevitabile che istituzioni, sindacato e imprese convergano su una serie di priorità all’interno di una visione unitaria e condivisa di sviluppo

 

"Quello che risulta incomprensibile - proseguono Cisl, Cisl e Uil - è che la Giunta, di fatto, ignori che il parlamento ha votato un modello condiviso per la governance del Pnrr stabilendo che si dovrà arrivare alla definizione di un protocollo sottoscritto con le parti sociali sul monitoraggio e l’attuazione dei programmi, anche a livello territoriale. L’Alto Adige non aspetta, così con oggi avvia questo percorso. Il Trentino ancora una volta congela le prerogative dell’Autonomia e resta in attesa che le decisioni arrivino da Roma".

 

Non solo, i sindacati mettono l’accento anche sul tema delle riforme. “Il governo nazionale sta marciando a ritmi sostenuti per dare al Paese le riforme di cui ha bisogno e senza le quali si rischia di compromettere l’impatto del Pnrr sullo sviluppo. Anche su questo non possiamo che constatare l’immobilismo dell’esecutivo Fugatti: nessun progetto di riforma sembra pronto a essere concretizzato e così si rischia di lasciare 'senza carburante' la macchina della ripresa economica locale”, concludono Grosselli, Bezzi e Alotti.

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