Contenuto sponsorizzato

Per i lavoratori dipendenti possibili agevolazioni in busta paga o tramite la dichiarazione dei redditi: ecco chi ne ha diritto e come funziona

La prima agevolazione consiste in un trattamento integrativo del reddito pari a 100 euro mensili e sostituisce il cosiddetto “bonus Renzi” da 80 euro. Per chi percepisce un reddito annuo superiore ai 28.000 euro, invece, si ha diritto a una detrazione dall’imposta lorda che decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro

Di Spazio autogestito Acli - 28 maggio 2021 - 10:54

TRENTO. A partire dal 1° luglio 2020 i lavoratori dipendenti e assimilati con un reddito complessivo non superiore ai 40.000 euro, possono beneficiare di due diverse agevolazioni fiscali: il trattamento integrativo (ex bonus Renzi) e un’ulteriore detrazione fiscale. Chi ha diritto a queste agevolazioni, ma non ne ha beneficiato direttamente in busta paga, può vedersele riconosciute in fase di dichiarazione dei redditi.

 

La prima agevolazione consiste in un trattamento integrativo del reddito pari a 100 euro mensili e spetta ai lavoratori dipendenti e assimilati con reddito annuo fino a 28.000 euro a partire dal 1° luglio 2020 e per le mensilità successive. Questa misura sostituisce il cosiddetto “bonus Renzi” da 80 euro, che per l’anno 2020 è comunque valido per gli stipendi erogati da gennaio a giugno.

 

I lavoratori dipendenti e assimilati che percepiscono un reddito annuo superiore ai 28.000 euro, invece, hanno diritto a una detrazione dall’imposta lorda che decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui di reddito complessivo. In pratica, gli 80 euro mensili si riducono sempre più, ma comunque spettano anche in minima parte.

 

L’applicazione in busta paga del trattamento integrativo non è subordinata ad una richiesta esplicita da parte del lavoratore, ma viene effettuato automaticamente dal datore di lavoro. Tuttavia, sempre più frequentemente si possono verificare dei casi in cui il potenziale beneficiario della misura fiscale non venga corrisposto.

 

Ciò accade perché, all’inizio dell’anno o del rapporto di lavoro, tra le tante autocertificazioni che vengono richieste dal datore di lavoro, il dipendente non indica per errore o per le oggettive difficoltà nella compilazione, la volontà di beneficiare delle agevolazioni. In questi casi nulla è perduto, i bonus possono essere riconosciuti in fase di dichiarazione dei redditi. Da qui l’importanza, anche per quei soggetti che sono sempre stati esonerati dal fare il 730, di verificare l’ottenimento del beneficio.

 

CAF ACLI è a disposizione per verificare la tua situazione specifica e valutare l’opportunità di presentare il 730. In sede, su appuntamento (0461 277277 – caf@aclitrentine.it) o a distanza (il730.online).

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 24 luglio 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Politica
25 luglio - 06:01
La decisione del Cio è quella di inserire la disciplina nel programma della kermesse a cinque cerchi del 2026. Il via libera è arrivato a [...]
Cronaca
25 luglio - 08:42
I carabinieri si trovavano sul posto per regolare la viabilità dopo che su quel tratto di strada era avvenuto un primo incidente. A un certo punto [...]
Economia
24 luglio - 16:50
Gianni Battaiola (presidente Asat): "Le norme sul Green pass generano confusione perché arrivano a stagione in corso. Ma naturalmente rimane [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato