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Turismo, Asat spinge per ripartire: ''Settore stremato. Si punti su digital green pass e zone Covid-free se non vengono allentate le restrizioni contro l'epidemia''

Un comparto strategico per il Pil provinciale sostanzialmente fermo da mesi, i dati registrati nel 2020 indicano, un arretramento di circa 30 anni per quanto riguarda le presenze e quest'anno, ancora caratterizzato dall'emergenza Covid, è iniziato già in salita. Battaiola: "C'è una grande voglia di ripresa, di vacanza, di mobilità e di socialità. Ma attualmente non abbiamo strumenti per poterci risollevare"

Di L.A. - 27 marzo 2021 - 13:14

TRENTO. "E' una situazione davvero allarmante". Queste le parole di Giovanni Battaiola, presidente di Asat. "Il settore del turismo è in grave crisi". Un comparto strategico per il Pil provinciale sostanzialmente fermo da mesi, i dati registrati nel 2020 indicano, anzi, un arretramento di circa 30 anni per quanto riguarda le presenze e quest'anno, ancora caratterizzato dall'emergenza Covid, è iniziato già in salita (Qui articolo).

 

Un azzeramento dovuto alla stagione invernale mai iniziata e una Pasqua già cancellata. Il governo intende poi prolungare le restrizioni anche per tutto il mese di aprile e quindi sono molte le incertezze per il sistema turistico. La stima è quella di perdere il 70% del bilancio annuale per quanto riguarda le località di montagna che vivono di sci alpino, ma la contrazione si allarga anche ai laghi che vede già un periodo clou fortemente intaccato dalla situazione epidemiologica.

 

"Questi dati - aggiunge Battaiola - potrebbero però peggiorare, la speranza è quella che l'estate del 2021 possa accogliere gli stessi flussi del 2019 e non quella del 2020 in cui arrivi e presenze sono andati in flessione per le restrizioni. Si verificano in questo momento le stesse condizioni dell'anno scorso, quando è andato perso il 50% del bilancio. C'è una grave situazione che riguarda le 'città d'arte' del Trentino".

 

Insomma, il comparto è stremato. "C'è una grande voglia di ripresa, di vacanza, di mobilità e di socialità. Ma attualmente - prosegue Asat - non abbiamo strumenti per poterci risollevare: il blocco della mobilità non ci permette di lavorare, l’ultimo Decreto sostegni non è 'tarato' sulle perdite cui sono andate incontro le strutture ricettive, le moratorie sono in scadenza e questo comporta un problema di liquidità. Inoltre difficilmente ci sarà un 'liberi tutti' dopo Pasqua e questo si traduce ancora in instabilità per il prossimo futuro".

 

Per questo motivo, Asat punta all’introduzione del “green pass” che consenta lo spostamento tra Regioni e tra Stati. "In questo modo - dice Battaiola - potrebbero venire autorizzati gli spostamenti anche tra 'zone rosse' per motivazione di vacanza e di turismo, all’interno di protocolli già sperimentati che funzionano. Poi è necessario l’inserimento dei lavoratori del turismo nelle categorie prioritarie per ricevere il vaccino. E se i tempi non fossero sufficienti prima dell’inizio della stagione estiva pensiamo all’istituzione in Trentino di strutture ricettive o zone turistiche Covid-free, caratterizzate da un livello di sicurezza per gli ospiti estremamente elevato (più di quello standard)".

 

Negli scorsi giorni, in questo contesto difficilissimo per il settore, l'assessore in Aula è intervenuto per spiegare che "la tassa di soggiorno la paga il turista, se non può permettersi 1-2 euro in più meglio che non venga in Trentino e vada da un’altra parte" (Qui articolo). "Non commento in quanto non mi compete, anche perché storicamente non siamo favorevoli a questa misura perché è una tassa - evidenzia il presidente di Asat - ritengo che questo comunque non sia un problema, se un cliente ci dovesse scegliere in base a questo requisito, allora avremmo sbagliato qualcosa a livello di sistema".

 

Ristori a sostegno delle imprese. "Avevamo - spiega il numero uno di Asat - grandi aspettative riguardo all’ultimo Decreto sostegni. Le perdite cui devono far fronte le aziende turistiche sono molto importanti, ma il Decreto sostegni interviene solo per le perdite certificate nel 2020 (sulla base di un confronto col 2019). A gennaio e febbraio 2020 le imprese turistiche che operano nelle località di montagna hanno potuto lavorare: molte di loro, perciò, non avranno diritto ai ristori in questione perché non possono certificare una sufficiente perdita di fatturato, mentre comunque hanno perso l’intera stagione invernale 2020/2021".

 

Il presidente Battaiola ricorda, poi, il fondo di 700 milioni di euro riservato alla "montagna". "Gli impiantisti - continua Battaiola - sono convinti che il 70% di tale fondo sia loro riservato. Ritengo, tuttavia, che tutta la filiera del turismo vada ristorata in maniera idonea, poiché è l’intera filiera a essere in crisi".

 

Un nuovo Decreto sostegni potrebbe, a breve, arrivare dallo Stato a favore delle aziende, e si potrebbe basare sullo scostamento di bilancio 2021 con circa 20 miliardi di euro a disposizione. "Tuttavia - chiarisce il presidente - i 32 miliardi di euro già stanziati con lo scostamento sul bilancio 2021 sono serviti, per quest'anno, soprattutto per sostenere il lavoro. Non possiamo, però, attendere il 2022 per capire come verranno impiegati per ristorare la stagione invernale le nuove risorse stanziate nello scostamento di bilancio 2021".

 

L'associazione di categoria ha precisa di avere buone aspettative in merito al Fondo provinciale di 350 milioni di euro che verranno messi a disposizione delle imprese. "L’assessore Roberto Failoni - evidenzia Battaiola - ha confermato che i ristori verranno parametrati sui costi fissi sostenuti dalle imprese nel periodo tra il 1 novembre 2020 e il 31 aprile 2021. Questo ci fa sperare in un reale sostegno e in una corretta perequazione: finalmente si interviene sui dati reali delle imprese. Chiediamo che una buona parte dei 350 milioni in questione sia riservata al mondo alberghiero e del ricettivo".

 

Imprese e liquidità. "E' necessario - dichiara Battaiola - porre attenzione al discorso della liquidità per salvare le imprese. Nel Decreto sostegni non c’è nulla e le moratorie iniziano a scadere le moratorie in questi mesi. L’Asat ha scritto una lettera alla Provincia per portare avanti ragionamenti locali, anche se poco si può fare: il passo deve essere fatto a livello nazionale ed europeo ottenendo l’autorizzazione dell’Eba (Autorità bancaria europea)". Senza liquidità le imprese, infatti, rischiano di affondare.

 

Il tentativo, però, è quello di rilanciare il comparto. "Serve una manovra che consenta il superbonus del 110% sulle ristrutturazioni, e non solamente sulla parte esterna degli edifici ma anche sui lavori eseguiti internamente. Oltre all’erogazione di credito a lungo periodo a tassi agevolati al fine di sostenere gli investimenti. Sono convinto - dice Battaiola - che il turismo non possa continuare a 'subire' questa situazione di stallo e incertezza continua. E nemmeno possa proseguire con continue richieste di ristori adeguati alla delicata situazione. E' fondamentale predisporre un 'digital green pass' che autorizzi la mobilità tra Regioni e tra Stati a fronte della certificazione di vaccino anti-Covid eseguito, o della presenza di anticorpi o con test anti-Covid negativo".

 

In questo contesto, Asat e Federlaberghi hanno stipulato una convenzione con Federlab Italia, associazione nazionale di categoria alla quale aderiscono circa 2.000 strutture sanitarie di medicina di laboratorio accreditate con il servizio sanitario nazionale, per lo svolgimento di tamponi in hotel. "Questo può essere utile per chi deve rientrare a casa dopo un soggiorno in hotel, oppure per chi fa soggiorni lunghi (al fine di ripetere il tampone dopo alcuni giorni di permanenza in hotel). Inoltre in Trentino si sperimentano anche i test salivari".

 

L’Asat siede al Tavolo provinciale Covid e ha formalmente richiesto che, dopo le categorie fragili, vengano inseriti per la vaccinazione prioritaria gli addetti del settore turistico. "Non abbiamo una risposta, ancora", conclude Battaiola. "Ma mi spaventano i tempi. In attesa della vaccinazione, sarebbe nostra idea creare delle zone (comuni, valli) o dei gruppi di hotel 'Covid-free', dotati di un protocollo stringente, con accorgimenti maggiori rispetto al protocollo standard, e ben definito al fine di garantire una vacanza ancora più sicura agli ospiti. Restiamo comunque fiduciosi nel futuro".

 

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