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Ultimata la messa in sicurezza della ciminiera ex Manifattura Tabacchi di Rovereto, simbolo dell'industrializzazione della Vallagarina

Alto 42 metri, il manufatto simbolo dell’industrializzazione in Vallagarina è stato rinforzato contro il rischio sismico e il naturale deterioramento del tempo. Un intervento da quasi 418 mila euro per i lavori per il restauro conservativo, la messa in sicurezza e l’adeguamento della ciminiera oggi hub dell’innovazione sostenibile di Trentino Sviluppo

Pubblicato il - 02 agosto 2021 - 13:18

ROVERETO. E' stata ultimata la messa in sicurezza della ciminiera dell'ex Manifattura Tabacchi di Rovereto. Alta più di 42 metri e costruita 108 anni fa, la struttura è emblema e memoria di un luogo, Borgo Sacco, e di un’epoca. Da qui la necessità di preservarla al meglio e di prevenire il naturale deterioramento dovuto all’azione del tempo e degli elementi atmosferici. Gli interventi sono andati a stabilizzare le fondamenta, ma anche a rinforzare la canna fumaria grazie all’installazione di una struttura in acciaio interna.

 

Sono appena terminati, entro fine luglio come previsto dal contratto, i lavori per il restauro conservativo, la messa in sicurezza e l’adeguamento sismico della Ciminiera dell’ex Manifattura Tabacchi di Rovereto, oggi hub dell’innovazione sostenibile di Trentino Sviluppo.


L’azione deteriorante della pioggia e della neve è stata invece ridotta grazie alla chiusura del foro in copertura tramite un sottile pannello di vetro temperato. I lavori, per un valore complessivo di quasi 418 mila euro, sono stati eseguiti dalla ditta Fratelli Galli di Rovereto.

 

Alta 42,62 metri, con un diametro di 3,80 metri alla base e 2,45 metri alla sommità, la Ciminiera, ben visibile dalla città, è situata nell’angolo sud-ovest dell’ex Manifattura Tabacchi di Rovereto lungo via delle Zigherane. Costruita nel 1913, ha resistito a entrambe le guerre mondiali e forse è tra gli elementi più rappresentativi dell’anima storica del sigarificio.

 

Per preservarla dal rischio sismico e dal naturale deterioramento dovuto all’azione del tempo e degli elementi atmosferici, a fine 2020 Trentino Sviluppo ha avviato il restauro conservativo del manufatto.


"Dal punto di vista tecnico – spiega Nicola Polito, direttore operativo di Trentino Sviluppo – è stato un intervento delicato, ma necessario, perché si è trattato di preservare un pezzo di storia della tradizione industriale roveretana e, più in generale, trentina, innestato nei nuovissimi spazi produttivi Be Factory. Un incontro, dunque, tra passato e futuro manifatturiero e una sicura fonte d’ispirazione per gli startupper e i ricercatori che oggi si affacciano al mondo dell’imprenditoria in Progetto Manifattura. Senza contare l’impatto simbolico, paesaggistico e affettivo che la torre della Ciminiera, tutelata dalle Belle Arti, ha per gli abitanti di Borgo Sacco e in generale della Vallagarina".

 

I lavori, per un valore complessivo di 417.864 euro, sono terminati sabato 31 luglio. Sono stati eseguiti dalla ditta roveretana Fratelli Galli, con l’ingegner Roberto Lorenzi – che aveva curato anche le verifiche sulla Ciminiera e la progettazione del restauro – come direttore lavori e l’ingegner Ivan Veronesi come coordinatore della sicurezza. 

 

Nello specifico, l’intervento conservativo si è articolato in tre momenti. Anzitutto sono state stabilizzate le fondamenta grazie alla realizzazione di micropali posizionati lungo il perimetro fondazionale e collegati sulle teste da cordoli in cemento armato. Anche la canna del camino è stata rinforzata dal punto di vista sismico, grazie all’installazione di una struttura in acciaio interna. Da ultima, è stata realizzata una scala esterna in cemento armato. I gradini e le copertine dei muri di contenimento sono stati rivestiti in pietra della Lessinia, nel rispetto del contesto storico-architettonico della Ciminiera stessa.


Al fine di evitare il degrado delle strutture installate all’interno della canna per effetto degli agenti atmosferici, il foro a copertura della Ciminiera è stato chiuso tramite un vetro chiaro, temperato e stratificato, dello spessore di 20 millimetri. In corso d’opera, ci è resi conto, infine, della necessità di intervenire con l’ulteriore restauro, ultimato proprio in questi giorni, di una fascia di circa 2,5 metri sulla sommità della struttura, finalizzato al consolidamento degli elementi in laterizio pericolanti.

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