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Cassa Rurale Vallagarina, Borghetti si candida per la presidenza: “Primo obiettivo ripristinare rapporto di vantaggio per i soci, servono forze fresche”

Originario di Borghetto all'Adige, classe '85, dottore commercialista, Borghetti si candida per la presidenza del Cda, che verrà rinnovato a maggio: “Sono diventato socio vincendo una borsa di studio mentre ero all'università, nel tempo credo di aver maturato preparazione ed esperienza grazie alle opportunità ed all'investimento fatto a suo tempo dai soci sulla mia figura”

Di F.S. - 01 febbraio 2022 - 19:37

TRENTO. “Non sarò il candidato 'del Consiglio', non sono raccomandato in Cassa, nasce tutto da una mia iniziativa e dalla richiesta della base sociale. Ora è tutto in mano ai 7.900 soci della Cassa Rurale Vallagarina: credo sia questo il momento per l'arrivo di forze fresche in Cda”. Sono queste le parole di Antonio Borghetti, classe '85, quando mancano ormai pochi mesi al rinnovo del Consiglio d'amministrazione della Cassa rurale della Vallagarina, in arrivo a maggio, per il quale il 36enne si è candidato alla presidenza. “Vivo a Rovereto ma sono originario di Borghetto – specifica lui – e sono diventato socio mentre stavo studiando Economia all'Università, dopo aver vinto una borsa di studio”. Appena abilitato alla professione, i soci della Cassa hanno dato fiducia a Borghetti eleggendolo prima Sindaco effettivo, a soli 27 anni, per poi nominarlo Presidente del Collegio sindacale, carica che ha ricoperto dal 2016 al 2019.

 

“A mio avviso l'obiettivo della Cassa – continua lui – dev'essere di rispettare la sua mission statuale: dare quindi occasioni di credito ai propri soci che siano migliori di quelle offerte dal mercato, ripristinando un rapporto di vantaggio per i soci. Oggi invece, vengono spesso offerte condizioni a tassi d'interesse maggiori rispetto a quelli delle banche nazionali, il tutto mentre si presentano alla fine dell'anno utili di 3,4 addirittura 5 milioni di euro, bilanci anacronistici che di fatto si riflettono sul trattamento subito da soci e clienti. Un altro tema che deve poi essere affrontato è quello dell'aggregazione: con la Cassa Rurale Alta Vallagarina e Lizzana, per esempio, si è persa una grande occasione”.

 

Secondo Borghetti, che negli scorsi anni è stato anche presidente dei Giovani cooperatori, è fondamentale riuscire a soddisfare contemporaneamente due necessità: “Da un lato fornire servizi innovativi alla clientela più evoluta da un punto di vista digitale e dall'altra invece mantenere un presidio costante sui territori per venire incontro a chi negli anni ha costruito la ricchezza della Cassa rurale Vallagarina”. Insomma, in poche parole è fondamentale coniugare le esigenze dei vari clienti, senza però dimenticare l'obiettivo principale della realtà: garantire condizioni d'accesso al credito favorevoli sul territorio. “In tutto abbiamo 18 sportelli – dice Borghetti – dall'Alto Veronese fino all'Altopiano di Folgaria, è necessario un impegno per aperture costanti e senza appuntamenti, per continuare ad essere un punto di riferimento per i nostri soci sul territorio”. Per quanto riguarda il rinnovo del Cda, continua il commercialista: “Il passaggio dalla Presidenza del Collegio alla Presidenza del Consiglio di Amministrazione è un'evoluzione quasi naturale per la nostra Banca: è già avvenuta nel passato prima con il compianto Sandro Borghetti e da ultimo con Primo Vicentini”.

 

La Cassa, conclude Borghetti: “Sta bene, i numeri sono buoni, sia per quanto attiene alla solidità patrimoniale che per quanto attiene alla redditività, a riprova di una buona gestione ordinaria. Ha una struttura importante composta da oltre 110 dipendenti molto validi e disponibili anche a trasferimenti importanti stante il carattere sovraregionale della banca, con filiali che vanno da Lavarone a Bussolengo nel prossimo futuro. Non sono necessari stravolgimenti, certo è che non aver colto le occasioni aggregative che il territorio ha offerto (con Brentonico, Lizzana, Alta Vallagarina, Alta Vallagarina-Lizzana e Vestenanova) pongono non pochi interrogativi ai soci ed ai clienti, in particolare per un futuro autonomo della Banca, dato che ci si troverà a breve ad operare sullo stesso territorio con colossi come Cassa di Trento e Alto Garda. Ci sono però Casse rurali, come Trento e Valsugana e Tesino, che hanno dimostrato che si può 'essere cassa rurale' anche proponendo condizioni di accesso al credito ottimali”.

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