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Vallagarina
21 settembre | 13:16

Continui rincari, i vignaioli trentini si preparano a aumentare i prezzi del 10%: "Schiavi degli esorbitanti costi di packaging e vetro, cresciuti del 25%"

I rincari si stanno facendo sentire, partendo dal costo del gasolio e arrivando fino a quello dei materiali per la vestizione e lavorazione delle bottiglie di vino. Esorbitanti spese che, ora, conducono a stimare che presto il prezzo di vendita del prodotto finito potrebbe aumentare del 10-12%

TRENTO. "Siamo schiavi di continui e imprevedibili rincari". Così, con una indiscutibile e perentoria affermazione, Clementina Balter, presidente del Consorzio vignaioli del Trentino riassume le difficoltà date dalla pandemia e da una crisi economica che presto si rifletterà anche sul prezzo di vendita delle bottiglie di vino, che potrebbe aumentare del 10-12%.

 

Fra i vari costi che inesorabilmente aumentano, c'è chi si chiede infatti quale potrebbe a breve divenire quello del vino imbottigliato: mix di uve del territorio alle quali quest'anno si mischierà il sapore "dell'incertezza e dei prezzi di materiali ormai saliti alle stelle, con un trend in continuo aumento - sottolinea Balter - qualche giorno fa ho ricevuto un'informativa dedicata al vetro - confessa la presidente del Consorzio vignaioli del Trentino a Il Dolomiti - in questa si leggeva che il costo di questa materia prima, dall'oggi al domani, sarebbe aumentato del 25%".

 

Una situazione, quella che da qualche tempo a questa parte ha reso "gli ordini ai fornitori un enorme punto di domanda", che vede i prezzi di scatole di cartone, gabbiette, capsule, etichette (passate da 10 a 30 centesimi) e nondimeno di bottiglie di vetro aumentare in maniera incontrollabile, "rendendo impossibile qualsiasi tipo di programmazione - dichiara Balter - non sappiamo quale potrebbe essere il prezzo del vetro la prossima settimana, perché continua a cambiare (o, meglio, ad aumentare) e diventa quindi impensabile fare ordini massicci pro futuro. Non ci resta che osservarne le oscillazioni, inermi, acquistando ciò che davvero ci serve".

 

La lista dei rincari che hanno colpito il settore vitivinicolo è lunga e parte dal costo del gasolio per i trattori che nel giro di un anno è passato da 45 centesimi al litro a 1,20 euro, arrivando fino a quello dei materiali "per la vestizione e lavorazione della bottiglia di vino: tutto molto caro, e il vero problema è non sapere quanto tutto ciò potrebbe arrivare a costare la settimana successiva. Le grandi aziende, inoltre, hanno avuto difficoltà a reperire bottiglie di vetro: per le realtà piccole come la nostra, l'azienda agricola Balter di Rovereto, il problema sono invece i prezzi, le quantità riusciamo a ottenerle senza problemi".

 

A unirsi al preoccupante elenco, anche l'energia elettrica, il cui costo "è cresciuto in maniera preoccupante - commenta Balter - le bollette non le abbiamo ancora ricevute ma già ci aspettiamo l'ennesimo salasso, anche e soprattutto perché ci troviamo in fase di vendemmia, momento in cui l'elettricità viene utilizzata molto più del solito". Somma risultante di tutte queste problematiche, sarà "probabilmente un prezzo del vino a bottiglia che si stima possa salire del 10-12% e che già lo scorso anno era lievitato", ammette. 

 

"Non è il prezzo del vino in sé ad essere aumentato, per l'appunto, perché la materia prima ce l'abbiamo in campagna e abbiamo quindi la possibilità di gestircela": a costituire fonte di preoccupazione e rincaro che presto "vedremo con i nostri occhi nelle enoteche o nei ristoranti", il costo di tutto ciò che ruota attorno al nettare di Bacco, 'packaging' in testa.

 

In generale, le bottiglie di aziende agricole piccole, artigianali, "già partono da costi più elevati rispetto alle grandi cantine: ciò significa che, prossimamente, quando verranno vendute in ristoranti o enoteche potrebbero raggiungere prezzi quasi proibitivi - aggiunge la presidente del Consorzio vignaioli del Trentino - siamo certamente schiavi dei fornitori nello stabilire i listini di vendita, ciononostante sarebbe bene non aumentarli troppo, altrimenti si rischia di non riuscire più a rimanere in piedi - conclude amareggiata Balter - a giocare a nostro favore, sicuramente il fatto che il vino è un prodotto non soggetto a immediata deperibilità ma questo non toglie che dovremo continuare a rimanere sull'attenti". 

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