Esplosione dei costi energetici, i molitori: ''Siamo stremati, il fermo produttivo degli impianti si potrebbe allargare perché la situazione non è più sostenibile''
La situazione è delicatissima per diversi settori produttivi tra la crisi economica causata da Covid e quella che deriva dalla guerra in Ucraina. Il peso dei rincari di bollette e di costi energetici, l'aumento generalizzato di diverse materie prime e dei prodotti alimentari hanno già creato gravi problemi. Il presidente di Italmopa: "Una situazione insostenibile, acuita anche dalla corsa senza fine delle quotazioni della materia prima frumento, dei costi della logistica e dei trasporti"

TRENTO. "Le aziende del settore molitorio sono ormai allo stremo". Questo il grido d'allarme di Emilio Ferrari, presidente Italmopa-Associazione industriali mugnai d’Italia (Federalimentare-Confindustria). "Il fermo produttivo di impianti, che si è già verificato in alcuni casi, potrebbe allargarsi molto rapidamente per via della difficoltà a trasferire, seppur solo parzialmente, gli aumenti dei costi energetici sul prezzo delle farine e delle semole. Questi costi si sono quintuplicati rispetto a pochi mesi fa e un ulteriore pesante aggravio è previsto fin dalle prossime settimane a causa del conflitto ucraino".
La situazione è delicatissima per diversi settori produttivi tra la crisi economica causata da Covid e quella che deriva dalla guerra in Ucraina. Il peso dei rincari di bollette e di costi energetici, l'aumento generalizzato di diverse materie prime e dei prodotti alimentari hanno già creato gravi problemi (Qui articolo). Un quadro reso ancora più critico dall'Ungheria decisa a bloccare le esportazioni di grano: ''A rischio la fornitura di farine per pane, pizza e dolci'' e ''Gravi conseguenze anche per il bestiame'' (Qui articolo).
"Una situazione insostenibile - commenta Ferrari - acuita anche dalla corsa senza fine delle quotazioni della materia prima frumento, dei costi della logistica e dei trasporti. E' ormai improcrastinabile l’adozione di misure per limitare l’impatto travolgente dell’esplosione dei costi energetici sul comparto molitorio".
La benzina e il gasolio sono inoltre salita sopra i 2 euro per litro. E l'energia alle stelle, una "situazione allarmante" per Confindustria di Trento, mentre il Gruppo Arcese riferisce di un "rischio stop dell'autotrasporto'' (Qui articolo).
“La redditività del settore molitorio - prosegue Ferrari - peraltro da sempre marginale, è ormai pesantemente negativa. Siamo perfettamente consci del ruolo sociale che riveste il nostro comparto e della rilevanza delle farine e semole nella produzione di alimenti base della nostra dieta quotidiana quali pane e pasta".
Una serie di aumenti che incide a più livelli e in diversi segmenti della produzione. "E' per questo motivo che le aziende del comparto hanno continuato a operare dimostrando grande senso di responsabilità. Ma la situazione non appare più sostenibile e impone di mettere in atto tutte le misure opportune, compresa la fissazione di tetti ai prezzi dell’energia, per consentire la continuità produttiva del comparto molitorio, essenzialmente costituito da piccole e medie aziende familiari", conclude Ferrari.











