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| 21 lug 2022 | 19:54

La domanda di gas dell'Ue diminuirà del 15% entro il 2023. Gli industriali: "Una scelta che potrebbe avere conseguenze economiche disastrose"

In risposta ai ricatti della Russia e a dei prezzi di mercato che non accennano a diminuire, la Commissione europea ha provveduto a elaborare un nuovo piano, proponendo la temporanea  reintroduzione di carbone e diesel nel mix energetico nazionale in sostituzione all'oltremodo costoso gas

BRUXELLES. L’Europa si prepara a ridurre la domanda di gas, che dovrebbe diminuire del 15% tra il primo agosto 2022 e il 31 marzo 2023. Così ha deciso la Commissione europea, che ha inserito tale proposta all’interno del “Piano per salvare l’inverno” in risposta ai recenti ricatti imposti dalla Russia. 

 

Un piano (nel quale è previsto anche lo stato d’emergenza) per la riduzione della domanda di gas, quello di cui si sta discutendo in questi giorni a Bruxelles e dedicato a una materia prima che potrebbe essere presto sostituita attraverso la reintroduzione di carbone e diesel nel mix energetico nazionale: una soluzione temporanea che, secondo i vertici Ue, non dovrebbe tuttavia mettere a rischio gli impegni a lungo termine per la graduale eliminazione del carbone promessi dagli Stati membri.

 

A presentare tale proposta, Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, che ha sottolineato come, nonostante “la Russia ci stia ricattando, l'Europa è preparata: dobbiamo provvedere ad una interruzione integrale del gas russo”, ha infatti dichiarato.

 

Una scelta che si mostra come unica via percorribile in un panorama caratterizzato da un mercato (che vede Gazprom protagonista) che non sembra voler riequilibrare i propri prezzi ma che ha provveduto piuttosto a mantenere a livelli molto bassi gli stoccaggi (riducendo la fornitura di gas) e creando così inevitabili tensioni e conseguenti aumenti dei costi.

 

"In una situazione di emergenza, una solidarietà efficace e tempestiva sarebbe notevolmente facilitata dalla presenza di accordi bilaterali di solidarietà previsti dal regolamento sulla sicurezza dell'approvvigionamento di gas, chiarendo gli adeguamenti tecnici, legali e finanziari per fornire gas ai clienti legalmente protetti dei paesi vicini in caso di crisi - si legge poi nella nota esplicativa della Commissione relativa al nuovo piano - tutti gli Stati membri che non l'hanno ancora fatto dovrebbero portare a termine la preparazione dei necessari accordi di solidarietà il più rapidamente possibile". 

 

Un nuovo pacchetto di proposte che in questi giorni ha fatto storcere il naso e preoccupare gli industriali europei i quali, attraverso la voce di Markus Beyrer, direttore generale di BusinessEurope (associazione degli industriali europei ndr) hanno specificato che "la riduzione forzata della produzione potrebbe avere effetti economici disastrosi e un impatto spesso irreversibile sulle imprese. Tale proposta dovrebbe essere considerata solo come un’opzione di ultimissima istanza”, ha aggiunto Beyrer. 

 

“L’attenzione deve essere rivolta, in primo luogo, a garantire che non si arrivi a una situazione di potenziali future gravi interruzioni delle forniture di gas. In quest’ottica, sottolineiamo l’importanza di misure basate sul mercato e di esplorare le flessibilità della domanda esistente - ha concluso il capo degli industriali europei - insieme alla diversificazione degli approvvigionamenti e all’aumento delle nostre produzioni, laddove possibile: questo dovrebbe limitare il più possibile i danni significativi all’economia europea”.

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